15 Jan, 2026 - 15:15

Crisi politica a Gubbio: niente Consiglio straordinario, ma il 27 gennaio il confronto in aula sulla spaccatura in maggioranza

Crisi politica a Gubbio: niente Consiglio straordinario, ma il 27 gennaio il confronto in aula sulla spaccatura in maggioranza

“La nascita di un nuovo gruppo consiliare all’interno della maggioranza, accompagnata da accuse così gravi tra alleati, configura oggettivamente una crisi politica”. È una valutazione netta quella riportata da Cronaca Eugubina, che fotografa senza giri di parole la situazione apertasi a Gubbio dopo la scissione in seno a Gubbio Civica e la nascita del nuovo gruppo Progetto Città.

Una crisi che – sottolineano le minoranze – esiste indipendentemente dalle dichiarazioni di circostanza e che rischia di produrre effetti concreti sull’azione amministrativa, sulla tenuta politica della maggioranza e sul rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

Il nuovo gruppo e le accuse incrociate

Tutto nasce il 7 gennaio 2026, quando viene resa pubblica la costituzione di Progetto Città, formato da quattro consiglieri eletti con Gubbio Civica: Nancy Latini, Sandro Manca, Mauro Biccari e Viviana Ceccarini.

Alla comunicazione dei fuoriusciti – che parlano di una diversa visione dell’azione politica pur confermando formalmente il sostegno al sindaco – fa da contraltare un durissimo comunicato di Gubbio Civica, che parla apertamente di “tradimento del mandato elettorale”, di mancanza di lealtà politica e arriva a chiedere le dimissioni dei consiglieri scissionisti.

Due versioni pubbliche, entrambe interne alla maggioranza, non solo divergenti ma politicamente inconciliabili.

La richiesta di Consiglio comunale urgente

Di fronte a questo scenario, i gruppi di minoranza – Leonardo Nafissi, Rocco Girlanda, Jacopo Cicci, Federica Cicci, Simona Minelli, Erika Fiorucci, Diego Guerrini, Marco Cardile, Luigi Girlanda – hanno depositato una richiesta formale di convocazione urgente del Consiglio comunale, ai sensi dell’articolo 36 commi 6 e 7 del Regolamento.

Nella richiesta si legge che:

“La stabilità di una Amministrazione comunale non può essere ridotta a una mera questione numerica, ma dipende dalla coesione politica, dalla chiarezza degli indirizzi e dalla capacità del Sindaco di esercitare una funzione di guida e di sintesi.

E ancora:

“Il Consiglio comunale e la cittadinanza hanno il diritto di conoscere se l’Amministrazione che governa Gubbio disponga ancora di un progetto politico condiviso o se stia procedendo per sommatoria di interessi”.

Una presa di posizione netta, che punta a portare la crisi dentro la sede istituzionale, sottraendola alla sola arena dei comunicati stampa.

Niente Consiglio straordinario: si va al 27 gennaio

Secondo quanto riportato da Vivo Gubbio, però, non ci sarà un Consiglio comunale straordinario. Il presidente dell’assemblea, Mattia Martinelli, ha infatti previsto la convocazione per martedì 27 gennaio, con un ordine del giorno ordinario.

Una scelta che evita l’aggravio di costi e che, di fatto, rinvia il confronto politico alla prima seduta utile già programmata.

In apertura dei lavori, come da prassi, sarà proprio il presidente dell’aula ad annunciare ufficialmente la costituzione del nuovo gruppo Progetto Città. A quel punto si aprirà il dibattito, che coinvolgerà tutte le forze politiche.

Il nodo politico: la posizione del sindaco

La posizione più delicata resta quella del sindaco Vittorio Fiorucci. Il primo cittadino ha dichiarato pubblicamente di essere stato colto di sorpresa dalla scelta dei quattro consiglieri di costituire un nuovo gruppo e di non esserne stato a conoscenza.

Resta tuttavia un nodo politico che alimenta interrogativi e letture divergenti.
Secondo quanto riportato da
Vivo Gubbio, circolano ricostruzioni e interpretazioni secondo cui il sindaco potrebbe non essere stato del tutto ignaro delle intenzioni dei quattro consiglieri, in particolare di Mauro Biccari e Viviana Ceccarini, con i quali esiste un rapporto personale di lunga data.

Si tratta, al momento, di valutazioni e congetture politiche, non suffragate da elementi oggettivi o riscontri documentali, ma che contribuiscono ad alimentare il clima di incertezza e di sospetto attorno alla vicenda.

In questo senso, la questione non riguarda tanto la legittimità della scelta dei consiglieri, quanto il clima di interrogativi politici che si è venuto a creare all’interno della maggioranza, un elemento fisiologico in ogni fase di riorganizzazione degli assetti consiliari.

Un clima che il sindaco Vittorio Fiorucci ha inteso affrontare alla luce del sole, convocando una conferenza stampa proprio per offrire chiarimenti ai cittadini e ribadire la linearità del proprio operato e dell’azione amministrativa.

Più che di un problema di trasparenza, si tratta quindi di un passaggio politico delicato, che richiede ora capacità di sintesi, dialogo e ricomposizione nell’interesse della stabilità amministrativa.

Tra crisi politica e tenuta amministrativa

Le minoranze insistono su un punto: “La contrapposizione pubblica tra soggetti appartenenti alla stessa maggioranza rischia di indebolire l’azione amministrativa, rallentare i processi decisionali e generare confusione nei rapporti con la cittadinanza, gli uffici e gli enti sovraordinati”.

Non si tratta, quindi, di una disputa interna qualunque, ma di una frattura che può avere ricadute operative, soprattutto in una fase in cui il Comune è chiamato a gestire partite complesse sul piano urbanistico, sociale e infrastrutturale.

Il tema non è solo numerico – chi ha più consiglieri – ma politico e funzionale: esiste ancora una maggioranza coesa? Esiste una linea condivisa? Esiste una regia politica?

Il 27 gennaio come banco di prova

La seduta del 27 gennaio si preannuncia dunque come un passaggio chiave. Non tanto per le comunicazioni formali, quanto per il clima che si respirerà in aula e per le parole che verranno pronunciate.

Sarà il primo confronto diretto, faccia a faccia, dopo settimane di comunicati, interviste e retroscena.

E sarà anche il momento in cui il sindaco Fiorucci dovrà chiarire – politicamente, prima ancora che amministrativamente – come intende governare una maggioranza che oggi non è più quella uscita dalle urne.

Una crisi vera, non solo percepita

Al netto delle diverse letture, una cosa appare difficilmente contestabile: la crisi esiste. Non è solo percezione mediatica, non è solo polemica di parte.

È scritta nei comunicati, nei numeri, nei rapporti personali incrinati, nelle accuse di tradimento, nella nascita di un nuovo gruppo consiliare che oggi è il più numeroso in aula.

La politica, ora, è chiamata a fare ciò che le compete: chiarire, assumersi responsabilità, ricomporre o prendere atto delle fratture.

Il 27 gennaio dirà se Gubbio entra in una fase di ricostruzione o in una stagione di instabilità permanente.

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Mario Farneti
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