12 Mar, 2026 - 12:10

Crisi politica a Gubbio: Città Futura chiede il voto anticipato, Fiorucci resiste e rilancia il governo della città

Crisi politica a Gubbio: Città Futura chiede il voto anticipato, Fiorucci resiste e rilancia il governo della città

La crisi politica che attraversa il Comune di Gubbio si è improvvisamente intensificata nelle ultime settimane, trasformando quella che fino a poco tempo fa appariva come una serie di tensioni interne alla maggioranza in un vero e proprio confronto sulla stabilità del governo cittadino.

A riaccendere il dibattito è stato l’intervento del gruppo consiliare Gubbio Città Futura, rappresentato dai consiglieri Leonardo Nafissi, Jacopo e Federica Cicci, che in una nota pubblica hanno parlato apertamente di una crisi politica ormai evidente.

«A Gubbio non siamo più davanti a semplici tensioni politiche. Quello che sta emergendo nelle ultime settimane è qualcosa di più profondo: una crisi di maggioranza che rischia di trasformarsi in una vera crisi di governo della città», si legge nella dichiarazione del gruppo.

I segnali della crisi

Secondo Città Futura, gli eventi delle ultime settimane delineano un quadro politico che non può essere interpretato come una semplice fase di difficoltà amministrativa.

Le dimissioni dell’assessore Lucia Rughi, la spaccatura ormai conclamata all’interno della maggioranza e l’interruzione del Consiglio comunale per mancanza del numero legale rappresenterebbero, a loro giudizio, indicatori chiari di una crisi politica più profonda.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda l’intervento pronunciato in aula dal capogruppo di Gubbio Civica Robert Satiri.

«Le parole pronunciate ieri in Consiglio comunale dal capogruppo di Gubbio Civica Robert Satiri hanno il tono e il contenuto di un intervento di opposizione», sottolineano i consiglieri di Città Futura.

Il fatto che queste dichiarazioni provengano dal rappresentante del principale gruppo politico che ha espresso il sindaco e costruito l’attuale coalizione di governo, secondo l’opposizione, rappresenterebbe la fotografia più evidente delle difficoltà della maggioranza.

La richiesta di tornare alle urne

Di fronte a questo scenario, la posizione di Città Futura è netta: occorre restituire la parola agli elettori.

«Per rispetto dei cittadini riteniamo più dignitoso tornare quanto prima alle urne, evitando giochi di palazzo con nuove maggioranze improvvisate o, peggio ancora, una lenta navigazione a vista per i prossimi tre anni», affermano Leonardo Nafissi, Jacopo e Federica Cicci.

Il gruppo consiliare sostiene che la coalizione di centrodestra che governa la città avrebbe già mostrato i propri limiti.

«Il tanto declamato progetto rivoluzionario del centrodestra eugubino si è già consumato per implosione in meno di due anni», scrivono i consiglieri, ricordando come già in campagna elettorale avessero segnalato la fragilità politica della coalizione.

Il rischio di una fase di instabilità

Secondo l’analisi politica che emerge nel dibattito cittadino, tuttavia, l’ipotesi di dimissioni del sindaco o di elezioni anticipate potrebbe aprire una fase ancora più complessa.

Il rischio, in caso di caduta dell’amministrazione, sarebbe infatti quello di un commissariamento prefettizio, con la gestione del Comune affidata a un commissario straordinario limitato alla sola amministrazione ordinaria.

Uno scenario che molti osservatori giudicano problematico in un momento particolarmente delicato per il territorio eugubino.

Proprio in queste settimane, infatti, la città è impegnata in una delle partite più importanti degli ultimi anni: la difesa del territorio di fronte ai progetti di installazione di impianti eolici industriali con torri alte fino a 200 metri.

In un contesto simile, la presenza di un’amministrazione politicamente stabile potrebbe risultare determinante nelle interlocuzioni istituzionali con i livelli regionali e nazionali.

La posizione del sindaco Fiorucci

Al termine della seduta consiliare, conclusasi anticipatamente per la mancanza del numero legale, il sindaco Vittorio Fiorucci ha voluto chiarire la propria posizione davanti ai consiglieri di maggioranza riuniti nella sala consiliare.

Il primo cittadino ha escluso categoricamente l’ipotesi di dimissioni.

La linea è quella della continuità amministrativa. Fiorucci ha infatti spiegato di essere determinato a proseguire nel governo della città, mantenendo temporaneamente anche le deleghe dell’assessore dimissionaria Lucia Rughi.

Tra queste rientrano le deleghe alle Politiche per la coesione sociale e alle Politiche educative, settori particolarmente delicati dell’azione amministrativa.

Il gesto politico di Gubbio Civica

Parallelamente, il gruppo consiliare Gubbio Civica, che durante il Consiglio comunale ha abbandonato l’aula determinando la mancanza del numero legale, ha diffuso una nota per spiegare le ragioni del proprio gesto politico.

Secondo il gruppo, l’uscita dall’aula non sarebbe stata dettata da logiche di rottura, ma dalla necessità di aprire un confronto più approfondito all’interno della maggioranza.

«Il forte gesto politico odierno punta esclusivamente a rilanciare l’azione amministrativa locale», afferma la nota.

Gubbio Civica sottolinea la necessità di un nuovo patto amministrativo, capace di ristabilire un metodo di lavoro condiviso tra le forze che sostengono l’attuale governo cittadino.

«La politica e l’amministrazione devono tornare a dialogare in un tavolo di maggioranza condiviso ed efficiente», si legge nel comunicato.

Una città davanti a sfide decisive

Il confronto politico si inserisce in un momento particolarmente delicato per la città.

Gubbio si trova infatti ad affrontare sfide complesse che vanno dal calo demografico alla riduzione delle risorse disponibili per gli enti locali, fino alle trasformazioni del territorio legate alle nuove infrastrutture energetiche.

Proprio per questo molti osservatori sottolineano come la questione centrale non riguardi soltanto gli equilibri interni alla maggioranza.

La vera sfida riguarda la capacità delle istituzioni cittadine di affrontare con lucidità le trasformazioni in corso e di garantire una guida politica stabile.

Nel mezzo di questo confronto resta una domanda che continua a circolare tra i cittadini: se la crisi politica eugubina rappresenti davvero l’inizio di una nuova fase oppure soltanto una turbolenza destinata a riassorbirsi nel confronto interno alla maggioranza.

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Mario Farneti
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