03 Feb, 2026 - 20:00

Crisi sanità a Terni: i sindacati denunciano il collasso del Pronto soccorso e le promesse mancate ai lavoratori

Crisi sanità a Terni: i sindacati denunciano il collasso del Pronto soccorso e le promesse mancate ai lavoratori

A poco più di un anno dalle promesse di cambiamento, la sanità ternana mostra le crepe in maniera plateale. Il Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria di Terni è ingolfato, i corridoi diventano luoghi di attesa infinite, il personale sanitario lavora sotto una pressione insostenibile. Mentre la Fp Cgil chiede con urgenza un tavolo con la direzione aziendale per trovare soluzioni ai disagi e al sovraffollamento, la USB Umbria usa toni durissimi e parla di sanità "al collasso" e di promesse ancora disattese. Un quadro già grave, che sullo sfondo vede l’acerbità di altre vertenze: quelle dei lavoratori esternalizzati, impiegati nelle pulizie dei cantieri ospedalieri, scesi in sciopero dichiarato dalla FlaicaCub per turni sbagliati, carenze di sicurezza ed errori di paga. Una crisi sanitaria a tutto campo che rischia di far esplodere il sistema.

La richiesta della Fp Cgil: potenziare il territorio o il pronto soccorso non reggerà

A lanciare l’allarme più strutturato è la Fp Cgil di Terni, attraverso le parole del suo segretario generale Andrea Pitoni. Preoccupato per le continue segnalazioni di disagio, Pitoni nonostante riconosca gli sforzi della struttura, chiede un incontro immediato con la direzione aziendale. "Più volte - prosegue Pitoni - abbiamo segnalato la necessità di trovare un equilibrio tra la struttura centrale provinciale, oberata dagli accessi, e la rete della medicina territoriale".

Il nodo, secondo il sindacato, è proprio questo: il dibattito si concentra sui nuovi ospedali, ma senza organizzazione del lavoro e adeguati piani di reclutamento del personale, ogni intervento è vano. "Alcuni utenti non dovrebbero rivolgersi al pronto soccorso ternano rispetto ai sintomi manifestati, causando di fatto l’ingolfamento della struttura", osserva Pitoni, puntando il dito sulla necessità di un filtro efficace sul territorio.

Il segretario rende omaggio all’impegno del personale sanitario, "che lavora con grande abnegazione e umanità", ma avverte: non basta. Serve un potenziamento concreto dell’assistenza territoriale, quella prevista dal Pnrr. "Il rischio - afferma - è quello di realizzare strutture nuove, come gli ospedali di comunità, senza disporre del personale che vi trovi impiego". Un monito chiaro: costruire edifici non significa curare le persone, se dietro non ci sono professionisti assunti con contratti stabili.

Il j’accuse della USB: "Promesse non mantenute, personale trattato come serie C"

Se la Cgil utilizza un tono istituzionale, seppur allarmato, la USB Umbria - in un post rilanciato dalla Lega Umbria - alza il volume e trasforma la critica in un atto di accusa politico diretto alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. "Dopo un anno di governo, la presidente Proietti non ha mantenuto gli impegni presi con cittadini e lavoratori", attacca il sindacato, dipingendo un quadro a tinte fosche: "La sanità regionale è in affanno, il personale è allo stremo e la sicurezza nei luoghi di lavoro è diventata un optional". La retorica è volutamente forte, per scuotere l’opinione pubblica. "Basta trattare i lavoratori della sanità umbra come personale di serie C! La sanità regionale è al collasso per scelte politiche sbagliate e incapacità gestionale". Una dichiarazione che suona come un ultimatum: gli umbri meritano servizi efficienti e "è tempo che le promesse si trasformino in azioni concrete".

Lo sciopero nei cantieri ospedalieri: la protesta silenziosa degli esternalizzati

A complicare ulteriormente il panorama, e a dimostrare come le criticità investano l’intero sistema a cascata, ci sono le vertenze dei lavoratori esternalizzati impiegati nei servizi di pulizia dei cantieri delle Aziende Ospedaliere di Terni e Perugia. Personale assunto da aziende esterne, quindi in regime di esternalizzazione, ma che opera all’interno dei luoghi di cura. La Flaica CUB Umbria ha proclamato sciopero per l’intera giornata di mercoledì 28 gennaio scorso e quello di tutti gli straordinari fino a domani 4 febbraio. Le ragioni sono una lista di negazioni dei diritti fondamentali: turnazioni non correttecarenza di dispositivi di sicurezza, e errori ripetuti nelle retribuzioni che persistono nonostante le segnalazioni.

Una situazione, denunciano, portata anche all’attenzione delle Prefetture di Terni e Perugia, senza che sia seguito alcun miglioramento concreto. "Non è più tollerabile - è la posizione della Flaica CUB - che chi garantisce quotidianamente servizi essenziali all’interno degli ospedali lo faccia in condizioni di precarietà, insicurezza e incertezza salariale". La loro mobilitazione è la fotografia di un malessere più ampio, che dall’assistenza medica diretta si estende all’indotto, minando dalle fondamenta la qualità e la sicurezza di tutto l’ambiente ospedaliero.

Il quadro che emerge da Terni è quindi a più strati, ma convergente verso un unico punto: la tenuta del servizio sanitario è appesa a un filo. Tra il piano dell'emergenza in Pronto Soccorso, quello della carenza cronica di personale e quello delle retrovie in subappalto, la promessa di una sanità efficiente sembra essersi scontrata con una realtà fatta di emergenza quotidiana e risorse insufficienti. L’incontro richiesto dalla Cgil sarà il primo banco di prova per capire se da queste crepe possa uscire solo una resa dei conti, o l’inizio di una inversione di rotta.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE