Secondo quanto riportato dal New York Post, durante il raid statunitense a Caracas per catturare Nicolás Maduro sarebbe stata utilizzata un’arma a energia diretta capace di spegnere i sistemi radar, stordire i soldati e provocare effetti fisici devastanti: sanguinamento dal naso, vomito di sangue, incapacità motoria.
«È stata come un’onda sonora molto intensa. Ho sentito la testa esplodere dall’interno», ha raccontato una guardia venezuelana.
Un’ex fonte dell’intelligence Usa, citata dal quotidiano, ha confermato che «armi a microonde o laser possono produrre sintomi come dolore, bruciore, incapacità di muoversi» e che versioni operative esistono da decenni.
Se confermato, sarebbe il primo impiego in combattimento di armi a energia diretta da parte degli Stati Uniti.
Ma la vera notizia, per chi sa leggere tra le righe, è un’altra: questa tecnologia non nasce oggi ma è nata in Italia negli anni Trenta.
Nel libro “Donna Rachele” - pubblicato per la prima volta nel 1983 da Ciarrapico Editore - di Francobaldo Chiocci, eugubino, giornalista, inviato e biografo di lungo corso, emerge un racconto che oggi assume una luce completamente diversa:

«Adesso, dicono, sta perfezionando il “raggio della morte”. Parole come laser o radar sono ancora sconosciute. Sembra che abbia escogitato qualcosa capace di interrompere a distanza il circuito elettrico dei motori bloccando i magneti».
Chiocci non inventa: riporta, con stile narrativo ma documentato, ciò che Rachele Mussolini raccontò in famiglia. E descrive un episodio preciso: autostrada Roma–Ostia, una trentina di veicoli in panne simultaneamente, poi riavviati tutti insieme dopo circa quindici minuti.

Mussolini avrebbe poi confidato alla moglie:
«Questo pomeriggio hai assistito ad un esperimento segretissimo. È un’invenzione di Marconi che potrà dare all’Italia una potenza militare superiore a quella di tutti gli altri paesi del mondo».
E ancora, secondo Rachele:
«Sua Santità Pio XI, terrificato da questa scoperta, chiese a Marconi di non proseguire le ricerche».
Qui Chiocci diventa testimone indiretto qualificato: non un narratore di folklore, ma un cronista che registra una memoria interna alla famiglia del Duce. Un dettaglio che pesa, confermato anche dal figlio Vittorio.

Ed è qui che entra ancora una volta Gubbio.
Il dottor Raffaele Antonioli di Gubbio, nonno dell’attuale avvocato Fabio Antonioli, negli anni Trenta direttore delle Aziende dell’Opera Nazionale Combattenti nell’Agro Pontino, raccontò al figlio Piero, padre dell'avvocato Fabio, un episodio sorprendente.
Si trovava lungo la strada Pontina quando, improvvisamente, una serie di autovetture rimase in panne nello stesso tratto, con motori spenti e impossibili da riavviare per diversi minuti. Nessun incidente, nessuna causa apparente. Un blocco simultaneo.

Chi conosce il racconto di Chiocci non può non notare la coincidenza: Roma–Ostia, autostrada, veicoli paralizzati, ripartenza simultanea. Due fonti diverse. Due testimoni della stessa città. Stessa dinamica. Stessa convergenza.
Antonioli parlava anche di greggi di pecore scomparse misteriosamente, non carbonizzate, non uccise, semplicemente dissolte. Un dettaglio inquietante che richiama il celebre Philadelphia Experiment americano.
Qui non siamo più nel mito. Siamo nella testimonianza diretta di un dirigente pubblico, raccontata in ambito familiare, e oggi riferita dal nipote Fabio Antonioli, avvocato eugubino.
Mettiamo ordine:
Francobaldo Chiocci – testimone indiretto, ma autorevole, che riporta la memoria di Donna Rachele
Rachele Mussolini – testimone diretta di un esperimento segreto
Raffaele Antonioli – testimone diretto di un evento identico sulla Pontina
Fabio Antonioli – depositario familiare di quella memoria
Quattro livelli di trasmissione. Una sola tipologia di evento: paralisi simultanea di veicoli senza causa meccanica.
A questo punto, parlare di coincidenza diventa metodologicamente fragile.

Le Directed Energy Weapons (DEW) utilizzano:
microonde ad alta potenza
laser
onde elettromagnetiche concentrate
per colpire bersagli senza proiettili. Possono:
accecare sensori e radar
disabilitare circuiti elettronici
causare disorientamento, nausea, dolore intenso
bloccare sistemi motore
in casi estremi, provocare danni biologici
Nel 2020 la Cina avrebbe usato armi a microonde contro soldati indiani in Ladakh. Il cosiddetto “Havana Syndrome” è studiato come possibile effetto di esposizione a microonde dirette.
E ora Caracas.
La tecnologia esiste. È documentata. È classificata.
Un altro elemento chiave: Marconi aveva rapporti strettissimi con il Vaticano. Installò la stazione radio della Radio Vaticana, ottenne anche l’annullamento del matrimonio dall'allora Sacra Rota.
Secondo Donna Rachele, fu proprio il Papa Pio XI a fermarlo.
«Optò quindi per autorizzare la sospensione delle ricerche, ma non la distruzione della scoperta».
Sospendere, non distruggere. Una differenza enorme.
Dove sono finiti quei risultati?
Chi li ha ereditati?
Alleati? Servizi? Archivi riservati?
Domande legittime. Non complottismo. Storia della tecnologia militare.

Torniamo al presente.
«Non avevamo modo di competere con la loro tecnologia», ha detto la guardia venezuelana.
È la stessa frase che, in sostanza, Mussolini avrebbe potuto pronunciare nel 1936 se Marconi fosse arrivato fino in fondo.
Radar spenti. Soldati storditi. Nessun colpo visibile.
È la firma delle armi a energia diretta.
Qui sta il punto giornalisticamente forte: Gubbio non è ai margini di questa vicenda.
Raffaele Antonioli, testimone diretto, dirigente pubblico
Fabio Antonioli, nipote e depositario della memoria
Francobaldo Chiocci, testimone indiretto qualificato
Non è folklore. È memoria storica locale che intercetta la grande storia segreta del Novecento.
Non stiamo parlando di UFO.
Non stiamo parlando di fantascienza.
Stiamo parlando di una linea tecnologica coerente lunga novant’anni.
Forse il “raggio della morte” non era leggenda.
Forse Antonioli non era suggestionato.
Forse Chiocci non sta romanzando.
Forse Marconi aveva davvero messo le mani su qualcosa che oggi chiamiamo “arma a energia diretta”.
E forse, semplicemente, la storia ha fatto un giro lunghissimo per tornare dove era iniziata.
Con una differenza: oggi, non si ferma più davanti al Papa.