07 Feb, 2026 - 21:30

Dimensionamento scolastico a Gubbio, la Mastro Giorgio-Nelli scrive alla città e i Giovani Democratici attaccano il Governo: doppio no ai tagli

Dimensionamento scolastico a Gubbio, la Mastro Giorgio-Nelli scrive alla città e i Giovani Democratici attaccano il Governo: doppio no ai tagli

Il tema del dimensionamento scolastico continua a scuotere Gubbio e il suo sistema educativo. Nelle ultime ore sono arrivate due prese di posizione distinte ma convergenti: da un lato la lunga e articolata lettera aperta del Collegio dei Docenti e del Consiglio d’Istituto della Scuola Secondaria di I° grado “Mastro Giorgio-Nelli”, dall’altro il comunicato dei Giovani Democratici, che chiamano in causa direttamente il Governo e il ministro Valditara.

Due testi diversi per tono e impostazione, ma uniti da una stessa preoccupazione: lo smembramento della scuola media unica di Gubbio in tre istituti comprensivi viene visto come un rischio concreto per la qualità dell’offerta formativa, per la continuità didattica e per la serenità degli studenti.

La lettera dei docenti: “Tutelare i ragazzi e ciò che abbiamo costruito”

Il documento firmato da docenti e Consiglio d’Istituto nasce da una seduta straordinaria e chiarisce subito l’obiettivo: “Il nostro intento è quello di tutelare i nostri ragazzi affinché non perdano i loro riferimenti e supporti attuali, e che non si vada a perdere tutta quella offerta formativa costruita in tanti anni di lavoro”.

La scuola ricostruisce il percorso che ha portato al decreto del commissario ad acta del 28 gennaio 2026, sottolineando come non ci sia mai stato un vero confronto con l’istituto sulla sua organizzazione, sulla logistica e sulle difficoltà legate ai cantieri ancora aperti nei plessi di via Perugina e via Paruccini. “Come se questi problemi non fossero mai entrati nel radar di chi ha deciso il dimensionamento”, si legge in sostanza tra le righe.

Il punto centrale è chiaro: la Mastro Giorgio-Nelli è una scuola che funziona come unità da quasi 15 anni, con una progettazione collegiale omogenea anche per Branca e Mocaiana. Spezzarla significa, secondo i docenti, creare discontinuità nei percorsi degli studenti e impoverire l’offerta educativa, almeno nel breve e medio periodo.

Continuità didattica e stabilità: il cuore della protesta

Uno dei passaggi più netti riguarda l’ipotesi - definita “fantasiosa” - di dividere a tavolino le attuali classi dei plessi centrali. La scuola elenca con chiarezza le conseguenze: perdita della continuità degli insegnanti, frammentazione del corpo docente, difficoltà per gli alunni con disabilità, disorientamento per le famiglie. “Chi ne trarrebbe vantaggio?” si chiedono i firmatari.

La preoccupazione si estende anche al futuro prossimo: con pochi studenti per ciascun nuovo istituto, aumenta il rischio di instabilità degli organici e di ricorso ai supplenti, almeno fino a quando il sistema non si assesterà, non prima del 2027-2028.

Eccellenze a rischio: musica, Erasmus e attività extra

Un altro nodo centrale riguarda le eccellenze costruite negli anni. L’indirizzo musicale, uno dei più antichi dell’Umbria, sarà assegnato a un solo istituto comprensivo. Anche i progetti Erasmus+, le attività finanziate con “Agenda Nord” e l’ampia offerta extra-curricolare gratuita rischiano di non essere più garantiti a tutti gli studenti eugubini.

Laboratori musicali, potenziamento di inglese con madrelingua, sport, uscite didattiche, nuoto, ippoterapia: “Tutte queste attività sono state pensate per l’intera comunità dei nostri studenti. Ora che succederà?”, si chiedono docenti e Consiglio d’Istituto.

L’appello al Comune: tutelare studenti e famiglie

Pur ribadendo la correttezza e la trasparenza con cui la scuola ha sempre informato le famiglie, la Mastro Giorgio-Nelli chiede all’Amministrazione comunale di mettere in campo ogni strumento possibile per tutelare gli studenti attuali e i plessi di Branca e Mocaiana, definiti “cuore vivo e pulsante di intere comunità”. La priorità, sottolineano, è la serenità dei ragazzi, non le dinamiche legate alle future sedi dei dirigenti scolastici.

Il comunicato dei Giovani Democratici: “La regia ha un nome: Valditara”

Accanto alla voce della scuola, arriva anche quella politica dei Giovani Democratici, che spostano il fuoco della discussione sul piano nazionale. Nel loro comunicato, il bersaglio è diretto: “La regia dietro il dimensionamento ha un nome: Giuseppe Valditara. Secondo i GD, il Governo ha proceduto ai tagli nonostante le proteste della Regione Umbria e delle istituzioni locali, nominando un commissario che ha operato in modo definito “incomprensibile”, citando anche il caso di Città di Castello.

Nel testo non manca una stoccata politica: fa riflettere, scrivono, che Terni sia stata risparmiata, mentre in altri territori si è intervenuti pesantemente. E soprattutto, in un’area “dalla geografia complessa e con l’ascensore sociale bloccato”, indebolire la scuola significa colpire uno degli ultimi strumenti di equità e crescita.

“Se riorganizzazione sì, dimensionamento no”

I Giovani Democratici si dicono favorevoli a un percorso di confronto e si uniscono alla proposta di riaprire un tavolo con territori, istituzioni, sindacati e cittadini. La posizione è netta: “Se una riorganizzazione è auspicabile, il dimensionamento è assolutamente irricevibile”.

Due voci, un’unica preoccupazione

La lettera della Mastro Giorgio-Nelli e il comunicato dei Giovani Democratici partono da piani diversi - uno educativo, l’altro politico - ma convergono su un punto: il rischio che il dimensionamento produca più danni che benefici, almeno nel breve periodo, per studenti, famiglie e qualità della scuola pubblica a Gubbio.

In attesa degli sviluppi sul ricorso e delle decisioni istituzionali, il dibattito resta aperto. Ma una cosa è certa: la scuola, intesa come comunità, ha già fatto sentire la propria voce. E chiede di essere ascoltata.

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Mario Farneti
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