Dalla formazione scientifica in Umbria alla ricerca internazionale, fino alla nascita di una startup tecnologica che punta a migliorare la sicurezza delle infrastrutture attraverso l’analisi dei dati e l’ottimizzazione matematica. È questo il lungo percorso di Luca Radicioni, giovane ingegnere originario di Marsciano e fondatore della startup innovativa Displaid, tornato nella scuola in cui ha mosso i primi passi per raccontare agli studenti il suo cammino tra università, ricerca e imprenditoria tecnologica.
L’incontro si è svolto nell’aula innovativa dell’Istituto Omnicomprensivo Salvatorelli-Moneta, alla presenza della dirigente scolastica Mariangela Severi, dei docenti e degli studenti del liceo scientifico. Un momento di confronto diretto tra scuola e mondo dell’innovazione, durante il quale Radicioni ha ripercorso le tappe principali del proprio percorso accademico e professionale, mostrando come un percorso di studio possa evolversi fino a trasformarsi in un progetto imprenditoriale ad alto contenuto tecnologico.
“Tutto comincia proprio qui - raccontano dalla scuola - tra i corridoi del nostro Liceo, dove è nata quella curiosità scientifica che lo ha spinto a iscriversi alla facoltà di Ingegneria meccanica presso l'Università degli Studi di Perugia. Poi la laurea magistrale, al Politecnico di Milano, in un ambiente altamente competitivo e stimolante. Il vero salto di qualità verso il futuro, però, è avvenuto varcando i confini nazionali. Grazie a un prestigioso internship con il network Unitech Luca Radicioni è approdato in Olanda, dove ha affrontato la sfida del dottorato di ricerca (PhD). È qui che la teoria si è trasformata in sperimentazione pura”.
Dopo il diploma scientifico conseguito a Marsciano, Radicioni ha intrapreso gli studi universitari presso l’Università degli Studi di Perugia, dove si è laureato in ingegneria meccanica. Il percorso formativo è proseguito con la laurea magistrale al Politecnico di Milano, uno dei principali poli europei per la formazione ingegneristica.
L’esperienza accademica si è poi ampliata a livello internazionale grazie alla partecipazione a un programma di ricerca promosso dal network europeo Unitech, che ha consentito al giovane ingegnere di trasferirsi nei Paesi Bassi per svolgere il dottorato di ricerca. “Durante il percorso di dottorato - racconta Luca - ho imparato a navigare l'ignoto, a gestire la complessità e a trasformare i dati in soluzioni”.
Durante gli anni di ricerca Radicioni ha approfondito lo studio delle reti neurali e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale alle strutture fisiche, sviluppando competenze che integrano ingegneria civile, meccanica e informatica avanzata.
Proprio dall’incontro tra ricerca scientifica e applicazione tecnologica è nata l’idea di fondare Displaid. Insieme ad altri tre giovani ingegneri, Radicioni ha avviato una startup orientata allo sviluppo di soluzioni innovative per il monitoraggio strutturale e la manutenzione preventiva delle infrastrutture.
La tecnologia sviluppata dall’azienda si basa su una rete di sensori installati sulle infrastrutture - come ponti, viadotti o edifici - in grado di raccogliere dati strutturali in tempo reale. Le informazioni vengono poi analizzate attraverso algoritmi matematici avanzati, sviluppati sulla base di modelli ingegneristici e validati grazie all’elaborazione di grandi quantità di dati provenienti da diverse fonti. L’obiettivo è individuare tempestivamente eventuali anomalie strutturali, consentendo interventi mirati prima che si verifichino problemi critici. In questo modo la manutenzione diventa preventiva e non più soltanto reattiva, con vantaggi in termini di sicurezza, efficienza e riduzione dei costi.
È la chiusura di un percorso che parte dai calcoli sui quaderni di scuola e arriva alla progettazione di algoritmi capaci di contribuire alla sicurezza delle infrastrutture del futuro.
Nel dialogo con gli studenti del liceo, Radicioni ha voluto condividere anche alcune riflessioni maturate durante il proprio percorso accademico e professionale, sottolineando l’importanza della perseveranza nello studio e nel lavoro.
“La consistenza prima di tutto - ha affermato il giovane imprenditore - perché i risultati arrivano con la costanza. E poi 'work harder, not smarter', che è un invito provocatorio a non cercare scorciatoie, ma a impegnarsi a fondo per costruire una base solida prima di voler ottimizzare tutto”. Un messaggio che punta a valorizzare il metodo, la disciplina e l’impegno come elementi fondamentali per affrontare percorsi complessi come quelli della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dalla comunità scolastica del liceo Salvatorelli-Moneta, che ha accolto il ritorno dell’ex studente come un esempio concreto di crescita personale e professionale. “Una carriera costruita con professionalità e competenza, ma soprattutto con la consapevolezza che per progettare, innovare, inventare, costruire serva una solida base di competenze e anche una rete di affetti di persone su cui poter contare sempre. Il segreto del successo di Luca non è solo talento, ma anche attitudine. Luca ha poi lasciato ai nostri ragazzi alcuni spunti di riflessione molto interessanti”.
“Il viaggio di Luca - concludono dall'istituto - è la prova che il percorso accademico non è solo una lista di esami, ma un’evoluzione continua”.
La storia di Radicioni rappresenta un esempio significativo di come il talento formato nelle scuole e nelle università italiane possa trasformarsi in innovazione e impresa. In un contesto globale in cui la sicurezza delle infrastrutture è una sfida sempre più centrale, iniziative come Displaid dimostrano il potenziale delle nuove generazioni nel coniugare ricerca scientifica, tecnologia e responsabilità sociale.
Un percorso che parte da una scuola di provincia e arriva ai laboratori internazionali, fino alla nascita di una startup capace di tradurre modelli matematici e dati complessi in strumenti concreti per la sicurezza del futuro.