02 Jan, 2026 - 19:00

Gubbio, Di Carlo suona la carica: “Dobbiamo risalire la classifica. Mercato? Se parte un big, ne deve arrivare uno altrettanto forte”

Gubbio, Di Carlo suona la carica: “Dobbiamo risalire la classifica. Mercato? Se parte un big, ne deve arrivare uno altrettanto forte”

Il Gubbio riparte, anche se senza il conforto del campo. I rossoblù sono tornati ad allenarsi da oltre una settimana, ma il primo weekend del nuovo anno scorrerà senza partita ufficiale a causa della sosta forzata legata all’esclusione del Rimini. Una pausa atipica, che mister Domenico Di Carlo vuole trasformare in un vantaggio: tempo per recuperare gli infortunati, rimettere benzina nel serbatoio e preparare un gennaio ad altissima intensità.

Il calendario non concede sconti. Tre trasferte e una sola gara al “Pietro Barbetti”, con due appuntamenti subito delicatissimi: prima la Sambenedettese, poi il derby contro il Perugia. In mezzo, domenica mattina alle ore 11, un allenamento congiunto con il Bastia Umbra, utile per mantenere ritmo partita e testare soluzioni tattiche. Per inaugurare il 2026, il tecnico laziale ha fatto il punto a tutto campo: obiettivi, classifica, mercato, rientri e modulo. Il messaggio è chiaro: serve cambiare passo.

Obiettivo risalita e mercato: “Dobbiamo cambiare marcia”

La classifica non soddisfa e Di Carlo non lo nasconde. Il primo pensiero è rivolto ai tifosi e a un obiettivo dichiarato: risalire.

“Buon anno a tutti i tifosi del Gubbio, che sia un anno di positività come ci aspettiamo. Classifica? L’obiettivo è risalirla, è il nostro obiettivo principale, e con il rientro di alcuni giocatori ci sono più soluzioni per noi per arrivare a questo obiettivo. Il Gubbio, dalla prima partita contro la Sambenedettese, deve cambiare marcia, spingere: ci aspetta un girone di ritorno difficile”.

Parole che fotografano un momento di transizione. La sosta diventa così un passaggio fondamentale anche in ottica mercato. Gennaio è lungo, ma le priorità sono chiare.

“Speravamo di finire il girone d’andata in maniera diversa, con tutti i giocatori a disposizione. Per noi i primi acquisti saranno i giocatori di rientro dall’infortunio. Il mercato di gennaio è lungo, non c’è fretta: parlo con la società e il direttore, l’obiettivo è recuperare i giocatori, poi vedremo dove potremmo intervenire”.

La linea è tracciata: prima valorizzare l’organico, poi eventualmente correggere. E sui rumors che coinvolgono alcuni big, con Carraro accostato all'Arezzo e Spina corteggiato dal Pineto, il tecnico mantiene una posizione netta e coerente.

“I giocatori che sono qua sono giocatori del Gubbio, fino a che sono qua. Se arriva una squadra importante e viene fatta un’offerta importante, la società farà le sue valutazioni. Se va via un giocatore importante ne deve entrare uno altrettanto forte. Abbiamo bisogno di giocatori bravi: Spina, quando è stato bene, è stato un giocatore importante, lo stesso Carraro. Il mercato è questo, magari arriva una Serie B e ti prende un giocatore, poi deciderà la società”.

Recuperi, modulo e mentalità: “Serve intensità, dobbiamo creare di più”

Il vero snodo del gennaio rossoblù passa però dall’infermeria. Gli infortuni hanno inciso e ora il Gubbio intravede finalmente la luce.

“Gran parte stanno cominciando ad allenarsi con il gruppo squadra, abbiamo più di una settimana di lavoro: non saranno al cento per cento, però potranno stare con il gruppo. Zallu lo stiamo gestendo come abbiamo fatto nell’ultimo mese, Murru e Tentardini stanno rientrando nel gruppo, Spina è un po’ più indietro. La Mantia ha avuto una settimana di febbre, è rientrato oggi. Minta la settimana prossima torna nel gruppo”.

Il percorso è graduale, ma i numeri iniziano a sorridere.

“Sono recuperi che hanno bisogno di lavoro. Le partite si vincono con gli atteggiamenti e l’allenamento. Gran parte dei giocatori li stiamo recuperando: adesso siamo in diciassette-diciotto ad allenarci, cambia molto rispetto ad essere nove”.

Focus anche su chi deve ancora completare il rientro.

“Djankpata? Non è ancora rientrato nel gruppo, sta meglio, gli si è sgonfiata la caviglia, adesso deve lavorare con la palla. Settimana prossima, così come Minta, lavoreranno per rientrare contro la Sambenedettese”.

Il nodo resta la fase offensiva: l’ultimo gol su azione risale a novembre. Serve di più, soprattutto in termini di intensità e soluzioni.

“Stiamo provando la difesa a quattro, stiamo cercando di alternare difesa a tre e difesa a quattro per non gettare il lavoro fatto prima. Questa è una squadra che lo scorso anno giocava a quattro senza problemi. Probabilmente metteremo un giocatore offensivo in più cercando di trovare soluzioni: ci vuole un giocatore in più, un tiro o un’occasione in più”.

La sosta, allora, è vista come una risorsa.

“Il nostro è un bel gruppo, lavorano sodo, ci credono, vogliono risalire la classifica. Sappiamo che non siamo stati intensi nell’ultimo periodo: la sosta serve per ricaricare le pile, per tornare ad essere come eravamo fino a Ravenna. Dobbiamo tornare a giocare da Gubbio, per farlo dobbiamo trovare intensità. Bisogna lavorare”.

Sul modulo, Di Carlo tiene aperte tutte le opzioni.

“Quattro più tre è la soluzione migliore, poi dipende dagli interpreti che ci sono. Stiamo provando 4-2-3-1, 4-3-2-1 e 4-3-3. L’importante è che gli spazi vengano occupati bene e che i principi e l’atteggiamento non manchino mai. Bisogna alzare il livello di intensità. Dobbiamo creare più occasioni da gol”.

Infine, l’aspetto mentale legato alla sosta e a una classifica destinata comunque a muoversi.

“È un’ulteriore difficoltà. Non bisogna farsi prendere dall’ansia, dobbiamo lavorare su noi stessi. Siamo un buon gruppo e una buona squadra, dalle difficoltà si esce da squadra. Io credo nel gruppo, sono fiducioso: dobbiamo risalire la classifica, una partita per volta”.

E la chiusura è un manifesto identitario.

“Ogni partita deve essere una battaglia per arrivare alla vittoria. Il campionato di ritorno è sempre più difficile rispetto all’andata: bisogna avere ancora più attenzione e concentrazione, ma l’atteggiamento e le soluzioni devono essere al cento per cento. Quando non siamo al cento per cento pareggiamo le partite: ci pesano ancora quei quattro-cinque punti persi nel girone d’andata, abbiamo voglia di andarceli a riprendere. Dobbiamo guardare a noi stessi, scendendo in campo con le nostre caratteristiche: quando giochiamo da Gubbio è dura per tutti”.

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Lorenzo Farneti
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