13 Feb, 2026 - 18:00

Dimensionamento scolastico a Città di Castello, Barcaioli: “Sospensiva necessaria fino alla ricostruzione della Dante Alighieri”

Dimensionamento scolastico a Città di Castello, Barcaioli: “Sospensiva necessaria fino alla ricostruzione della Dante Alighieri”

Il tema del dimensionamento scolastico torna al centro del dibattito politico e istituzionale in Umbria, con un confronto che coinvolge direttamente il futuro dell’organizzazione scolastica di Città di Castello. A intervenire con parole nette è l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, che ha espresso pieno sostegno alla posizione del sindaco Luca Secondi, il quale ha chiesto la sospensiva del provvedimento almeno fino alla ricostruzione della scuola media Dante Alighieri.

Secondo Barcaioli, la scelta del Ministero di non accogliere la richiesta di sospensiva rappresenta un errore che rischia di gravare ulteriormente su un territorio già segnato da una situazione complessa. Una presa di posizione che sottolinea come, in questo momento, la comunità scolastica tifernate stia vivendo una fase straordinaria, che avrebbe richiesto risposte altrettanto straordinarie.

Il nodo della scuola Dante Alighieri

Al centro della vicenda c’è proprio l’istituto Dante Alighieri, la cui ricostruzione è ancora ferma a causa dell’inadempienza dell’azienda individuata da Invitalia. Una situazione che da tempo crea disagi a studenti, famiglie e personale scolastico, costretti a convivere con soluzioni provvisorie e con un quadro organizzativo instabile.

“Siamo di fronte a una criticità oggettiva, che non può essere ignorata quando si prendono decisioni sull’assetto complessivo della rete scolastica”, è il senso dell’intervento dell’assessore. Applicare il dimensionamento in una fase simile, secondo Barcaioli, significa sovrapporre problemi a problemi, anziché creare le condizioni per una gestione ordinata e sostenibile del sistema.

L’apertura del ministro e le riserve della Regione

Nel suo intervento, Barcaioli prende atto anche della volontà espressa dal ministro Giuseppe Valditara di individuare risorse per superare lo stallo dei lavori. “È un impegno che attendiamo si traduca rapidamente in atti formali e soluzioni operative, sottolinea l’assessore in una nota ufficiale della Regione.

Ma subito dopo arriva la critica di metodo: “Quando si tenta di intervenire a valle di decisioni già assunte, senza riconsiderarne l’impatto sui territori, si finisce per inseguire le criticità anziché prevenirle. Una frase che fotografa bene la distanza tra scelte centrali e ricadute locali, e che rafforza la richiesta di una sospensione temporanea del provvedimento di dimensionamento.

Una richiesta “di rispetto” per la comunità scolastica

Per Barcaioli, la domanda avanzata dal Comune di Città di Castello non è una mossa politica, ma un atto di responsabilità istituzionale. “La comunità scolastica di Città di Castello sta vivendo una fase straordinaria che avrebbe richiesto una valutazione altrettanto straordinaria”, afferma l’assessore.

E aggiunge: “La richiesta di sospensiva è improntata sul rispetto per studentesse, studenti, famiglie e personale. Non accoglierla significa non cogliere fino in fondo la specificità di questa vicenda”. Parole che ribadiscono come, in gioco, non ci siano solo assetti amministrativi, ma la tenuta quotidiana del diritto allo studio in un contesto già messo a dura prova.

Il fronte giuridico: ricorsi e contenziosi

La Regione Umbria, ricorda Barcaioli, ha già presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il provvedimento di dimensionamento scolastico. L’obiettivo è ottenere l’annullamento dei dimensionamenti di Città di Castello e di Gubbio, e soprattutto il riconoscimento della specificità del caso tifernate, così da ristabilire “un criterio di equilibrio nelle scelte organizzative”.

A questo si aggiunge un altro fronte: l’assessore ha annunciato che la Giunta regionale sosterrà il ricorso al Tar preannunciato dal sindaco Secondi. Un segnale politico e istituzionale chiaro, che indica la volontà della Regione di affiancare il Comune in una battaglia che viene presentata come una difesa concreta del sistema scolastico locale.

“Difendere il diritto allo studio è una responsabilità”

Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Barcaioli allarga il discorso a un principio generale: “Difendere il diritto allo studio vuol dire assumersi la responsabilità delle scelte e delle loro conseguenze”. E avverte: “Non può essere lasciato ai territori il compito di gestire effetti che derivano da decisioni centrali.

È una critica esplicita a un approccio che, secondo l’assessore, scarica sui livelli locali il peso di decisioni prese altrove, senza tenere conto delle situazioni specifiche. In questo quadro, la Regione rivendica un ruolo di garanzia e mediazione, assicurando che “in questo percorso saremo al fianco del Comune con determinazione”.

Tra organizzazione e realtà dei territori

La vicenda del dimensionamento scolastico a Città di Castello diventa così un caso emblematico di tensione tra esigenze di razionalizzazione del sistema e realtà concrete dei territori. Da un lato, l’obiettivo nazionale di riorganizzare la rete scolastica; dall’altro, una comunità che chiede tempo, gradualità e rispetto delle proprie condizioni straordinarie.

Il confronto è destinato a proseguire nelle sedi giudiziarie e politiche. Ma il messaggio lanciato da Barcaioli è chiaro: prima di ridisegnare gli assetti, occorre mettere in sicurezza le scuole e le persone che le vivono ogni giorno. Solo così, sostiene la Regione, il dimensionamento potrà trasformarsi da problema a scelta realmente sostenibile.

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Mario Farneti
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