Grave incidente a Deruta, dove un uomo di circa 40 anni si trova in condizioni critiche all'ospedale di Perugia dopo aver rischiato di annegare nella piscina del Matrioska. L'allarme è scattato quando il bagnante è rimasto sommerso, forse a causa di un improvviso malore o di un colpo di calore.
Il bagnino in servizio è intervenuto tempestivamente, riuscendo a recuperare l'uomo dalla vasca esterna dell'impianto. La prontezza dei primi soccorsi si è rivelata fondamentale per salvargli la vita: lo staff della struttura ha utilizzato immediatamente il defibrillatore semiautomatico presente nell'impianto, avviando le manovre di rianimazione cardio-polmonare. Grazie all'uso tempestivo del dispositivo, il ritmo cardiaco del quarantenne è stato ripristinato sul posto prima dell'arrivo del 118.
I sanitari, giunti rapidamente, hanno stabilizzato il paziente. Date le condizioni giudicate molto gravi, è stato attivato l'elisoccorso che ha trasportato il quarantenne in codice rosso verso il nosocomio perugino. Le forze dell'ordine hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire con esattezza l'esatta dinamica del drammatico evento.
Il defibrillatore è uno strumento straordinario, perchè è progettato per essere usato anche da personale non medico-sanitario, grazie a istruzioni vocali e visive semplicissime. Se una persona subisce un arresto cardiaco dovuto a fibrillazione ventricolare (la causa più comune), il defibrillatore è l'unico strumento in grado di erogare quella scarica elettrica salvavita che può ripristinare il battito; senza invece, le possibilità di sopravvivenza calano drasticamente, circa del 10% ogni minuto che passa.
La sua presenza in un lido o in uno stabilimento balneare non è una semplice aggiunta, ma un vero e proprio scudo protettivo che alza il livello di sicurezza per tutti. Permette di agire con tempestività ed efficacia, in quei minuti cruciali che precedono l'arrivo dei soccorsi specializzati.
Oltre 1.000 attivazioni in due anni di operatività: sono i numeri di Nibbio, il servizio di elisoccorso entrato a far parte della rete dell'emergenza urgenza del 118 dell'Umbria il 1° marzo 2024. Un traguardo che -si legge sul sito dell'Ospedale di Perugia- certifica il ruolo indispensabile di questo servizio per la regione.
Delle oltre 1.000 attivazioni registrate, l'87% riguarda codici rossi, l'11% codici gialli e la restante quota codici minori in ambiente impervio e trasporti sanitari programmati. Dal punto di vista clinico, oltre il 50% degli interventi ha riguardato traumi — incidenti stradali, domestici, sul lavoro e simili — mentre il 15% ha interessato patologie cardiovascolari gravi, tra cui infarti, arresti cardiaci, ictus e dissezioni dell'aorta.
In dotazione Nibbio un elicottero Airbus H 145, tra i più avanzati presenti in Italia. La sua caratteristica distintiva è la capacità di atterrare di notte in qualsiasi area. I numerosi soccorsi in condizioni impervie attraverso operazioni speciali al verricello, sono avvenute grazie al supporto dei tecnici del SASU — Soccorso Alpino Speleologico dell'Umbria, che mette a bordo un proprio tecnico a supporto del team sanitario.
A luglio 2025 sono stati attivati i voli notturni, che hanno già raggiunto circa un centinaio di missioni. Un risultato reso possibile anche dal lavoro sinergico con Federsanità-ANCI e i Comuni umbri per costruire una rete capillare di elisuperfici su tutto il territorio regionale, che consente di ridurre significativamente i tempi di decollo e di atterraggio.
Tra i prossimi obiettivi trasportare scorte di sangue a bordo -per effettuare trasfusioni direttamente durante la missione- e l'attivazione di operazioni speciali notturne, come il recupero al verricello e l’hovering in condizioni di oscurità. Sviluppi che posizionerebbero il servizio di Elisoccorso umbro tra i pochissimi servizi in Italia abilitati a queste operazioni avanzate e tra i primi nel centro Italia.
“I numeri dimostrano che il servizio di elisoccorso, incardinato nella centrale regionale del 118, è un servizio indispensabile in una regione come l’Umbria con zone orograficamente molto movimentate. Gli sviluppi futuri ci porteranno ad essere tra i pochi in Italia formati e preparati per gli interventi speciali" ha sottolineato Antonio D’Urso, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia.