14 Jan, 2026 - 14:00

Crisi politica a Gubbio: la minoranza chiede il Consiglio comunale urgente, Gubbio Civica attacca il sindaco

Crisi politica a Gubbio: la minoranza chiede il Consiglio comunale urgente, Gubbio Civica attacca il sindaco

La crisi politica che ha investito la maggioranza di Gubbio entra in una fase formale e istituzionale. I consiglieri di minoranza Leonardo Nafissi, Rocco Girlanda, Jacopo Cicci, Federica Cicci, Simona Minelli, Erika Fiorucci, Diego Guerrini, Marco Cardile e Luigi Girlanda hanno richiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale, invocando l’articolo 36, commi 6 e 7, del regolamento consiliare.

La norma prevede la convocazione entro venti giorni dalla richiesta quando sussistano “motivi rilevanti ed indilazionabili” e la richiesta sia avanzata da almeno un quinto dei consiglieri in carica. Una soglia ampiamente superata.

Il documento depositato sottolinea come la situazione venutasi a creare dopo la spaccatura del gruppo di maggioranza “Gubbio Civica”, con la nascita di un nuovo gruppo consiliare e con dichiarazioni divergenti e rancorose tra le due parti, non offrirebbe più garanzie di indirizzo politico e minerebbe la stabilità del governo della città.

Una frattura che non è più solo interna

Quella che inizialmente poteva apparire come una dinamica interna a una lista civica di maggioranza è ormai diventata una questione squisitamente politica e pubblica. La nascita del nuovo gruppo consiliare e il clima di accuse reciproche hanno prodotto un effetto immediato: la perdita di compattezza della maggioranza e l’emersione di un quadro di incertezza che coinvolge direttamente il sindaco.

Non è più solo una questione di equilibri interni. È una questione di governabilità.

Il comunicato di Gubbio Civica: parole durissime

A rendere ancora più esplicita la frattura è arrivato il comunicato ufficiale di Gubbio Civica, diffuso dopo l’incontro di lunedì 12 gennaio con i consiglieri Mattia Martinelli (presidente del Consiglio), Robert Satiri (capogruppo) e Francesco Pascolini, incontro di cui vivogubbio.com ha rivelato diversi retroscena.

Nel documento, la lista non usa mezzi termini e parla di:

Profonda delusione per la mancata capacità di guida politica del sindaco, che ha favorito, o quantomeno non impedito, che la maggioranza diventasse un luogo di anarchia politica e di ambizioni personali”.

Un passaggio che chiama in causa direttamente Vittorio Fiorucci, accusato di non aver saputo esercitare il ruolo di garante dell’unità della coalizione.

“Tradimento” e “scelte disastrose”: il lessico della rottura

Il comunicato entra poi nel merito della scissione con toni ancora più duri:

“Denunciamo con forza la gravità politica e umana di un tradimento consumato nei confronti della comunità politica di Gubbio Civica e soprattutto nei confronti degli elettori.”

E ancora:

“Pur distinguendo le responsabilità individuali tra chi è stato protagonista consapevole di una scelta disastrosa e chi invece ha subito in buona fede pressioni e cattivi consigli, il danno arrecato alla città di Gubbio resta profondo.”

Parole che segnano una rottura netta, non conciliabile con una normale dialettica interna. Qui non si parla di sfumature politiche, ma di tradimento del mandato elettorale.

La richiesta al sindaco: ricomporre o assumersi la responsabilità

Pur ribadendo la volontà di restare in maggioranza, Gubbio Civica pone al sindaco una richiesta precisa:

“Chiediamo al sindaco Vittorio Fiorucci di ricomporre la solidità del gruppo.

Un invito che suona come un ultimatum politico: o il primo cittadino è in grado di ricostruire un quadro di coesione, oppure dovrà fare i conti con una maggioranza strutturata su linee di frattura permanenti.

La lista rivendica il proprio mandato:

“Gubbio Civica, forte del mandato elettorale ricevuto e della forza della propria comunità, continuerà a lavorare nell’interesse esclusivo della città di Gubbio e degli eugubini, con ancora maggiore determinazione e autonomia.

Ma nello stesso tempo lancia l’allarme:

“Forte è la preoccupazione per la prospettiva dell’Amministrazione Comunale che subisce uno scossone politico rilevantissimo e che rischia ora di trovarsi in evidente difficoltà nel portare avanti il programma sul quale i cittadini avevano espresso il loro voto”.

La minoranza: “Serve chiarezza, subito”

È in questo contesto che la richiesta di Consiglio comunale urgente assume un significato preciso. Le minoranze non si limitano a osservare la crisi: la portano nell’aula istituzionale per eccellenza, chiedendo che il sindaco e la maggioranza rendano conto pubblicamente di quanto sta accadendo.

Il documento parla chiaro: la spaccatura e il clima di scontro “non darebbero garanzie di indirizzo politico” e metterebbero a rischio la stabilità dell’amministrazione.

In altre parole: Gubbio ha diritto di sapere se esiste ancora una maggioranza in grado di governare.

Non una polemica, ma una questione democratica

Al di là delle contrapposizioni, la richiesta di convocazione urgente del Consiglio non è un atto di ostruzionismo. È un atto istituzionalmente fondato e politicamente legittimo. Quando una maggioranza si spacca, quando il partito cardine accusa il sindaco di incapacità, quando emergono parole come “tradimento” e “scelte disastrose”, non si è più nel campo del retroscena: si è nel cuore della democrazia rappresentativa.

Il Consiglio comunale è il luogo in cui questa crisi deve essere affrontata, spiegata, chiarita.

Una città in attesa di risposte

Gubbio non è un laboratorio astratto. È una città con problemi concreti, cantieri aperti, scelte da fare, servizi da garantire. Una maggioranza divisa e un sindaco politicamente indebolito rischiano di tradursi in paralisi amministrativa.

La richiesta delle minoranze e il durissimo comunicato di Gubbio Civica disegnano uno scenario chiaro: la crisi è reale, profonda e ormai pubblica.

Ora la parola passa al sindaco. E al Consiglio comunale.
Perché la politica, quando è seria, si fa alla luce del sole.

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Mario Farneti
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