05 Mar, 2026 - 13:01

Dimensionamento, il caso Città di Castello approda al Tar: mobilitazione civica e raccolta fondi a sostegno dell'azione del Comune

Dimensionamento, il caso Città di Castello approda al Tar: mobilitazione civica e raccolta fondi a sostegno dell'azione del Comune

Una raccolta fondi per sostenere il ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il piano di dimensionamento scolastico. È l’iniziativa avviata dal comitato genitori di Città di Castello a supporto dell’azione legale già intrapresa dall’amministrazione comunale contro il provvedimento che ridefinisce l’assetto degli istituti del territorio.

La campagna, lanciata attraverso una piattaforma online di crowdfunding, punta a coprire le spese necessarie per l’azione giudiziaria. In appena due giorni ha raggiunto 1.942 euro, pari all’89% dell’obiettivo fissato a 2.200 euro.

Un risultato che, stando alle parole dei promotori, testimonia la partecipazione attiva della cittadinanza e la condivisione delle preoccupazioni espresse dalla comunità scolastica per un provvedimento considerato “altamente penalizzante”.

Le ragioni della contestazione

Al centro della mobilitazione vi è il timore che il dimensionamento possa incidere in modo significativo sull’offerta formativa locale, con accorpamenti ritenuti potenzialmente critici sotto il profilo organizzativo e didattico. 

I genitori spiegano che “Il dimensionamento rischia di indebolire l'offerta formativa di Città di Castello, accorpando realtà che da anni costituiscono qualità, identità e presenza sul territorio”. Una posizione che richiama non solo la dimensione scolastica in senso stretto, ma anche il ruolo sociale e culturale degli istituti nel tessuto cittadino. Il ricorso al Tar, che si affianca a quello promosso dal Comune, viene motivato dal comitato con argomentazioni precise: “riguardano la lesione di diritti fondamentali, ovvero diritto allo studio e alla continuità didattica, sicurezza e logistica e mancata partecipazione”.

L’ex sede “Dante Alighieri”: il simbolo della protesta

Tra i luoghi simbolici della mobilitazione figura l’ex sede della scuola “Dante Alighieri”, come emblema di una tradizione educativa radicata nel territorio.

Per il comitato, la riorganizzazione prevista rischierebbe di compromettere equilibri consolidati nel tempo, con possibili ripercussioni non solo sull’organizzazione interna, ma anche sulla logistica quotidiana delle famiglie. La preoccupazione riguarda, in particolare, la continuità didattica e la gestione degli spazi, in un contesto che richiede programmazione puntuale e tempi adeguati di transizione.

Destinazione delle risorse

Sulla raccolta fondi attiva, il comitato specifica che “i fondi raccolti serviranno per le spese legali e onorari per l'incarico conferito allo studio legale e spese di segreteria e bolli necessari per le procedure amministrative”. Un impegno che si accompagna alla promessa che tutto sarà “rendicontato con la massima trasparenza”.

La scelta di coinvolgere direttamente la cittadinanza, attraverso una sottoscrizione pubblica, viene letta come un segnale di responsabilità condivisa e di volontà di partecipazione attiva ai processi decisionali che riguardano il futuro del sistema scolastico locale.

Verso il Tar: le prossime tappe

Con il raggiungimento quasi totale dell’obiettivo economico fissato dalla raccolta fondi, il comitato genitori di Città di Castello si prepara a formalizzare il conferimento dell’incarico legale e a procedere al deposito del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro il provvedimento di dimensionamento scolastico.

La vicenda si colloca all’interno di un più ampio processo di riorganizzazione del sistema scolastico regionale. A Città di Castello, la mobilitazione dei genitori, sostenuta dalla comunità locale, si configura come una risposta unitaria e determinata, finalizzata a salvaguardare un assetto ritenuto cruciale per garantire la qualità, la continuità e la funzionalità dell’offerta formativa sul territorio.

Il ricorso al Tar, sottolineano i promotori, non si limita a un’azione legale ma diventa un segnale civico di partecipazione e tutela dei diritti educativi, in un momento in cui le decisioni sul dimensionamento scolastico impattano direttamente sulla logistica, sulla didattica e sulla sicurezza degli studenti.

Una comunità in difesa della scuola

La raccolta fondi, il ricorso al Tar e il confronto con le istituzioni segnano una fase di intensa partecipazione civica a Città di Castello. L’iniziativa dei genitori non è solo una risposta procedurale, ma un movimento collettivo che rimette al centro la funzione della scuola come presidio sociale oltre che luogo di istruzione.

Per il comitato genitori l’obiettivo è chiaro: difendere il diritto allo studio e la continuità educativa, tutelando un patrimonio formativo costruito negli anni. La sottoscrizione pubblica, accompagnata dalla promessa di rendicontazione trasparente, vuole assicurare le risorse necessarie per sostenere l’azione legale e mantenere viva la rete di progetti e servizi che le istituzioni scolastiche offrono al territorio.

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Francesco Mastrodicasa
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