Due nuove vite sono nate tra i boschi del parco Città della Domenica di Perugia. Per la prima volta nella storia di questo parco faunistico umbro sono venute alla luce due civette delle nevi, allevate e accudite sin dai loro primi giorni di vita. Si tratta di un evento straordinario nel cuore verde dell’Umbria, un traguardo tanto raro quanto significativo, reso possibile da cure speciali e dal grande impegno dello staff del parco.
L’arrivo di due civette delle nevi (noti anche come gufi delle nevi) in Umbria è una notizia che ha dell’eccezionale. Questi maestosi rapaci dal candido piumaggio vivono normalmente in climi artici e freddi: il loro habitat naturale sono le gelide tundre di Alaska, Canada, Groenlandia e Scandinavia, ben lontane dalle dolci colline umbre. Vederle nascere a Perugia è dunque un piccolo grande miracolo.
I due pulcini, a cui sono stati dati i curiosi nomi di Andreotti e Giringiro, vivono nel bosco del parco insieme ai genitori, sotto l’occhio attento – ma discreto – del personale specializzato. La loro presenza rappresenta un simbolo di speranza e testimonia l’impegno profuso dalla struttura per la salvaguardia della fauna selvatica anche lontano dal loro ambiente d’origine.
Allevare cuccioli di civetta delle nevi in cattività non è stato semplice: ricreare un pezzo di Artico in Umbria ha richiesto preparazione e dedizione straordinarie. “È una nascita speciale perché sono animali estremamente difficili da far crescere in cattività, sia per la gestione delle temperature sia per l’alimentazione. Abbiamo lavorato giorno e notte per ricreare le condizioni ideali e il risultato ci riempie di orgoglio”, racconta Alessandro Guidi, direttore del parco. Le sfide sono state molteplici: è stato necessario controllare con precisione il microclima, assicurare una dieta specifica e comprendere i complessi comportamenti di questi rapaci per favorirne la crescita sana.
Fin dalla nascita, i due piccoli sono stati seguiti con attenzione ma senza eccessive interferenze umane: “La nostra assistenza è costante ma discreta. Prepariamo le porzioni di cibo e le consegniamo alla coppia adulta, che poi le distribuisce ai piccoli secondo i propri ritmi naturali”, spiega ancora Guidi.
Per permettere alle civette delle nevi di crescere in salute nel clima mite dell’Italia centrale, il parco ha dovuto ricreare un habitat su misura. È stata realizzata una speciale “grotta artificiale” dotata di un impianto di refrigerazione all’avanguardia. Durante i mesi estivi, infatti, questi animali artici hanno bisogno di un rifugio fresco in cui ripararsi dalle alte temperature.
Nella grotta refrigerata i piccoli e i genitori possono trovare sollievo dal caldo, sgranchirsi le ali e compiere i primi timidi tentativi di volo in un ambiente confortevole. “Nei mesi più caldi dovevano avere uno spazio fresco in cui ripararsi. Lì si rinfrescano, si sgranchiscono e iniziano a provare i primi voli”, conferma il direttore.
Il lieto evento si inserisce nella lunga storia della Città della Domenica, il primo parco faunistico d’Italia fondato nel 1963 sulle colline di Perugia. Esteso per oltre 40 ettari di boschi e prati, il parco sorge a pochi chilometri da Perugia, Assisi e dal lago Trasimeno. Sin dalla sua creazione, la struttura unisce la bellezza della natura alla possibilità di conoscere da vicino gli animali, con un approccio educativo e allo stesso tempo ludico.
Oltre alle civette delle nevi, la Città della Domenica ospita numerose specie, dai classici animali da fattoria a esemplari esotici, in habitat ricreati per ciascuno di essi. Passeggiando per i sentieri del parco è possibile imbattersi in cervi e mufloni semi-liberi, osservare da vicino lama e antilopi, e persino scoprire creature insolite come l’ammotrago o il gufo reale.
Queste due civette delle nevi nate nel cuore dell’Umbria rappresentano molto più di una semplice attrazione per i visitatori: sono un simbolo di conservazione, resilienza e convivenza armoniosa tra uomo e natura. In natura la specie è considerata vulnerabile secondo la lista rossa IUCN, a causa della diminuzione delle prede e dei cambiamenti climatici che minacciano il delicato ecosistema artico. Ogni nascita in cattività seguita con successo, dunque, assume un valore ancora maggiore in termini di sensibilizzazione e studio. Nel vedere questi piccoli rapaci artici crescere forti e sani a migliaia di chilometri dal loro habitat nativo, lo staff del parco non nasconde la propria emozione: “Ogni giorno osserviamo i loro progressi. È emozionante vederli cambiare, crescere, diventare più autonomi”, racconta Guidi.