01 Jun, 2026 - 17:45

La carica dei giovani chef e maître a Terni: il Casagrande-Cesi forma i professionisti della ristorazione

La carica dei giovani chef e maître a Terni: il Casagrande-Cesi forma i professionisti della ristorazione

Tre giorni intensi tra i fuochi delle cucine e i tavoli della sala, dove la teoria si fa mestiere e l'ambizione diventa professione. Abilitazione professionale per decine di chef e maitre di sala: al Casagrande Cesi la carica dei professionisti dell'accoglienza del futuro si prepara a fare il proprio ingresso ufficiale nel mercato del lavoro, ridefinendo gli standard di un settore strategico per l'economia del territorio.

L’appuntamento ha coinvolto l’Istituto d’Istruzione Superiore "Casagrande-Cesi" di Terni in una maratona di verifiche teoriche e pratiche durata tre giornate. Sono state sei classi coinvolte in totale, composte da studenti pronti a spendere le proprie competenze nel comparto dei ristoranti, degli hotel e delle strutture ricettive. Per l’istituto ternano si tratta di una conferma strutturale della propria vocazione didattica, focalizzata sull’unione organica tra l'aula, il laboratorio e la realtà occupazionale reale.

La complessità delle prove ha costretto i candidati a misurarsi con contesti ad alta pressione, dinamica tipica delle brigate di cucina e della gestione di sala contemporanee. Tecnica, organizzazione rigorosa, cura meticolosa del dettaglio e orientamento al cliente sono state le metriche di valutazione fondamentali. Un passaggio che supera la dimensione del semplice voto scolastico, assumendo un valore simbolico e concreto per l'accesso immediato alle professioni dell'ospitalità.

Il valore del saper fare e l’efficacia della qualifica professionale sul mercato del lavoro attuale

L'architettura formativa dell'istituto prevede due binari precisi al termine del primo triennio: l'ottenimento di una qualifica spendibile subito sul mercato del lavoro o, in alternativa, la prosecuzione nel biennio finale per il conseguimento del diploma di maturità, utile ad ampliare il bagaglio scientifico e culturale dell'allievo. I dati interni e i riscontri con il tessuto imprenditoriale locale evidenziano una forte richiesta per le figure operative specializzate che escono dalle aule di largo Paolucci.

A tracciare il bilancio della sessione d'esame è la stessa dirigente scolastica dell'istituto, la professoressa Marina Marini, che descrive così lo sforzo organizzativo e il valore intrinseco del titolo conseguito dagli studenti: “Tre giorni d'esame, siamo arrivati alla fine, provata ma felice. Questi tre giorni sono estenuanti, sotto tanti profili, ma coinvolgenti perché vedono impegnati i nostri ragazzi delle classi terze in questa qualifica professionale che per loro è un obiettivo raggiunto al culmine dei tre anni di studio del triennio. Loro riescono, grazie agli esami, ad ottenere una qualifica spendibile nel campo del lavoro anzi, paradossalmente, molte volte i datori di lavoro richiedono più la qualifica rispetto al diploma proprio perché è sul saper fare, è sull'expertise"

La centralità della formazione tecnica si inserisce in una programmazione che la documentazione ufficiale dell'istituto certifica con precisione, attraverso percorsi e modulistica dedicati sia agli esami di qualifica sia agli esami di Stato. Questo impianto metodologico punta a strutturare professionalità complesse: chef e maître non sono intesi come ruoli puramente esecutivi, ma come figure capaci di governare il servizio con metodo, razionalità e profonda responsabilità d'impresa.

Resistere alla crisi dei professionali: i numeri dell'orientamento e l'inclusione dietro la crescita dell'istituto

Il successo dell'iniziativa si inserisce in un quadro controcorrente rispetto all'andamento nazionale degli istituti professionali, spesso segnati da una contrazione strutturale delle iscrizioni a livello italiano. Il Casagrande-Cesi mostra invece una tenuta nei flussi di adesione, supportata da una pianificazione strategica delle attività di orientamento e dalla valorizzazione dei laboratori didattici d'avanguardia.

Quindi i nostri ragazzi, capitanati dal nostro splendido staff di docenti, insegnanti tecnico-pratici gli assistenti tecnici e soprattutto il professor Boccia, il nostro mitico referente dei laboratori di enogastronomia del Casagrande-Cesi, si mettono all'opera e iniziano a capire cosa vuol dire fare questo tipo di lavoro”, prosegue la dirigente Marina Marini, sottolineando il ruolo del corpo docente e del personale di supporto tecnico. “È un lavoro che premia perché parliamo di dati, di iscrizioni, di appeal dell'istituto che è sempre crescente. Allora, devo dire che nonostante gli istituti professionali negli ultimi anni abbiano avuto un trend un po' in calo, noi siamo riusciti a mantenere la cosiddetta botta".

La stabilità degli organici si traduce in numeri precisi per l'anno scolastico in corso, con la costituzione di ben sei classi prime. Un dato che conferma la fiducia delle famiglie e l'efficacia dei percorsi d'integrazione attivi all'interno della scuola. L'istituto ha impostato la propria offerta attorno a un principio di accessibilità differenziata, rispondendo sia alle necessità di studenti con fragilità sia a chi intende finalizzare rapidamente il proprio percorso d'ingresso nel lavoro, senza precludere lo sbocco accademico post-diploma.

Quindi abbiamo anche quest'anno sei classi prime che è sicuramente un altro obiettivo, un traguardo raggiunto di tutto il lavoro fatto dallo staff dell'orientamento”, conclude la professoressa Marina Marini. “Quindi questa scuola offre tante opportunità, opportunità a tutti i ragazzi con fragilità, opportunità ai ragazzi che non vogliono intraprendere un percorso di studi universitario che poi non è detto perché possono comunque alla fine del quinto anno, ma che si vuole mettere in gioco con la propria vita futura lavorativa.

L’ingresso di questi nuovi professionisti qualificati nel mercato del lavoro rappresenta un tassello cruciale per l’evoluzione del comparto della ricezione e della ristorazione a Terni e provincia, indicando un modello didattico dove il saper fare e il rigore operativo rimangono i pilastri per l’occupazione futura.

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Federico Zacaglioni
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