29 Sep, 2026 - 21:30

Province, salta il voto d'autunno: mandati riallineati e stop alle urne a Perugia e Terni

Province, salta il voto d'autunno: mandati riallineati e stop alle urne a Perugia e Terni

L’approvazione alla Camera dei deputati dell’emendamento al decreto Pubblica Amministrazione riscrive il calendario elettorale degli enti di area vasta e cancella la tornata d'autunno per il rinnovo dei Consigli provinciali di Perugia e di Terni. Il voto dell'aula di Montecitorio - arrivato sulla fiducia posta dal Governo tramite il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, con 167 voti favorevoli, 93 contrari e un solo astenuto - fissa il principio del riallineamento simultaneo tra la durata della presidenza e quella dell'assise consiliare. Il testo passa adesso all'esame del Senato, dove il passaggio formale andrà completato entro il prossimo 6 ottobre per la conversione in legge, ma l’indirizzo politico è già tracciato in modo definitivo: consiglieri e presidenti torneranno a essere eletti nella medesima giornata. In Umbria l'impatto dell'operazione parlamentare produce conseguenze immediate, congelando le scadenze elettorali di secondo livello e ridisegnando la geografia delle maggioranze amministrative nei palazzi istituzionali dei due capoluoghi.

Il voto di Montecitorio manda in soffitta il turnover biennale e unifica le scadenze elettorali

La disposizione legislativa inserita nel provvedimento recante le “Disposizioni urgenti per la funzionalità della Pubblica Amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile” interviene direttamente sulla cronologia ereditata dall'impianto della legge Delrio. Fino a oggi, la discrasia temporale tra la carica quadriennale dei presidenti e quella biennale dei consiglieri provinciali costringeva gli amministratori locali a un continuo ritorno al voto ponderato. In Umbria, l'ultima tornata per i consigli di Palazzo Bazzani e della provincia perugina si era consumata il 29 settembre 2024, ponendo la naturale scadenza delle cariche all'autunno del 2026. A distanza di appena sei mesi da quella consultazione, il 30 marzo 2025, i sindaci e i consiglieri comunali del territorio erano stati chiamati di nuovo ai seggi unicamente per eleggere i vertici monocratici delle due amministrazioni.

Con l’approvazione dell'emendamento, licenziato senza modifiche rispetto al lavoro delle commissioni congiunte Bilancio e Ambiente, l’attuale assetto viene formalmente prorogato fino al compimento del mandato presidenziale. 

A Palazzo Bazzani si blinda l'assemblea guidata da Bandecchi e si congela il nodo politico di Forza Italia

(Il presidente UPI Marco Bruni e il vicepresidente della Provincia Francesco Ferranti)

Gli effetti più visibili della manovra normativa si registrano a Terni. La cancellazione dell'appuntamento autunnale proietta il rinnovo congiunto di presidenza e consiglio direttamente al giugno 2028, quando giungerà al termine il mandato di Stefano Bandecchi. Il sindaco di Terni, insediatosi alla guida di Palazzo Bazzani nella primavera 2025, vede così stabilizzata l’attuale maggioranza variabile che governa l'ente provinciale, scongiurando il rischio di frizioni e cambi di assetto che un voto a metà consiliatura avrebbe inevitabilmente alimentato tra i gruppi consiliari dei municipi della provincia.

La sterilizzazione del passaggio elettorale produce riflessi sostanziali anche negli equilibri interni al centrodestra locale. Il rinvio al 2028 toglie infatti da un evidente imbarazzo politico Forza Italia, che vede confermato nel ruolo di vicepresidente provinciale Francesco Maria Ferranti. L'esponente azzurro, attualmente sospeso dal proprio partito per aver accettato l'incarico fiduciario conferitogli proprio da Bandecchi, manterrà le deleghe operative senza dover affrontare a stretto giro una verifica nei seggi di secondo livello. Lo stallo elettorale garantisce una tregua forzata alle dinamiche partitiche dell'area provinciale ternana, lasciando intatti i rapporti di forza fino alla scadenza naturale delle amministrative.

La partita di Perugia fino al 2029 e la spinta dell'Upi per una revisione organica dell'ente

Dinamica analoga, seppure con una tempistica ancora più dilatata, riguarda la Provincia di Perugia. Nel capoluogo regionale il prolungamento dell'organo consiliare si salda con il mandato del presidente Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino, la cui presidenza scadrà formalmente nel 2029. Anche in questo caso, l’aula consiliare eletta nel settembre 2024 resterà in carica fino alla conclusione della gestione guidata dall'amministratore gualdese, evitando l'apertura di un tavolo di trattativa tra le forze politiche del centrosinistra e del centrodestra per il rinnovo delle quote assembleari.

A commentare la svolta parlamentare è il presidente di UPI Umbria, Marco Bruni, che definisce il provvedimento un passaggio necessario per restituire regolarità al funzionamento degli enti intermedi:

“Mettere ordine nella durata dei mandati e nelle scadenze elettorali - sottolinea il presidente di UPI Umbria Marco Bruni - significa innanzitutto garantire maggiore certezza alle istituzioni e alle amministrazioni provinciali, evitando il ripetersi di elezioni a distanza di pochi mesi e rendendo più lineare il funzionamento degli organi dell’Ente”.

La riorganizzazione dei calendari viene tuttavia catalogata come un tassello propedeutico a una revisione legislativa di più ampio respiro. Le competenze ordinarie delle Province - dalla rete viaria all'edilizia degli istituti superiori, fino alla pianificazione ambientale - impongono un assetto strutturale stabile:

“Le Province hanno bisogno di regole chiare, organi stabili e risorse adeguate alle responsabilità che sono chiamate a svolgere. L’obiettivo - conclude Bruni - deve essere quello di costruire un quadro istituzionale certo, capace di dare risposte concrete ai cittadini e ai territori. Su questo continueremo a lavorare insieme all’UPI nazionale, in un confronto aperto e costruttivo con tutte le forze politiche e con le istituzioni”.

Il nodo delle riforme e la nuova architettura delle Province approderanno all'ordine del giorno dell'Assemblea Nazionale UPI, convocata a Imperia per le giornate del 19 e 20 ottobre, appuntamento in cui le rappresentanze territoriali chiederanno al Parlamento di accelerare sul superamento definitivo dei limiti operativi fissati nell'ultimo decennio.

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Federico Zacaglioni
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