Un dibattito acceso, partecipato e ricco di spunti quello che si è svolto a Gubbio nel confronto pubblico promosso dall’associazione Città Futura, dedicato ai progetti eolici attualmente in fase di valutazione sul territorio.
Un incontro che ha rappresentato un momento di informazione e approfondimento, offrendo ai cittadini l’opportunità di comprendere meglio la portata degli interventi e le possibili conseguenze sul paesaggio e sull’economia locale.
Al centro della discussione, impianti eolici di dimensioni rilevanti, con aerogeneratori previsti sui crinali che circondano la conca eugubina, in aree prossime a centri abitati e a zone sottoposte a tutela paesaggistica e culturale. Progetti che, secondo molti interventi, rischiano di modificare in maniera significativa l’identità del territorio.
Tra i temi più ricorrenti emersi durante l’incontro, la preoccupazione per l’impatto visivo e ambientale delle installazioni. I partecipanti hanno sottolineato come opere di questa portata possano determinare una “trasformazione profonda e irreversibile del paesaggio”, incidendo su uno degli elementi più distintivi di Gubbio: il rapporto armonico tra città, natura e storia.
Le turbine, per dimensioni e collocazione, verrebbero installate in punti strategici e panoramici, alterando l’immagine storicizzata della città. Un aspetto che ha sollevato interrogativi anche sulle possibili ripercussioni sul turismo, settore fondamentale per l’economia locale.
In apertura dell’incontro è intervenuto l’assessore Spartaco Capannelli, che ha portato i saluti istituzionali e ribadito la linea dell’amministrazione comunale. Una posizione netta, che si traduce nella volontà di contrastare i progetti così come attualmente configurati.
Un orientamento che trova sponda anche in parte della cittadinanza e nelle associazioni, preoccupate per un modello di sviluppo ritenuto poco coerente con le caratteristiche del territorio eugubino.
A moderare il confronto è stato Leonardo Nafissi, che ha evidenziato la necessità di promuovere consapevolezza su temi complessi e destinati a incidere sul futuro della comunità.

Nel corso dell’incontro, il presidente di Città Futura, Jacopo Cicci, ha illustrato nel dettaglio i progetti in esame, definendoli “fuori scala rispetto al contesto territoriale”. Un giudizio supportato da un’analisi tecnica che ha già portato alla presentazione di osservazioni formali presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Tra le criticità evidenziate figurano interventi invasivi come sbancamenti dei crinali, realizzazione di nuove infrastrutture viarie e impatti acustici legati al funzionamento degli impianti. Non mancano poi le preoccupazioni per la sicurezza, per la tutela della fauna e per l’equilibrio degli ecosistemi.
A questi elementi si aggiungono possibili effetti indiretti, come la diminuzione del valore degli immobili e una riduzione dell’attrattività turistica. Tutti aspetti che contribuiscono a delineare un quadro complesso e controverso.
Uno dei punti centrali emersi dal dibattito riguarda la distinzione tra l’obiettivo della transizione energetica e le modalità con cui essa viene perseguita. L’associazione Città Futura ha ribadito con chiarezza la propria posizione: “Non siamo contrari alle energie rinnovabili, ma a una transizione guidata esclusivamente da logiche finanziarie e industriali”.
Un messaggio che richiama la necessità di inserire lo sviluppo delle fonti rinnovabili all’interno di una pianificazione pubblica attenta al territorio, capace di coniugare sostenibilità ambientale e tutela del paesaggio.

A offrire un inquadramento giuridico della questione è stato l’avvocato Marco Marchetti, esperto in materia di energia, che ha evidenziato le criticità di un sistema normativo che consente la presentazione di progetti di grande scala anche in contesti delicati.
Marchetti ha sottolineato come spesso questi interventi risultino “scollegati dalle esigenze e dalle caratteristiche dei territori”, aprendo la strada a conflitti tra sviluppo energetico e tutela ambientale.
Nel suo intervento sono state illustrate anche alcune possibili alternative, tra cui modelli di produzione e consumo energetico più distribuiti e partecipati, come le comunità energetiche rinnovabili e altre soluzioni basate su una gestione locale dell’energia.
Il dibattito si è arricchito con il contributo di Andrea Astracedi, rappresentante della Coalizione TESS, che ha presentato un piano alternativo al modello nazionale attuale. Una proposta che punta a una transizione energetica meno impattante e più aderente alle specificità territoriali.
L’incontro ha evidenziato una forte convergenza di preoccupazioni tra i partecipanti, ma anche la volontà di costruire percorsi condivisi. Diverse realtà associative, anche provenienti da altri territori, hanno espresso interesse a collaborare per affrontare problematiche analoghe.

Quello dell’eolico a Gubbio si conferma un tema destinato a rimanere al centro del dibattito pubblico nei prossimi mesi. Tra esigenze di sostenibilità energetica e tutela del territorio, la sfida sarà trovare un equilibrio capace di rispondere alle istanze locali senza rinunciare agli obiettivi globali.
Nel frattempo, il confronto pubblico ha rappresentato un primo passo importante, segnando l’inizio di un percorso che si annuncia complesso ma fondamentale per il futuro della comunità eugubina.