26 Apr, 2026 - 10:20

Elezioni comunali Umbria 2026, sei comuni al voto il 24 e 25 maggio: ecco tutte le sfide, i numeri e le curiosità della corsa a sindaco

Elezioni comunali Umbria 2026, sei comuni al voto il 24 e 25 maggio: ecco tutte le sfide, i numeri e le curiosità della corsa a sindaco

Il 24 e 25 maggio sei comuni umbri rinnovano le amministrazioni locali con un totale di 14 candidati alla carica di sindaco. La competizione coinvolge Valfabbrica e Scheggino nella provincia di Perugia, e AttiglianoCalvi dell’UmbriaFerentillo e Giove in quella di Terni. Tutti i municipi hanno popolazione inferiore ai 15mila abitanti e voteranno con il sistema maggioritario a turno unico: vince chi ottiene più voti, senza ballottaggio, e la lista collegata conquista automaticamente i due terzi dei seggi consiliari. A Valfabbrica il sindaco uscente Enrico Bacoccoli cerca la riconferma contro Loredana Petrosi, mentre a Scheggino si registra il caso anomalo di cinque candidati, con tre liste definite “civetta”. Nel ternano spiccano la rivincita tra Leonardo Vincenzo Fazio e Daniele Nicchi ad Attigliano dopo la sfiducia, la candidatura unica di Sandro Spaccasassi a Calvi dell’Umbria, il confronto tra Massimiliano Costantini e Sebastiano Torlini a Ferentillo, e la sfida tra Marco Morresi e Rita Benigni a Giove.

Non ci sarà spazio per il ballottaggio, né per patti di desistenza dell’ultim’ora. Nei sei centri umbri che tornano alle urne tra due fine settimana, la legge elettorale parla chiaro: chi prende un voto in più degli avversari vince la partita, e la sua lista si prende d’ufficio i due terzi del consiglio comunale. Un meccanico first past the post – si direbbe nel linguaggio anglosassone – che premia l’aggregazione più solida e penalizza la frammentazione. 

Le urne saranno aperte domenica 24 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi, e già nella serata del 25 si conosceranno i nomi dei sei nuovi sindaci – o riconfermati – dell’Umbria minore. In un calendario elettorale nazionale quasi fermo, questi sei comuni rappresentano un banco di prova importante per gli equilibri locali. 

Come si vota nei comuni sotto i quindicimila abitanti: maggioritario secco e due terzi dei seggi alla lista vincente

Il quadro normativo è chiaro e, per gli addetti ai lavori, ben noto. Tutti e sei i comuni coinvolti – da Valfabbrica (3.224 anime) al minuscolo Scheggino (poco più di 400 residenti) – rientrano nella fascia demografica che applica il sistema maggioritario a turno unico. Nessuna soglia di sbarramento, nessuna preoccupazione per la maggioranza assoluta: basta un suffragio in più dell’avversario più vicino per indossare la fascia tricolore.

Sulla scheda, l’elettore trova il nome del candidato sindaco e, a fianco, il simbolo della lista a lui collegata. È consentito esprimere una preferenza per un candidato consigliere, scrivendone il cognome nell’apposito rigo. La lista del sindaco eletto ottiene automaticamente il 66 per cento dei seggi in consiglio comunale; il restante terzo viene ripartito proporzionalmente tra le altre liste che abbiano superato la soglia di sbarramento del 3 per cento (o comunque che abbiano ottenuto almeno un seggio nel riparto dei resti). Un assetto pensato per garantire governabilità anche nei centri minori, dove la frammentazione politica rischierebbe altrimenti di paralizzare l’azione amministrativa.

Provincia di Perugia: a Valfabbrica duello Bacoccoli-Petrosi, a Scheggino cinque candidati e tre liste “civetta”

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Partiamo dal cuore verde dell’Umbria. Nella provincia perugina le urne si apriranno esclusivamente in due comuni, ma con dinamiche agli antipodi.

Valfabbrica, la sfida è una classica partita a due. Il sindaco uscente Enrico Bacoccoli, eletto nel 2020 con quasi il 57 per cento, prova il bis alla guida della coalizione civica di centrodestra “Insieme per crescere ancora”. Di fronte a lui, la consigliera comunale di opposizione Loredana Petrosi, coordinatrice locale del movimento Blu, sostenuta dalla lista “Alternativa in Comune”. Qui il duello è tutto interno al tessuto cittadino, senza grandi sorprese: da una parte la continuità, dall’altra il cambio di passo.

Discorso completamente diverso a Scheggino. Nonostante l’esiguo numero di residenti – poco più di 400 abitanti – il piccolo borgo balza agli onori delle cronache per una competizione da record, con ben cinque aspiranti sindaci schierati ai nastri di partenza. L’uscente Fabio Dottori si ripresenta con “Uniti per Scheggino”. Il centrosinistra prova a compattarsi dietro Paolo Chiappini e la lista “Campo largo”. Il consigliere uscente Carlo Stefanelli ripropone la sua candidatura già vista nel 2020 con “Alleanza per l’Italia”. A queste tre si aggiungono Giorgia Gorini, capolista di “Umbria Autonoma” (che schiera come candidato consigliere l’ex esponente della Lega Francesco Miroballo), e Pietro Gagliano con “Progetto Popolare”. Secondo quanto riportato dalle testate locali, le ultime tre formazioni sarebbero liste cosiddette “civetta”, composte in larga parte da candidati residenti fuori dal comune o comunque privi di radicamento sul territorio. Una fotografia che fa sorridere gli addetti ai lavori: in un paese di quattrocento abitanti, l’offerta politica è più frammentata che in molti capoluoghi di provincia.

Provincia di Terni: la rivincita Fazio-Nicchi ad Attigliano, candidato unico a Calvi e duelli a Ferentillo e Giove

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Spostandoci nel ternano, il tono si fa più acceso e i numeri crescono: gli elettori coinvolti dal voto sono circa 8.000, suddivisi tra i comuni di AttiglianoCalvi dell’UmbriaFerentillo e Giove.

Ad Attigliano, il voto del 24 e 25 maggio arriva a pochi giorni dalla caduta dell’amministrazione guidata da Leonardo Vincenzo Fazio, travolta da una mozione di sfiducia. Fazio, coraggiosamente, si ripresenta alla guida di “Scelta civica per Attigliano”. A sfidarlo, Daniele Nicchi, storico amministratore locale: già sindaco per due mandati e mezzo, ed ex alleato dello stesso Fazio quando questi era vicesindaco. Nicchi, recentemente transitato dalla Lega a Fratelli d’Italia, guida la coalizione “Il Polo per Attigliano”. Una rivincita dai toni personali, che gli elettori locali conoscono bene.

Calvi dell’Umbria, invece, non c’è partita. Nel senso letterale del termine. L’unico candidato sindaco è l’attuale vicesindaco Sandro Spaccasassi, sostenuto dalla lista “Calvi tradizione e innovazione” (la stessa che aveva portato alla vittoria l’uscente Guido Grillini). Nessun avversario. La vera battaglia, qui, sarà per il raggiungimento del quorum: per evitare il commissariamento del comune, dovrà recarsi alle urne almeno il 50 per cento più uno degli aventi diritto. Un rischio concreto, visto che in assenza di competizione l’astensionismo rischia di lievitare.

Ferentillo, la sorpresa è la rinuncia al secondo mandato della sindaca uscente Elisabetta Cascelli. Il testimone passa al vicesindaco Massimiliano Costantini, candidato con “Sempre per Ferentillo”. A sfidarlo, l’alternativa civica di Sebastiano Torlini e della lista “Ferentillo nel cuore”. Una transizione in continuità da un lato, un progetto di discontinuità dall’altro.

Infine, Giove. Qui il sindaco uscente Marco Morresi tenta la riconferma con la coalizione di centrodestra “Giove bene comune”. Dall’altra parte, la docente universitaria Rita Benigni, supportata dalla lista civica “Giove Sì”. Non un semplice duello politico, ma il confronto tra due visioni del futuro del paese: la gestione amministrativa in carica contro un movimento civico che punta a coinvolgere nuove energie.

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Federico Zacaglioni
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