10 Jan, 2026 - 18:00

Da Solomeo a Hollywood: Brunello Cucinelli musa inattesa di “Emily in Paris”

Da Solomeo a Hollywood: Brunello Cucinelli musa inattesa di “Emily in Paris”

Da Solomeo a Hollywood, passando per Netflix. È una traiettoria che ha dell’incredibile, eppure è reale. Brunello Cucinelli, fondatore dell’omonimo marchio di lusso e simbolo di un capitalismo umanistico radicato nel piccolo borgo medievale alle porte di Perugia, si è ritrovato – a sua completa insaputa – musa ispiratrice di una delle serie TV più popolari al mondo: “Emily in Paris”.

A raccontarlo è lo stesso imprenditore, oggi 72enne, in un’intervista a Variety, la bibbia dell’industria cinematografica americana. Un racconto che intreccia moda, visione, storytelling globale e quella capacità tutta umbra di restare fedeli a sé stessi anche quando il mondo ti guarda.

L’invito misterioso di Darren Star

Tutto inizia nel settembre 2024, quando a Cucinelli arriva un invito inaspettato da Darren Star, lo sceneggiatore e produttore della serie Netflix. L’invito riguarda l’anteprima romana della quarta stagione di “Emily in Paris”.

“Non capivo perché dovessi andare – racconta CucinelliEmily in Paris non mi riguarda. Così decide di non partecipare. Ma il giorno dopo accade qualcosa di insolito. “Fui inondato di email da tutto il mondo, dall’India alla Cina”. Un’ondata di messaggi che lo costringe a chiedersi cosa stia succedendo.

La scoperta: ispirazione per Marcello Muratori

È in quel momento che l’imprenditore scopre di essere stato, senza saperlo, fonte di ispirazione per uno dei personaggi chiave della serie. Marcello Muratori, interpretato dall’attore italiano Eugenio Franceschini, è infatti l’erede di un’azienda di cashmere di lusso fondata dal padre Umberto, ora scomparso.

Nella trama, Emily (Lily Collins) si reca in Italia per visitare l’azienda, e Marcello la “rapisce” – in senso romantico – portandola a visitare la sua Solitano, un borgo immaginario che ricalca chiaramente Solomeo, il gioiello umbro restaurato e rilanciato da Cucinelli come modello di bellezza, lavoro e armonia.

Un parallelismo evidente, che ha sorpreso lo stesso imprenditore. Non sapevo nulla ha detto – ed è stato davvero curioso scoprirlo così”.

Darren Star: “Solomeo ha superato la mia immaginazione”

Secondo quanto riporta Variety, Darren Star conosceva la casa di moda Cucinelli da anni e aveva visitato Solomeo nel 2023. È proprio durante quella visita che nasce l’ispirazione per completare il personaggio di Marcello.

“Ero un po’ nervoso – confessa Star – e speravo di farlo contento, visto che lo ammiro davvero tanto”. Ma la vera sorpresa è stata un’altra: “La realtà di Solomeo e dello stesso Brunello ha superato la mia immaginazione. Per quanto bello sia il nostro fittizio Solitano, non gli abbiamo reso giustizia”.

Parole che valgono più di qualsiasi operazione di marketing. Perché raccontano di un luogo reale, non costruito per la fiction, ma così autentico da diventare materiale narrativo naturale per una serie globale.

Il fascino silenzioso di un imprenditore atipico

Brunello Cucinelli non è nuovo all’attenzione delle celebrity. I suoi maglioni sono indossati da Mark Zuckerberg, Leonardo DiCaprio, Oprah Winfrey, Gwyneth Paltrow. Ma il suo fascino non è mai stato gridato, né costruito.

È un fascino che nasce dalla coerenza tra visione e vita, tra parola e gesto. Dal progetto di Solomeo come villaggio dell’anima, dalla filosofia del lavoro come dignità, dalla convinzione che il profitto debba sempre essere accompagnato da bellezza e responsabilità.

“Il lavoro deve nobilitare, non consumare” è una delle sue frasi-manifesto. Ed è probabilmente questa visione, più ancora del cashmere, ad aver colpito Hollywood.

Da borgo umbro a icona globale

La parabola è potente: un piccolo borgo medievale alle porte di Perugia diventa, senza forzature, ispirazione per una delle serie più viste al mondo. Non per esotismo, ma per autenticità.

Solomeo non è una scenografia. È un progetto culturale, sociale, umano. Ed è proprio questo che la fiction ha intercettato.

“Non gli abbiamo reso giustizia”, dice Star. E in quella frase c’è il riconoscimento che la realtà, a volte, supera la narrazione.

In arrivo anche un documentario: “Brunello: The Gracious Visionary”

La storia di Cucinelli e della sua azienda sarà presto raccontata anche in un documentario dal titolo eloquente: “Brunello: The Gracious Visionary”. Un ritratto che promette di esplorare non solo il successo imprenditoriale, ma la visione etica e umanistica che lo sostiene.

Un altro tassello di una narrazione che ormai travalica i confini della moda e si colloca nel racconto globale dei modelli virtuosi.

Quando l’Umbria parla al mondo

C’è qualcosa di profondamente simbolico in questa storia. L’Umbria, terra di silenzio e interiorità, che ispira una serie ambientata tra Parigi, Roma e Milano. Un imprenditore che non cerca la ribalta, e che invece la trova perché incarna un’idea forte.

Da Solomeo a Hollywood, sì. Ma senza mai tradire Solomeo.

Ed è forse proprio questo il segreto di Brunello Cucinelli: essere universale restando radicalmente locale.

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Mario Farneti
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