La Diocesi di Gubbio compie un nuovo passo nel percorso di rinnovamento pastorale avviato dal vescovo Luciano Paolucci Bedini con il progetto “Vino nuovo in otri nuovi”.
Dopo un confronto personale con tutti i sacerdoti interessati, il presule ha disposto una serie di nuove nomine e avvicendamenti alla guida di diverse parrocchie del territorio diocesano, decisioni che entreranno in vigore dal prossimo mese di settembre.
Non si tratta di un semplice riassetto organizzativo, ma di un passaggio che si inserisce in un più ampio cammino di rinnovamento della vita ecclesiale, destinato a ridefinire progressivamente il modo di vivere la pastorale nelle comunità della diocesi.

Il nuovo quadro degli incarichi interessa numerose realtà del territorio eugubino e dell'Alta Umbria.
A Cantiano e Chiaserna il nuovo parroco sarà don Olivier Tamfumu Kiboma. A Branca, Carbonesca e Colpalombo la guida pastorale sarà affidata a don Fabricio Cellucci, affiancato dal viceparroco don Edoardo Pifarotti.
Per la parrocchia della Madonna del Prato è stato nominato parroco don Francesco Menichetti, con don Stefano Bocciolesi nel ruolo di viceparroco.
A Camporeggiano, Loreto, Monteleto e San Benedetto Vecchio arriverà don Edoardo Mariotti, mentre don Leonardo Giannelli guiderà le comunità di Cipolleto, Pontedassi, Scritto, Monteluiano e Santa Cristina, insieme al viceparroco don Krzysztof Przyborowski. In queste comunità don Lanfranco Conti continuerà il proprio servizio come collaboratore parrocchiale.
Le parrocchie di Padule e San Marco saranno affidate a don Mirko Nardelli, mentre don Mirko Orsini diventerà parroco di San Martino in Colle.
Le nuove nomine rappresentano una delle prime applicazioni concrete del progetto pastorale “Vino nuovo in otri nuovi”, presentato dal vescovo nell'autunno del 2024.
L'iniziativa nasce dalla consapevolezza che la Chiesa si trova oggi ad affrontare cambiamenti profondi: la diminuzione della partecipazione alla vita parrocchiale, il calo delle vocazioni sacerdotali e religiose, lo spopolamento di numerosi centri e la necessità di individuare nuove forme di evangelizzazione.
Il progetto non punta semplicemente a ridistribuire i sacerdoti, ma propone un diverso modo di vivere la presenza ecclesiale sul territorio, fondato sulla collaborazione tra comunità vicine e sulla partecipazione sempre più attiva dei laici.
Al centro del percorso immaginato dal vescovo Paolucci Bedini vi è la nascita delle Comunità pastorali, un modello organizzativo nel quale più parrocchie condividono un'unica progettualità pastorale.
L'obiettivo non è quello di eliminare le singole parrocchie o di ridurne l'identità, bensì favorire una collaborazione stabile tra sacerdoti, diaconi e fedeli laici, affinché le diverse comunità possano affrontare insieme le sfide dell'evangelizzazione.
Le attività liturgiche, la formazione, la carità e la missione diventano così dimensioni condivise, capaci di valorizzare le peculiarità di ogni territorio all'interno di un progetto comune.
Come aveva spiegato lo stesso vescovo al momento della presentazione del documento pastorale, «ciò che va rinnovato non sono le strutture, ma il cuore stesso dell'esperienza ecclesiale», affinché le comunità diventino sempre più luoghi di fraternità, corresponsabilità e annuncio del Vangelo.
Tra gli avvicendamenti più significativi figura quello della comunità di Cantiano e Chiaserna, dove don Marco Cardoni conclude il proprio ministero pastorale dopo dieci anni.
Parroco dal luglio 2016, in occasione dell'anniversario del suo ingresso ha voluto ripercorrere insieme ai fedeli il cammino condiviso, ricordando gli anni trascorsi accanto alla comunità.
Nel suo saluto ha richiamato il lavoro svolto per rafforzare la comunione tra i parrocchiani, valorizzare le tradizioni locali, migliorare le strutture parrocchiali e affrontare insieme alcuni momenti particolarmente difficili, tra i quali la pandemia da Covid-19 e la devastante alluvione che colpì il territorio nel 2022.
Un percorso segnato, ha sottolineato, dalla gratitudine verso tutte le persone che hanno collaborato alla vita della parrocchia e dalla consapevolezza della crescita vissuta insieme.

Don Marco Cardoni ha inoltre comunicato di aver condiviso con il vescovo la scelta di non assumere, almeno per il momento, un nuovo incarico pastorale.
Il sacerdote ha spiegato di voler dedicare un periodo all'approfondimento del proprio cammino spirituale, vivendo un'esperienza caratterizzata da una maggiore dimensione di fraternità sacerdotale e di vita comunitaria.
Una decisione maturata nel dialogo con il vescovo e inserita nel più ampio processo di rinnovamento che la Diocesi di Gubbio sta vivendo.
Le nuove nomine annunciate in questi giorni rappresentano quindi non soltanto un cambio alla guida di alcune parrocchie, ma un ulteriore passo verso quel modello di Chiesa delineato da “Vino nuovo in otri nuovi”, nel quale le comunità sono chiamate a collaborare sempre più strettamente, condividendo risorse, esperienze e responsabilità pastorali per rispondere alle sfide del presente con uno spirito rinnovato di comunione e missione.