26 Jan, 2026 - 12:30

Dimensionamento scolastico a Gubbio: alla vigilia della decisione del Commissario il Comune chiede equità e ascolto

Dimensionamento scolastico a Gubbio: alla vigilia della decisione del Commissario il Comune chiede equità e ascolto

Alla vigilia della decisione del Commissario incaricato di pronunciarsi sul dimensionamento della rete scolastica della Regione Umbria per l’anno scolastico 2026/2027, l’Amministrazione comunale di Gubbio e le forze politiche di maggioranza ritengono doveroso ribadire con chiarezza e senso di responsabilità la propria posizione.

Una presa di parola che arriva in un momento particolarmente delicato e che intende riportare il confronto sul terreno dei dati oggettivi, della coerenza amministrativa e del rispetto delle peculiarità territoriali, soprattutto in un contesto complesso come quello eugubino.

Un confronto istituzionale costante

Il Comune di Gubbio sottolinea di aver partecipato al percorso di confronto istituzionale con spirito costruttivo e collaborativo, rappresentando in ogni sede le proprie osservazioni attraverso atti formali, documentati e puntuali.

Nel corso delle interlocuzioni, l’Amministrazione ha illustrato le caratteristiche del sistema scolastico locale e la solidità dell’attuale assetto, una posizione che – fino all’adozione dell’ultimo atto regionale – era stata recepita sia nella programmazione provinciale sia in quella regionale.

Un quadro che, secondo il Comune, aveva riconosciuto la specificità del territorio e la necessità di garantire stabilità alle autonomie scolastiche già esistenti.

La richiesta al Commissario

Ora, alla vigilia della decisione finale, l’Amministrazione comunale affida al Commissario un appello chiaro.

“La richiesta che oggi rivolgiamo al Commissario – sottolinea l’Amministrazioneè ferma ma leale: assumere una decisione realmente fondata su dati oggettivi, su un’analisi concreta dello stato delle istituzioni scolastiche e sul rispetto delle peculiarità territoriali, in particolare di un Comune montano, esteso e complesso come Gubbio, capofila di area interna già interessata da recenti processi di dimensionamento”.

Un richiamo che punta a evitare scelte standardizzate, prive di una reale contestualizzazione territoriale.

I dati del sistema scolastico eugubino

Secondo quanto evidenziato dall’Amministrazione, nel territorio comunale tutte le autonomie scolastiche presentano consistenze numeriche adeguate e non risultano situazioni di reggenza.

Gli edifici scolastici sono stati oggetto negli ultimi anni di importanti interventi di riqualificazione, mentre l’organizzazione didattica è attualmente già fortemente condizionata dalla presenza di cantieri in corso.

In questo contesto, un eventuale intervento di smembramento delle istituzioni scolastiche apparirebbe, secondo il Comune, difficilmente praticabile sul piano organizzativo.

I rischi di una riorganizzazione forzata

L’Amministrazione mette inoltre in guardia sui possibili effetti di una scelta non ponderata.

“Un intervento di questo tipo – prosegue la nota – rischierebbe di compromettere la continuità didattica, l’inclusione degli alunni più fragili e la tenuta complessiva dell’offerta formativa”.

Temi che toccano direttamente studenti, famiglie e personale scolastico, e che rendono il dimensionamento non una questione puramente amministrativa, ma una decisione con ricadute sociali profonde.

I principi richiamati dalla normativa

Nel documento viene richiamata anche la normativa nazionale, che indica come criteri guida la gradualità degli interventi, la stabilità delle autonomie scolastiche e la tutela delle aree interne e montane.

Principi che, secondo l’Amministrazione comunale, dovrebbero assumere un ruolo centrale in una fase così delicata, evitando scelte drastiche e improvvise.

“Riteniamo – si legge ancora – che questi principi debbano rappresentare il riferimento di ogni decisione, soprattutto in territori complessi come il nostro”.

Le criticità della delibera regionale

Nel confronto istituzionale, l’Amministrazione e le forze politiche di maggioranza non nascondono inoltre le proprie perplessità rispetto alla deliberazione regionale del 28 novembre 2025, che ha incluso il Comune di Gubbio tra i territori interessati dal dimensionamento.

Secondo quanto evidenziato, tale atto sarebbe stato adottato in assenza di una preventiva e reale fase partecipativa, senza un confronto con il Comune, con le istituzioni scolastiche e con la comunità educante.

Una modalità che viene giudicata difficilmente conciliabile con i principi di leale collaborazione istituzionale e di condivisione delle responsabilità.

La richiesta di un riequilibrio

Proprio per questo motivo, l’Amministrazione comunale chiede che la decisione del Commissario possa rappresentare un momento di riequilibrio e di ascolto.

“Una scelta capace di superare un’impostazione calata dall’alto – spiegano – e di restituire centralità ai dati oggettivi, alle condizioni reali delle scuole e alle specificità territoriali”.

Un passaggio che, nelle intenzioni del Comune, dovrebbe ricondurre il processo entro binari di trasparenza e condivisione.

Una posizione ferma ma istituzionale

L’Amministrazione e le forze politiche di maggioranza ribadiscono infine la piena disponibilità al confronto e alla collaborazione istituzionale, ma allo stesso tempo rivendicano con determinazione il diritto della comunità eugubina a decisioni eque, motivate e comprensibili.

Gubbio – viene sottolineato – continuerà a tutelare il proprio sistema scolastico con serietà e rispetto delle istituzioni, ma con altrettanta fermezza chiede che le scelte finali siano assunte nell’interesse primario degli studenti, delle famiglie, del personale scolastico e dell’intera comunità.

In un passaggio così delicato, il futuro della scuola non può essere ridotto a una somma di numeri, ma deve restare una scelta di responsabilità verso il territorio.

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Mario Farneti
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