Nel giorno del suo esordio pubblico dopo il rimpasto voluto dal sindaco Stefano Bandecchi, la nuova assessore al Welfare Alessandra Salinetti sceglie di presentarsi alla città non a Palazzo Spada, ma nella sala del caffè letterario della biblioteca comunale. E lo fa parlando di periferie, di anziani e di giovani. Perché il comparto sociale del Piano Periferie, presentato ufficialmente questa mattina, prende forma come il tassello “umano” di un progetto nato per rigenerare non solo strade ed edifici, ma anche relazioni e comunità. Oltre 200 mila euro complessivi – 210mila per la precisione – vengono destinati a tre linee d’azione: servizi di prossimità e supporto alla domiciliarità per gli over 65, la “Casa dei Nonni e delle Nonne” come centro intergenerazionale di quartiere, e un’unità di strada per animare e presidiare l’area Interest con attività educative, creative e sportive. L’esordio di Salinetti si lega così a una scelta di campo politica e amministrativa precisa: portare il welfare nei luoghi della fragilità lieve, lavorare sulle reti sociali e lasciare nei quartieri pratiche partecipative destinate a sopravvivere oltre la durata formale del progetto.

A prendere forma, nei dettagli illustrati questa mattina, è un disegno che intreccia rigenerazione urbana e coesione sociale. La fetta più consistente delle risorse, 110mila euro, è destinata a un progetto della Cooperativa Sociale ACTL che punta a tessere una rete di protezione intorno alla popolazione anziana residente nella zona del Piano Periferie. Non si tratta solo di assistere, ma di prevenire l’isolamento. Il progetto metterà a disposizione un’équipe multidisciplinare con un portierato sociale – un punto fisico di ascolto aperto cinque giorni su sette – e servizi concreti come il supporto per le pratiche amministrative e digitali, l’accompagnamento per visite mediche e persino laboratori di pet therapy e musicoterapia.
“Il Piano periferie – ha spiegato l’assessore Salinetti – è un progetto che va a qualificare una zona importante della città anche dal punto di vista sociale, una riqualificazione che si associa a quella urbana. Riguarda zone con diverse criticità ma anche con tante potenzialità ancora non espresse”. Un riconoscimento implicito che il degrado non è solo dei marciapiedi, ma anche delle relazioni. E che intervenire sul tessuto sociale significa restituire dignità a chi vive ai margini.

Ma l’ambizione del progetto va oltre l’assistenza tradizionale. Con 50mila euro affidati alla Cooperativa Sociale Helios, prende vita la “Casa dei Nonni e delle Nonne” , un centro di comunità intergenerazionale pensato come luogo fisico, stabile, aperto a bambini, giovani, adulti e famiglie. L’obiettivo dichiarato è generare relazioni, abbattere le barriere anagrafiche e restituire al quartiere un presidio di socialità. Dall’altra parte, sempre con un finanziamento di 50mila euro, l’associazione Demetra attiverà un’unità di strada nell’area Interest. Non solo monitoraggio sociale, ma vere e proprie attività gratuite: laboratori di scrittura creativa e rap, pratiche artistiche partecipate, palestre di comunità all’aperto con yoga e parkour, fino ad azioni di autocostruzione urbana e momenti di festa interculturale.
“Le attività progettuali – ha ricordato Salinetti – sono state precedute da un’importante e intensa attività partecipativa che ha coinvolto associazioni e enti del terzo settore. L’obiettivo non è soltanto realizzare attività nel breve periodo, ma lasciare nei quartieri pratiche partecipative consolidate, reti attive e strumenti condivisi capaci di proseguire anche oltre la durata formale del progetto”.
Per la nuova assessore, subentrata in una giunta appena rinnovata, questa conferenza stampa rappresenta molto più di un adempimento amministrativo. È la prima uscita pubblica dopo un rimpasto che ha visto Bandecchi ridefinire gli equilibri di Palazzo Spada . E la scelta di legare il proprio nome a un progetto di welfare di prossimità, in un angolo di città spesso dimenticato dai riflettori, dice molto sull’impostazione che Salinetti intende dare al suo mandato.
“Voglio ringraziare tutti coloro che mi stanno supportando in questa fase di conoscenza di tutti gli ambiti del sociale – ha aggiunto – una realtà complessa ma che può contare su un sistema strutturato e sulle competenze di chi ci lavora, a cui aggiungo la mia totale disponibilità e tutto il mio impegno”.
Parole che suonano come un messaggio rassicurante al mondo del terzo settore, spesso in apprensione quando si insediano nuove figure politiche. Resta ora da vedere se questi 210mila euro riusciranno davvero a lasciare il segno, innestandosi in un territorio che di promesse, in passato, ne ha viste sfumare troppe. La sfida, come ha ricordato la stessa assessore, è che le pratiche e le reti attivate oggi possano continuare a vivere anche quando il finanziamento ministeriale sarà esaurito.