01 Feb, 2026 - 21:30

Dimensionamento scolastico, Città di Castello scende in piazza: protesta contro l’accorpamento della Dante Alighieri-Pascoli

Dimensionamento scolastico, Città di Castello scende in piazza: protesta contro l’accorpamento della Dante Alighieri-Pascoli

Mattinata di forte partecipazione e tensione civile a Città di Castello, dove genitori, studenti, insegnanti e cittadini si sono ritrovati davanti ai cancelli e all’ingresso del cantiere della scuola media Dante Alighieri per manifestare contro il piano di dimensionamento scolastico regionale.

La protesta nasce dalla decisione contenuta nel decreto direttoriale n. 62 del 28 gennaio 2026, che definisce l’assetto del sistema scolastico umbro per l’anno 2026/2027 e prevede l’accorpamento dell’istituto comprensivo Dante Alighieri–Pascoli ai due circoli didattici cittadini.

Una scelta che la comunità scolastica tifernate giudica penalizzante, illogica e priva di un reale confronto con il territorio.

Una protesta spontanea e trasversale

La manifestazione, organizzata in forma spontanea dalla comunità scolastica, ha visto una partecipazione ampia e trasversale. Presenti il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, assessori e consiglieri comunali, insieme a rappresentanti istituzionali locali, regionali e nazionali.

Tra questi la consigliera regionale Letizia Michelini e il senatore Walter Verini, oltre ai sindacati della scuola e a numerose associazioni del territorio.

Una presenza corale che ha trasformato la protesta in un vero momento di coesione civica.

Le preoccupazioni dei genitori

A spiegare le ragioni della mobilitazione è stata Lucia Fiorucci, coordinatrice dell’iniziativa in rappresentanza dei genitori.

“Questo accorpamento comporterà il taglio dei dirigenti scolastici, del personale di segreteria e del personale Ata, mettendo seriamente a rischio la continuità didattica”, ha affermato.

Secondo i promotori, una dirigenza unica chiamata a gestire più plessi distribuiti sul territorio avrebbe inevitabili difficoltà nella gestione quotidiana, nella sicurezza e nel rapporto con le famiglie.

“L’offerta formativa ne risentirà pesantemente, ha ribadito Fiorucci, sottolineando come tutto ciò avvenga in assenza di un piano condiviso e di un reale dialogo istituzionale.

A pesare ulteriormente è la situazione strutturale: la sede storica della Dante Alighieri è stata demolita ed è ancora in attesa di ricostruzione, rendendo il quadro logistico particolarmente fragile.

Contestualmente alla manifestazione è stata avviata anche una raccolta firme a sostegno delle richieste della comunità scolastica.

Il sindaco: “Una grande giornata di democrazia”

Il sindaco Luca Secondi ha definito la protesta “una grande giornata di democrazia e coesione”, spiegando come la scelta del luogo non sia stata casuale.

“Siamo qui davanti all’ex cantiere della scuola per ribadire il nostro no a un provvedimento inaccettabile”, ha dichiarato, “e per sollecitare il Ministero a riattivare l’iter di ricostruzione della Dante Alighieri, fermo da oltre un anno”.

Secondi ha inoltre annunciato che lunedì 2 febbraio l’amministrazione comunale incontrerà il commissario ad acta e nuovo direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Ernesto Pellecchia, per ribadire ufficialmente la contrarietà del Comune al dimensionamento.

Un confronto che servirà anche a rappresentare le criticità legate alla carenza di spazi scolastici.

Il fronte istituzionale e politico

Parallelamente, il Comune ha avviato un’interlocuzione con la Regione Umbria, coinvolgendo la presidente Stefania Proietti, l’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli e i parlamentari del territorio.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una pressione istituzionale unitaria affinché il provvedimento venga rivisto o sospeso.

Nei giorni scorsi, inoltre, l’amministrazione comunale ha attivato le procedure per la presentazione di un ricorso al Tar contro il decreto 62, insieme a un’istanza di accesso agli atti per ottenere chiarimenti sulle motivazioni del precedente decreto direttoriale n. 60 del 27 gennaio 2026.

Documenti ritenuti fondamentali per comprendere le reali ragioni dell’accorpamento.

La voce delle scuole: l’intervento del dirigente

Molto applaudito l’intervento di Filippo Pettinari, dirigente scolastico della media Giovanni Pascoli, che ha messo in evidenza le ricadute concrete sull’attività didattica.

Secondo Pettinari, l’accorpamento comprometterebbe progetti educativi già avviati e la stabilità organizzativa delle scuole, incidendo direttamente sulla qualità dell’insegnamento.

“Non si tratta di numeri astratti, ma di persone, studenti e percorsi educativi reali, è stato il messaggio emerso con forza dal suo intervento.

Numeri che non convincono

Tra le principali contestazioni mosse al piano regionale vi è anche la sproporzione numerica.

L’accorpamento porterebbe alla nascita di due istituti comprensivi tra i più grandi dell’Umbria, con oltre 800 studenti ciascuno, mentre in altri territori regionali i numeri risultano nettamente inferiori.

“Dividere la Dante Alighieri dalla Pascoli, che oggi condividono un’unica sede, è assurdo, è stato ribadito più volte durante la manifestazione.

Una battaglia che continua

La protesta di Città di Castello segna uno dei momenti più forti del confronto regionale sul dimensionamento scolastico.

Un fronte ampio, che unisce famiglie, scuole e istituzioni, deciso a portare avanti tutte le azioni necessarie per contrastare quello che viene definito senza mezzi termini “un autentico atto di ingiustizia” nei confronti del territorio tifernate.

Una mobilitazione che, al di là degli esiti giuridici, ha già prodotto un risultato politico chiaro: la scuola resta al centro del dibattito pubblico e della coscienza civile della comunità.

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Mario Farneti
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