13 Mar, 2026 - 18:40

Innovazione e sicurezza: da Marsciano nasce Displaid, startup per il monitoraggio intelligente delle infrastrutture

Innovazione e sicurezza: da Marsciano nasce Displaid, startup per il monitoraggio intelligente delle infrastrutture

Dalla formazione scientifica in Umbria alla ricerca internazionale, fino alla nascita di una startup tecnologica che punta a migliorare la sicurezza delle infrastrutture attraverso l’analisi dei dati e l’ottimizzazione matematica. È questo il lungo percorso di Luca Radicioni, giovane ingegnere originario di Marsciano e fondatore della startup innovativa Displaid, tornato nella scuola in cui ha mosso i primi passi per raccontare agli studenti il suo cammino tra università, ricerca e imprenditoria tecnologica.

L’incontro si è svolto nell’aula innovativa dell’Istituto Omnicomprensivo Salvatorelli-Moneta, alla presenza della dirigente scolastica Mariangela Severi, dei docenti e degli studenti del liceo scientifico. Un momento di confronto diretto tra scuola e mondo dell’innovazione, durante il quale Radicioni ha ripercorso le tappe principali del proprio percorso accademico e professionale, mostrando come un percorso di studio possa evolversi fino a trasformarsi in un progetto imprenditoriale ad alto contenuto tecnologico.

“Tutto comincia proprio qui - raccontano dalla scuola - tra i corridoi del nostro Liceo, dove è nata quella curiosità scientifica che lo ha spinto a iscriversi alla facoltà di Ingegneria meccanica presso l'Università degli Studi di Perugia. Poi la laurea magistrale, al Politecnico di Milano, in un ambiente altamente competitivo e stimolante. Il vero salto di qualità verso il futuro, però, è avvenuto varcando i confini nazionali. Grazie a un prestigioso internship con il network Unitech Luca Radicioni è approdato in Olanda, dove ha affrontato la sfida del dottorato di ricerca (PhD). È qui che la teoria si è trasformata in sperimentazione pura”.

Un percorso accademico tra Italia ed Europa

Dopo il diploma scientifico conseguito a Marsciano, Radicioni ha intrapreso gli studi universitari presso l’Università degli Studi di Perugia, dove si è laureato in ingegneria meccanica. Il percorso formativo è proseguito con la laurea magistrale al Politecnico di Milano, uno dei principali poli europei per la formazione ingegneristica.

L’esperienza accademica si è poi ampliata a livello internazionale grazie alla partecipazione a un programma di ricerca promosso dal network europeo Unitech, che ha consentito al giovane ingegnere di trasferirsi nei Paesi Bassi per svolgere il dottorato di ricerca. “Durante il percorso di dottorato - racconta Luca - ho imparato a navigare l'ignoto, a gestire la complessità e a trasformare i dati in soluzioni”.

Durante gli anni di ricerca Radicioni ha approfondito lo studio delle reti neurali e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale alle strutture fisiche, sviluppando competenze che integrano ingegneria civile, meccanica e informatica avanzata.

La nascita della startup Displaid

Proprio dall’incontro tra ricerca scientifica e applicazione tecnologica è nata l’idea di fondare Displaid. Insieme ad altri tre giovani ingegneri, Radicioni ha avviato una startup orientata allo sviluppo di soluzioni innovative per il monitoraggio strutturale e la manutenzione preventiva delle infrastrutture. 

La tecnologia sviluppata dall’azienda si basa su una rete di sensori installati sulle infrastrutture - come ponti, viadotti o edifici - in grado di raccogliere dati strutturali in tempo reale. Le informazioni vengono poi analizzate attraverso algoritmi matematici avanzati, sviluppati sulla base di modelli ingegneristici e validati grazie all’elaborazione di grandi quantità di dati provenienti da diverse fonti. L’obiettivo è individuare tempestivamente eventuali anomalie strutturali, consentendo interventi mirati prima che si verifichino problemi critici. In questo modo la manutenzione diventa preventiva e non più soltanto reattiva, con vantaggi in termini di sicurezza, efficienza e riduzione dei costi. 

È la chiusura di un percorso che parte dai calcoli sui quaderni di scuola e arriva alla progettazione di algoritmi capaci di contribuire alla sicurezza delle infrastrutture del futuro.

Il valore della costanza e del lavoro

Nel dialogo con gli studenti del liceo, Radicioni ha voluto condividere anche alcune riflessioni maturate durante il proprio percorso accademico e professionale, sottolineando l’importanza della perseveranza nello studio e nel lavoro.

“La consistenza prima di tutto - ha affermato il giovane imprenditore - perché i risultati arrivano con la costanza. E poi 'work harder, not smarter', che è un invito provocatorio a non cercare scorciatoie, ma a impegnarsi a fondo per costruire una base solida prima di voler ottimizzare tutto”. Un messaggio che punta a valorizzare il metodo, la disciplina e l’impegno come elementi fondamentali per affrontare percorsi complessi come quelli della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica.

L’orgoglio della scuola

Grande soddisfazione è stata espressa anche dalla comunità scolastica del liceo Salvatorelli-Moneta, che ha accolto il ritorno dell’ex studente come un esempio concreto di crescita personale e professionale. “Una carriera costruita con professionalità e competenza, ma soprattutto con la consapevolezza che per progettare, innovare, inventare, costruire serva una solida base di competenze e anche una rete di affetti di persone su cui poter contare sempre. Il segreto del successo di Luca non è solo talento, ma anche attitudine. Luca ha poi lasciato ai nostri ragazzi alcuni spunti di riflessione molto interessanti”.

“Il viaggio di Luca - concludono dall'istituto - è la prova che il percorso accademico non è solo una lista di esami, ma un’evoluzione continua”.

Un esempio per le nuove generazioni

La storia di Radicioni rappresenta un esempio significativo di come il talento formato nelle scuole e nelle università italiane possa trasformarsi in innovazione e impresa. In un contesto globale in cui la sicurezza delle infrastrutture è una sfida sempre più centrale, iniziative come Displaid dimostrano il potenziale delle nuove generazioni nel coniugare ricerca scientifica, tecnologia e responsabilità sociale.

Un percorso che parte da una scuola di provincia e arriva ai laboratori internazionali, fino alla nascita di una startup capace di tradurre modelli matematici e dati complessi in strumenti concreti per la sicurezza del futuro.

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Francesco Mastrodicasa
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