Un nuovo investimento da 318mila euro rilancia il progetto DigiPASS in Umbria, con l’obiettivo di rafforzare i servizi dedicati all’alfabetizzazione informatica dei cittadini e consolidare il percorso di innovazione intrapreso negli ultimi anni. La delibera approvata dalla Giunta regionale destina risorse nazionali provenienti dal Dipartimento per la transizione digitale della Presidenza del Consiglio, premiando i territori che hanno già centrato gran parte dei target fissati a livello nazionale.
I DigiPASS si sono imposti come strumento chiave per garantire accesso ai servizi digitali e accompagnare i cittadini meno esperti nelle pratiche online. In Umbria il progetto ha raggiunto risultati oltre le previsioni: a fronte di un obiettivo di 42 centri e 33mila utenti entro il 2025, sono già stati attivati 62 punti e coinvolti quasi 30mila cittadini. Con il 90% del traguardo già in tasca, la Regione ha dimostrato di aver interpretato con efficacia il mandato nazionale, tanto da meritarsi nuovi fondi per prolungare l’attività fino a giugno 2026.
Questi numeri non raccontano solo un bilancio positivo, ma mettono in luce anche un bisogno crescente di strumenti di inclusione digitale. Nei DigiPASS operano facilitatori che supportano gli utenti su tematiche concrete: dall’uso dei servizi sanitari online alla gestione dei portali pubblici, fino alle opportunità per imprese e professionisti. In molti casi, questi centri hanno rappresentato un primo passo per chi non aveva mai utilizzato un computer o uno smartphone, contribuendo a colmare barriere culturali e sociali.
Il vicepresidente della Giunta regionale e assessore con delega all’Innovazione, Tommaso Bori, ha accolto con soddisfazione il nuovo riconoscimento: “L’ottimo lavoro dei 62 DigiPASS attivi in Umbria è stato riconosciuto e giudicato meritorio di ulteriori finanziamenti statali. Questo ci consentirà la prosecuzione di una misura importante e necessaria per l’alfabetizzazione informatica nella regione, una misura che abbiamo intenzione di valorizzare rendendola strutturale”.
L’assessore ha ribadito l’ambizione politica della Regione: “L’obiettivo dell’amministrazione regionale è far diventare l’Umbria la regione più digitale d’Italia. A tal fine abbiamo messo a terra varie strategie che vanno dalla fibra diffusa, all’app per i servizi, a partire dalla sanità, con un occhio attento all’alfabetizzazione digitale grazie al lavoro che i facilitatori digitali svolgono nei punti dedicati. Porteremo il nostro progetto digitale come modello a livello nazionale nella Commissione digitale della Conferenza delle Regioni”.
I 318mila euro verranno suddivisi tra i 12 Comuni capofila delle Zone sociali umbre, così da rafforzare l’offerta su tutto il territorio. La quota maggiore andrà a Perugia (71.316 euro), seguita da Terni (46.962) e Foligno (35.199). A Città di Castello sono destinati 27.625 euro, ad Assisi 22.578, all’Unione dei Comuni del Trasimeno 20.735 e a Marsciano 20.485. Seguono Gubbio con 19.327 euro, Narni con 18.477, Spoleto con 16.885, Orvieto con 14.550 e Norcia con 4.274 euro.
Un sostegno che tiene conto delle diverse esigenze locali, ma che conferma la volontà di estendere a macchia d’olio un servizio che punta a non lasciare indietro nessuno.
Il finanziamento non rappresenta un semplice sostegno temporaneo: l’intenzione dichiarata è trasformare i DigiPASS in una rete strutturale e permanente. L’Umbria guarda alla digitalizzazione come leva per lo sviluppo economico e sociale, proponendosi come laboratorio nazionale di innovazione replicabile in altre regioni. L’idea è quella di un ecosistema capace di integrare infrastrutture tecnologiche – come la fibra e le app per i servizi pubblici – con percorsi di formazione digitale alla portata di ogni cittadino.
Grazie a questo ulteriore impulso, i DigiPASS potranno consolidarsi come veri e propri centri di inclusione e crescita, accompagnando la comunità regionale verso una quotidianità sempre più digitale e consapevole. L’effetto di lungo periodo sarà misurabile non solo in termini di utenti raggiunti, ma anche in nuove opportunità economiche, maggiore competitività per le imprese e un miglioramento generale della qualità dei servizi disponibili ai cittadini.