L’attacco iraniano non è terminato e lo scenario nel Golfo resta incerto.
A raccontare la situazione direttamente dagli Emirati è Corrado Mazzei, residente a Dubai, direttore di un’azienda nel retail di brand italiani di lusso e legato all’Umbria anche per motivi familiari - sua moglie è ternana. In esclusiva per Tag24 Umbria, Mazzei descrive il clima in città, le difficoltà nei collegamenti e le prospettive a breve termine.

Qual è la situazione attuale a Dubai dopo la chiusura dello spazio aereo?
«Dal punto di vista dei residenti ci sono inevitabili difficoltà negli spostamenti. Con lo spazio aereo chiuso non si può né entrare né uscire dal Paese. Chi soffre maggiormente questa situazione sono i turisti rimasti bloccati. C’è chi era in vacanza a Dubai e chi era solo in transito verso altre destinazioni, come le Maldive. Attualmente sono ospitati negli alberghi e le spese vengono sostenute dal governo emiratino».
Che clima si respira tra i residenti e nella comunità italiana?
«La comunità italiana ha reagito facendo squadra. Sono state create chat comuni dove residenti e turisti si scambiano informazioni e aggiornamenti. C’è però una differenza evidente negli stati d’animo: i residenti sono più tranquilli. In Medio Oriente situazioni del genere possono accadere e chi conosce bene Dubai sa che esiste una struttura di sicurezza molto solida. I rumori si sentono, le notizie circolano, ma allo stesso tempo si percepisce una forte protezione da parte del governo».
Nelle ultime ore ci sono stati nuovi attacchi o esplosioni?
«A Dubai la notte è stata relativamente tranquilla. Si parla di un’esplosione verso Ras Al Khaimah, che è un altro emirato, ma in città la situazione è sotto controllo. Si sono sentiti alcuni rumori, probabilmente intercettazioni di missili nello spazio aereo, forse davanti al mare. Oggi molte attività hanno ripreso a lavorare. Io sto lavorando in smart working per precauzione aziendale, ma vedo auto che circolano, persone che passeggiano, bar e negozi aperti. È una normalità vigilata».

Quali sono le principali ripercussioni su trasporti ed economia?
«Nel mio settore il problema è evidente. Lavoriamo con brand italiani e con il blocco dei voli e delle navi non riusciamo a ricevere merce dall’Italia. Tutti i comparti legati ai trasporti ne stanno risentendo. Ci auguriamo che la situazione si sblocchi al più presto per poter riprendere le attività senza interruzioni».
Le autorità locali e l’ambasciata italiana stanno fornendo indicazioni chiare?
«Personalmente non ho avuto necessità diretta di contattare l’ambasciata, ma dalle chat dei residenti e dei turisti emergono difficoltà nella comunicazione. Sui canali ufficiali, come il sito e i social, vengono indicati numeri di emergenza, ma molti segnalano che non sempre rispondono. La gestione emiratina appare strutturata, mentre la percezione diffusa tra i turisti è quella di una comunicazione non sempre tempestiva da parte delle rappresentanze italiane».
Nel breve termine si intravedono soluzioni o lo scenario resta incerto?
«È una valutazione personale, ma lo scenario resta incerto. L’attacco iraniano non sembra concluso e siamo di fronte a uno scontro tra potenze con forti interessi economici. Potrebbe durare settimane o mesi.
Non è soltanto una questione religiosa: esistono equilibri geopolitici molto complessi. L’Iran ha un peso strategico importante anche per l’approvvigionamento energetico globale. È difficile immaginare una conclusione rapida».

Il suo legame con l’Umbria quanto incide in questo momento?
«Conosco bene l’Umbria, ci sono stato diverse volte. E mia moglie è ternana. Seguo con attenzione anche le notizie che arrivano dall’Italia e capisco la preoccupazione delle famiglie».
Le parole di Corrado Mazzei restituiscono l’immagine di una città che continua a funzionare, pur in un contesto di tensione regionale. L’attacco iraniano non è terminato, lo spazio aereo resta chiuso e i collegamenti sono sospesi. I residenti appaiono cauti ma tranquilli; più delicata la posizione dei turisti bloccati in attesa di rientrare.
In attesa di sviluppi sul piano internazionale, Dubai vive una fase di sospensione: tra attività che riprendono e uno scenario geopolitico che, almeno per ora, non lascia intravedere una soluzione immediata.