Sulla questione dei dehor e dell’occupazione di suolo pubblico nel centro storico di Gubbio interviene con decisione l’assessore allo sviluppo economico Micaela Parlagreco, che in un’intervista rilasciata alla TV locale TRG ha voluto fare chiarezza su una vicenda che nelle ultime settimane ha generato tensioni e polemiche.
Al centro del dibattito, la richiesta di alcuni esercenti di un incontro per comprendere meglio il nuovo regolamento e programmare la stagione. Un confronto che, secondo i commercianti, non si sarebbe tenuto nei tempi previsti.
L’assessore ricostruisce puntualmente la cronologia: «Ho ricevuto la richiesta il 10 aprile e il 16 ho contattato personalmente la portavoce fissando un incontro per il 30 aprile su loro indicazione». Un appuntamento poi saltato per la concomitanza con la commissione di bilancio, obbligatoria per gli assessori. «Ho comunicato tempestivamente l’impossibilità e dato disponibilità a una nuova data», precisa.

Parlagreco respinge con decisione le accuse di scarsa disponibilità, rivendicando un metodo basato sul confronto continuo. «Credo di essere tra gli assessori più disponibili al dialogo», afferma, ricordando anche incontri precedenti con altre categorie, come quelli con i commercianti dell’area di Piazza 40 Martiri.
Il punto politico è chiaro: per l’assessore non esiste alcuna chiusura, ma piuttosto una necessità di coordinare tempi e impegni istituzionali senza rinunciare al confronto.
Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervento riguarda la natura stessa delle concessioni. «L’occupazione di suolo pubblico è un atto discrezionale dell’ente», sottolinea Parlagreco, chiarendo che non si tratta di un diritto automatico.
Un principio che sposta l’asse della discussione: il Comune concede gli spazi per favorire l’attività economica, ma deve farlo rispettando una serie di equilibri. Tra questi, la sicurezza, la viabilità, le esigenze dei residenti e il passaggio dei mezzi di soccorso.
«Non guardiamo solo ai commercianti, ma a tutte le componenti della città», è la linea indicata dall’assessore.
Altro punto centrale riguarda la presunta mancanza di regole. Parlagreco è netta: «Non esiste alcuna lacuna normativa». Attualmente sono in vigore due regolamenti, uno del 2019 sulle occupazioni di suolo pubblico e uno del 2016 sull’arredo urbano.
Il lavoro dell’amministrazione non è quindi quello di introdurre regole da zero, ma di aggiornare strumenti ormai datati. «Stiamo revisionando un regolamento vecchio per adeguarlo alle nuove esigenze», spiega.
Un’operazione che richiede tempo e che si inserisce in un percorso più ampio di riordino amministrativo.
Sul tema delle proroghe, spesso al centro delle critiche, l’assessore introduce un elemento determinante: il contesto normativo nazionale.
«Siamo in una fase di liberalizzazione nazionale fino al 30 giugno 2027», ricorda Parlagreco, sottolineando come molte decisioni non dipendano direttamente dal Comune. Questa fase comporta una temporanea attenuazione dei vincoli paesaggistici, destinata però a concludersi nei prossimi anni.
Da qui l’invito alla prudenza rivolto agli esercenti: evitare investimenti strutturali importanti su dehor e arredi che potrebbero non essere compatibili con i futuri regolamenti. «Bene tavolini, sedie e ombrelloni, ma attenzione a strutture complesse», chiarisce.
L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione è quello di riportare ordine e armonia nel centro storico. Non solo dal punto di vista estetico, ma anche funzionale.
In questa direzione va la decisione di introdurre una settorializzazione temporanea durante il periodo dei Ceri, con una mappatura delle aree e indicazioni specifiche agli esercenti.
Allo stesso tempo, viene ribadito un principio fondamentale: la regolarità contributiva. «Senza regolarità nei confronti del Comune non può essere concessa l’autorizzazione», afferma Parlagreco.
È prevista inoltre l’istituzione di una commissione dedicata alla verifica delle singole occupazioni, con un’analisi caso per caso.

Nella parte finale dell’intervista emerge anche una lettura politica più ampia. L’assessore parla di prassi non corrette stratificate nel tempo, frutto di gestioni precedenti.
«Quando si interviene su situazioni consolidate è normale che si creino tensioni», osserva, invitando a distinguere tra esigenze reali e strumentalizzazioni.
Il messaggio conclusivo è un invito al dialogo diretto, rivolto anche alle opposizioni. «Non lavoriamo per comunicati stampa, ma per il bene della città», afferma Parlagreco.
L’obiettivo dichiarato resta quello di costruire un sistema equilibrato, capace di tenere insieme sviluppo economico, qualità della vita e rispetto delle regole.
Una sfida complessa, che passa inevitabilmente dal confronto tra tutte le “anime” di Gubbio, senza ridurre il dibattito a semplice scontro politico.