06 Feb, 2026 - 15:00

Eternit abbandonato a Montoro: allarme amianto, segnalazioni dei cittadini e urgenza di bonifica

 Eternit abbandonato a Montoro: allarme amianto, segnalazioni dei cittadini e urgenza di bonifica

Una passeggiata si è trasformata in una segnalazione d’allarme. Alcuni cittadini, camminando nella zona della polveriera di Montoro, si sono imbattuti in un accumulo di lastre di eternit danneggiate, abbandonate a bordo di un viottolo. Non si tratta di semplici rifiuti: l’eternit, come è noto, è un materiale nocivo che, se deteriorato o friabile, può diventare estremamente pericoloso per la salute.

La presenza delle lastre non solo deturpa l’area, ma impedisce anche il passaggio lungo un percorso che potrebbe essere utilizzato per passeggiate all’aria aperta. I cittadini hanno deciso di non restare in silenzio e hanno inviato segnalazioni sia all’Arpa sia all’amministrazione comunale. «Ci stiamo stancando dell’inerzia di chi dovrebbe pulire oltre che di chi sporca», raccontano, aggiungendo che «sono fatti intollerabili che bloccano un viottolo dove magari qualcuno vorrebbe camminare in sicurezza».

Cos’è l’eternit e perché è pericoloso

Con il nome commerciale eternit si indica un materiale da costruzione, il fibrocemento, composto da cemento rinforzato con fibre di amianto. È stato utilizzato per decenni, soprattutto fino agli anni ’90, per coperture ondulate, serbatoi e canne fumarie, grazie alla sua resistenza, leggerezza e basso costo. Ancora oggi, in molte zone, si possono vedere vecchie tettoie o piccoli edifici che conservano quelle tipiche lastre ondulate.

Il problema nasce quando questo materiale si danneggia o diventa friabile. In queste condizioni può disperdere fibre sottilissime nell’aria, invisibili ma altamente pericolose se inalate. L’esposizione all’amianto è legata a gravi patologie polmonari, tra cui il mesotelioma, un tumore raro ma aggressivo. Proprio per questo, in Italia, la produzione e la vendita dell’amianto sono vietate dal 1992.

«Il rischio non è immediatamente percepibile, ma è reale e serio», ricordano gli esperti, sottolineando che l’abbandono incontrollato di eternit rappresenta una minaccia per la salute pubblica e per l’ambiente.

Smaltire l’amianto non è un fai-da-te

Lo smaltimento dell’eternit non è una pratica che può essere improvvisata. Servono soldi, competenze e ditte specializzate. Fare da soli, oltre a essere illegale, può esporre chi interviene a rischi gravissimi. Non è escluso che anche chi ha creato questa discarica improvvisata nel Narnese si sia messo in pericolo, maneggiando materiale danneggiato senza protezioni adeguate.

La procedura corretta prevede interventi di bonifica che possono consistere nell’incapsulamento o nella rimozione, seguiti da confezionamento a norma, trasporto con formulari specifici e conferimento in discariche autorizzate. Tutto deve essere gestito da ditte iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, con costi che variano in base alla quantità e allo stato del materiale.

«È un percorso complesso, ma necessario per garantire sicurezza e legalità», spiegano gli operatori del settore.

Il problema dell’abbandono e la responsabilità collettiva

Il caso di Montoro non è isolato. In molte aree del Paese, purtroppo, l’abbandono di rifiuti speciali continua a essere una piaga difficile da debellare. L’eternit, in particolare, viene talvolta scaricato illegalmente proprio perché smaltirlo correttamente costa. Ma questo comportamento trasferisce il costo sulla collettività, sotto forma di rischio sanitario, degrado ambientale e spese pubbliche per la bonifica.

«Chi sporca compie un danno che ricade su tutti», sottolineano i cittadini, chiedendo controlli più severi e interventi rapidi per ripristinare l’area. La segnalazione ad Arpa e Comune è un primo passo, ma ora serve una risposta concreta.

Informare per prevenire: le possibilità di aiuto

Forse non tutti sanno che esistono agevolazioni e progetti pensati proprio per aiutare i cittadini a smaltire correttamente l’amianto. A Narni, in passato, era stato avviato il progetto “Cittadini liberi dall’amianto”, promosso dal Comune e da Legambiente Umbria. Alcuni accordi sono scaduti e dovrebbero essere riattivati attraverso un nuovo bando rivolto alle aziende specializzate.

Tra queste, la Siem fa sapere che esistono procedure di microraccolta, più snelle e a costi più contenuti, pensate proprio per piccoli quantitativi di materiale. Strumenti che, se ben comunicati e sostenuti, potrebbero ridurre drasticamente gli abbandoni illegali.

«La prevenzione passa anche dall’informazione», è il messaggio che arriva dagli addetti ai lavori: se i cittadini sanno che esistono canali accessibili e legali, è più facile scegliere la strada giusta.

Bonificare Montoro e guardare avanti

Ora l’urgenza è mettere in sicurezza l’area di Montoro e rimuovere le lastre di eternit nel modo corretto. Ma il caso solleva anche una questione più ampia: la necessità di una strategia stabile di informazione, controllo e supporto per evitare che simili situazioni si ripetano.

«Non basta intervenire dopo: bisogna creare le condizioni perché questi episodi non accadano più». Significa investire in sensibilizzazione, rendere semplici e sostenibili le procedure di smaltimento e rafforzare i controlli contro chi abbandona rifiuti pericolosi.

Montoro oggi chiede una bonifica. Domani, il territorio chiede regole chiare, strumenti concreti e responsabilità condivisa. Perché l’amianto non è solo un problema del passato: è una sfida attuale che riguarda la salute di tutti.

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Mario Farneti
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