29 Jan, 2026 - 20:00

Dimensionamento scolastico in Umbria, il centrodestra all’attacco: “Assessore Barcaioli inadeguato, solo propaganda”

Dimensionamento scolastico in Umbria, il centrodestra all’attacco: “Assessore Barcaioli inadeguato, solo propaganda”

Si accende lo scontro politico sul dimensionamento scolastico in Umbria. Con un comunicato congiunto, i gruppi di opposizione di centrodestra in Consiglio regionale — Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Umbria Civica — attaccano duramente l’operato dell’assessore regionale all’Istruzione Barcaioli, accusandolo di inadeguatezza istituzionale, incapacità decisionale e uso strumentale del tema scuola.

Secondo le opposizioni, la gestione del dimensionamento non solo avrebbe prodotto confusione nei territori, ma avrebbe condotto direttamente al commissariamento della Regione Umbria, poi utilizzato politicamente come arma contro il Governo nazionale.

“Invece di governare, ha scelto la propaganda”

Il giudizio del centrodestra è netto. Nel documento si parla di una gestione “approssimativa e ideologicamente orientata”, nella quale l’assessore avrebbe anteposto lo scontro politico al bene delle comunità scolastiche.

“Sul tema del dimensionamento scolastico l’assessore Barcaioli, invece di esercitare con responsabilità il proprio ruolo istituzionale e promuovere un confronto serio e costruttivo con il Ministero, ha scelto la strada della propaganda e della strumentalizzazione politica, si legge nel comunicato.

Un atteggiamento che, secondo le opposizioni, certifica l’inadeguatezza al ruolo ricoperto e la mancanza di una visione amministrativa capace di affrontare un tema complesso come quello della riorganizzazione scolastica.

Il nodo del commissariamento della Regione

Uno dei punti centrali della denuncia riguarda proprio il commissariamento della Regione Umbria sulle decisioni relative al dimensionamento.

Per il centrodestra non si è trattato di un’imposizione esterna, bensì del risultato diretto di una inerzia politica e amministrativa della Giunta guidata da Stefania Proietti.

“Sarebbe stato sufficiente svolgere fino in fondo il proprio lavoro, avviare per tempo un confronto reale con i territori e assumere decisioni condivise per evitare il commissariamento”, affermano i firmatari.

Secondo l’opposizione, Barcaioli avrebbe avuto un intero anno di tempo per portare a compimento il percorso, ma avrebbe prima approvato i dimensionamenti, poi sospeso tutto, bloccando di fatto la procedura.

“Responsabilità della Giunta, non del Governo”

Nel comunicato viene respinta con forza la narrazione secondo cui le scelte sarebbero state imposte dal commissario o dal Ministero.

Le opposizioni chiariscono che i territori coinvolti nel dimensionamento erano già indicati nell’istruttoria tecnica regionale, che la Giunta avrebbe potuto modificare nei tempi previsti.

“I territori individuati non sono stati decisi dal commissario, ma erano già presenti nell’istruttoria tecnica che la Regione avrebbe potuto cambiare. Non lo ha fatto e ora tenta di scaricare le responsabilità sul Governo”.

Una lettura che ribalta l’impostazione politica sostenuta dalla maggioranza regionale, accusata di usare il conflitto istituzionale come copertura delle proprie mancanze.

Il confronto con il passato: “Noi dialogavamo con i territori”

Il centrodestra richiama anche la propria esperienza di governo regionale, rivendicando un metodo opposto rispetto a quello attuale.

Durante la precedente legislatura, spiegano i firmatari, su nove dimensionamenti previsti dal governo Draghi, ben cinque furono attuati attraverso un confronto diretto con i territori, recependo le proposte dei sindaci.

Altri due furono promossi direttamente da amministrazioni comunali di centrodestra, come Foligno, Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria.

“Senza polemiche, senza teatrini, in piena collaborazione istituzionale”, sottolinea il documento.

“Nessun taglio alla scuola”: la replica alla narrazione allarmistica

Un altro passaggio chiave del comunicato riguarda la smentita della tesi dei “tagli alla scuola”.

Il centrodestra richiama le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ribadendo che il dimensionamento:

  • non comporta la chiusura di plessi scolastici

  • non riduce il personale

  • non taglia i servizi educativi

Si tratterebbe esclusivamente di accorpamenti giuridici e organizzativi, finalizzati a ridurre le reggenze e rendere più efficiente il sistema scolastico.

Non esistono tagli alla scuola pubblica, contrariamente alla narrazione allarmistica portata avanti dalla sinistra”, si legge nel testo.

PNRR e normativa nazionale: “Non è una scelta ideologica”

Le opposizioni ricordano inoltre che il dimensionamento scolastico non è una decisione politica del Governo attuale, ma l’applicazione di una normativa nazionale valida per tutte le Regioni, collegata anche agli obiettivi del PNRR.

Una misura che, secondo il centrodestra, consente di ottenere maggiori risorse da investire proprio nel sistema scolastico, anziché penalizzarlo.

La richiesta finale: “Barcaioli dovrebbe dimettersi”

Il comunicato si chiude con un affondo politico durissimo.

“Dopo oltre un anno di mandato segnato dall’assenza di risultati concreti, l’assessore dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità”, affermano i gruppi di opposizione.

L’invito è quello di abbandonare la propaganda ideologica, smettere di alimentare allarmismi e tornare a una gestione istituzionale fondata su competenza e responsabilità.

Una presa di posizione che segna l’ennesimo capitolo di uno scontro ormai aperto, nel quale il dimensionamento scolastico è diventato il terreno simbolico di una più ampia battaglia politica sul governo dell’Umbria.

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Mario Farneti
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