Urne aperte da stamane alle 7 per le amministrative in Umbria 2026, con sei comuni chiamati a scegliere il nuovo sindaco e poco più di 10 mila elettori coinvolti tra Perugino e Ternano. Si vota per un turno secco, senza ballottaggi, perché tutti i municipi interessati restano sotto la soglia dei 15 mila abitanti prevista dalla legge.
Alle 12 in Umbria ha votato il 17,17 per cento degli aventi diritto, dato in lieve crescita rispetto alla precedente tornata ferma al 17,14 per cento. L’affluenza è più bassa nella provincia di Perugia, al 15,44 per cento contro il 16,83 di allora, mentre è più alta in quella di Terni, dove alle urne si è recato il 18,09 per cento rispetto al 17,29 precedente. Il quadro regionale a metà giornata fotografa quindi una partecipazione sostanzialmente stabile, con la provincia di Perugia in calo e quella di Terni leggermente più dinamica nei comuni interessati dal voto .
A Scheggino l’affluenza si attesta al 16,14 per cento, in crescita rispetto al 14,73 precedente, mentre a Valfabbrica si ferma al 15,34 per cento contro il 17,12 dell’ultima consultazione.
Nel Ternano il dato più alto è a Giove, con il 22,26 per cento degli elettori alle urne contro il 19,57 di allora, seguito da Attigliano al 20,25 per cento, sostanzialmente in linea con il 20,16 precedente. Ferentillo sale al 15,06 per cento rispetto al 14,03 e Calvi dell’Umbria scende al 14,42 per cento dopo il 15,47 di cinque anni fa.
In provincia di Perugia si rinnovano le amministrazioni di Valfabbrica e Scheggino, mentre in provincia di Terni tocca ad Attigliano, Calvi dell’Umbria, Ferentillo e Giove. Sei sfide che rappresentano un piccolo test politico locale alla vigilia delle grandi tornate elettorali dei prossimi mesi.
A Valfabbrica la partita è a due tra il sindaco uscente Enrico Bacoccoli, sostenuto dalla lista civica di centrodestra “Insieme per crescere ancora”, e Loredana Petrosi, candidata di “Alternativa in Comune”, lista di area progressista. A Scheggino il quadro è più affollato: i candidati sindaco sono cinque, con il primo cittadino uscente Fabio Dottori alla guida di “Uniti per Scheggino”, Paolo Chiappini con la lista di centrosinistra “Campolargo”, Carlo Stefanelli con “Alleanza per l’Italia”, Pietro Gagliano con “Progetto popolare” e Giorgia Gorini con “Umbria autonoma”.
In provincia di Terni il dato politico più evidente è che il Patto Avanti che governa la Regione si è tenuto ai margini di questa tornata, senza una presenza organica nelle liste civiche dei comuni al voto, con la sola eccezione di Giove dove ha espresso la docente universitaria Rita Benigni come candidata sindaco. Ad Attigliano la sfida resta tutta interna al civismo locale tra il sindaco uscente Leonardo Fazio, candidato con la lista “Scelta civica per Attigliano”, e Daniele Nicchi, sostenuto da “Il Polo per Attigliano”. A Calvi dell’Umbria la corsa è a candidato unico con Sandro Spaccasassi alla guida della lista “Calvi tradizione e innovazione”, mentre a Ferentillo si confrontano l’attuale vicesindaco Massimiliano Costantini con “Sempre per Ferentillo” e Sebastiano Torlini con la civica “Ferentillo nel cuore”. A Giove infine il Patto Avanti si misura direttamente con la candidatura di Rita Benigni, che guida la lista “Giove Sì”, opposta al sindaco uscente Marco Morresi sostenuto dalla civica di centrodestra “Giove bene comune”.

Gli elettori chiamati alle urne in Umbria per queste amministrative 2026 sono circa 9.172 secondo una prima stima, mentre altre ricostruzioni parlano di poco più di 10 mila aventi diritto e circa 12 mila residenti coinvolti complessivamente nei sei comuni. Si tratta di numeri contenuti, ma politicamente significativi perché fotografano territori medio piccoli dove il voto personale e il radicamento delle liste civiche pesano più delle sigle nazionali.
Nel dettaglio, il bacino più consistente è quello di Valfabbrica, che conta 3.224 abitanti circa e rappresenta il comune numericamente più rilevante di questa mini tornata umbra. All’estremo opposto c’è Scheggino, borgo di poco più di 400 residenti e circa 340 elettori chiamati a scegliere tra ben cinque aspiranti sindaci, mentre nel Ternano il corpo elettorale complessivo dei quattro municipi al voto è stimato in circa 8 mila persone.
Si vota oggi dalle 7 alle 23 e domani, lunedì, dalle 7 alle 15, con lo spoglio che inizierà subito dopo la chiusura dei seggi e proseguirà fino alla proclamazione dei nuovi sindaci. L’affluenza di metà giornata e del tardo pomeriggio darà le prime indicazioni sulla partecipazione in comuni dove spesso il rapporto diretto tra candidati e cittadini spinge verso percentuali più alte rispetto alla media nazionale.
Dal punto di vista tecnico si applicano le regole previste per i comuni sotto i 15 mila abitanti: vince il candidato che ottiene anche un solo voto in più degli avversari e non è previsto il ballottaggio. Alla lista collegata al sindaco eletto va di norma una maggioranza qualificata dei seggi in consiglio comunale, fino a due terzi, mentre la parte restante viene ripartita tra le altre liste in base ai voti ottenuti, con soglie minime di accesso stabilite dalla normativa.
Sulla scheda l’elettore trova il nome del candidato sindaco e il simbolo della lista collegata, con la possibilità di esprimere una sola preferenza per il consiglio comunale scrivendo il cognome del candidato scelto. Il voto disgiunto è previsto solo nei comuni sopra i 15 mila abitanti, quindi in questa tornata umbra l’elettore che traccia il segno sul simbolo attribuisce il voto sia al sindaco che alla lista collegata, senza possibilità di incrociare opzioni diverse.
Il caso più eclatante è quello di Scheggino, finito sulle cronache nazionali per il record di cinque candidati sindaco in un borgo minuscolo, con un rapporto quasi da un aspirante primo cittadino ogni 80 elettori. Una frammentazione che rende la sfida molto aperta e che potrebbe portare a distacchi minimi tra i contendenti, con ogni singolo voto potenzialmente decisivo.
Nel complesso la tornata amministrativa umbra si inserisce in un quadro nazionale che vede al voto complessivamente 899 comuni, di cui oltre 740 chiamati alle urne proprio in questo fine settimana di maggio. In Umbria però la partita resta tutta locale, fatta di liste civiche, equilibri di maggioranza nei consigli comunali e primi segnali politici in vista delle sfide regionali e nazionali dei prossimi anni.