07 Mar, 2026 - 12:20

Crisi nella giunta Fiorucci a Gubbio dopo le dimissioni di Lucia Rughi: si apre il dibattito politico sulla possibile riorganizzazione dell’esecutivo

Crisi nella giunta Fiorucci a Gubbio dopo le dimissioni di Lucia Rughi: si apre il dibattito politico sulla possibile riorganizzazione dell’esecutivo

Le dimissioni dell’assessore ai Servizi sociali Lucia Rughi hanno aperto a Gubbio una fase di riflessione politica che coinvolge l’intero assetto della maggioranza guidata dal sindaco Vittorio Fiorucci.

La lettera di dimissioni, protocollata ufficialmente in Comune dopo un confronto diretto con il primo cittadino, rappresenta la prima vera crisi formale dell’esecutivo cittadino dall’inizio del mandato amministrativo.

Rughi, 57 anni, dipendente della cooperativa Asad, tornerà ora al proprio lavoro presso il Centro Salute dell’ex ospedale di Piazza Quaranta Martiri, lasciando l’incarico di assessore con deleghe alle Politiche per la coesione sociale, Istruzione e Pari opportunità.

La decisione maturava da tempo, anche se nelle ultime ore è diventata definitiva dopo un lungo faccia a faccia con il sindaco Fiorucci durato circa un’ora e mezza.

Le reazioni dell’opposizione: “Giunta al capolinea”

La vicenda ha immediatamente alimentato il dibattito politico.

I consiglieri comunali Rocco Girlanda, Luigi Girlanda e Diego Guerrini, intervenuti con una nota congiunta, sostengono che le dimissioni confermerebbero una situazione di fragilità dell’amministrazione.

Secondo i tre esponenti politici, “le dimissioni dell’assessore Lucia Rughi confermano ciò che denunciamo da tempo: questa Giunta è politicamente al capolinea e questa maggioranza non è in grado di governare la città”.

Nel loro intervento sottolineano come la fuoriuscita di un assessore con deleghe così delicate non possa essere considerata un episodio marginale, ma piuttosto il segnale di una difficoltà interna all’amministrazione.

“Quando lascia la Giunta un assessore nominato all’inizio del mandato con deleghe delicate come servizi sociali, istruzione e pari opportunità – affermano – non si tratta di un episodio marginale ma del segnale evidente di un’amministrazione che si sta sgretolando dall’interno.

La richiesta di azzeramento della giunta

L’intervento dei consiglieri si spinge oltre la semplice analisi politica e propone una soluzione radicale.

Secondo Rocco Girlanda, Luigi Girlanda e Diego Guerrini, la situazione richiederebbe l’azzeramento dell’intera giunta comunale.

“Chiediamo l’azzeramento immediato dell’intera Giunta – affermano – come esplicita presa d’atto della fine di un percorso amministrativo che nulla ha dato alla città”.

L’obiettivo sarebbe aprire una nuova fase politica, convocando un tavolo di responsabilità cittadina che coinvolga tutte le forze disponibili a collaborare per evitare il commissariamento del Comune.

Una prospettiva che, nei fatti, richiama l’ipotesi di una “grande coalizione” cittadina capace di includere anche forze politiche che alle ultime elezioni si trovavano su fronti opposti.

Il precedente di Terni e l’ipotesi di un rimpasto

L’ipotesi di un azzeramento della giunta non rappresenterebbe una soluzione inedita nel panorama amministrativo umbro.

Recentemente, ad esempio, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha adottato una scelta simile, procedendo alla riorganizzazione completa dell’esecutivo per superare tensioni interne e ridefinire gli equilibri politici.

In una fase amministrativa complessa, una decisione di questo tipo potrebbe essere interpretata non come segno di debolezza, ma come tentativo di rilancio politico e amministrativo.

Naturalmente, una scelta simile presupporrebbe la disponibilità di nuove figure amministrative capaci di assumere responsabilità di governo.

I retroscena: tensioni nella giunta

Secondo quanto emerso nelle ricostruzioni giornalistiche degli ultimi giorni, la decisione di Rughi sarebbe maturata in un clima di crescente difficoltà interna alla giunta.

Negli ultimi tempi si sarebbero registrati momenti di tensione durante alcune riunioni dell’esecutivo, con confronti particolarmente accesi su diversi temi amministrativi.

In questo contesto, anche altri assessori avrebbero ventilato l’ipotesi di dimissioni, tra cui Carlotta Colaiacovo, delegata allo Sport e alle Politiche giovanili, e Paola Salciarini, assessore alla Cultura e al Turismo.

In quei casi si sarebbe trattato più di un segnale politico o di un monito, mentre nel caso di Rughi la scelta è diventata concreta con la formalizzazione della lettera di dimissioni.

La scissione di Gubbio Civica e il nuovo gruppo consiliare

La vicenda si inserisce in un contesto politico già segnato da una significativa riorganizzazione degli equilibri interni alla maggioranza.

Nelle scorse settimane infatti si è verificata la scissione della lista civica “Gubbio Civica”, che alle elezioni aveva rappresentato uno dei principali pilastri della coalizione.

Quattro consiglieri comunali – Mauro Biccari, Nancy Latini, Viviana Ceccarini e Sandro Manca – hanno deciso di uscire dal gruppo originario per costituire una nuova formazione denominata “Progetto Città”.

Nonostante la separazione politica, il nuovo gruppo ha confermato il sostegno al sindaco Fiorucci, evitando quindi una vera e propria crisi di maggioranza.

Tuttavia la frattura ha inevitabilmente prodotto un rimescolamento degli equilibri politici all’interno del consiglio comunale.

Il nodo della successione di Rughi

Con le dimissioni di Lucia Rughi, la giunta comunale è ora composta da sei assessori:

  • Francesco Gagliardi, vicesindaco con delega ad ambiente e manutenzioni

  • Filippo Farneti, bilancio e patrimonio

  • Spartaco Capannelli, urbanistica e lavori pubblici

  • Micaela Parlagreco, sviluppo economico

  • Carlotta Colaiacovo, sport e politiche giovanili

  • Paola Salciarini, cultura e turismo

Per il momento il sindaco Fiorucci ha deciso di trattenere le deleghe lasciate libere, riservandosi di valutare con calma le scelte future.

Tra le ipotesi possibili vi è anche il coinvolgimento del nuovo gruppo “Progetto Città” nella scelta del successore, oppure l’individuazione di una figura esterna con competenze nel settore sociale.

Un rimescolamento che può diventare opportunità

Al di là delle polemiche politiche, la situazione che si è creata a Gubbio rappresenta un momento di forte rimescolamento delle carte.

In politica questi passaggi non sono necessariamente segni di crisi irreversibile. Spesso rappresentano fasi di ridefinizione degli equilibri, utili a trovare nuovi assetti amministrativi più efficaci.

Piuttosto che concentrarsi sulla ricerca di presunti “registi occulti” dietro le dinamiche politiche, potrebbe risultare più utile indirizzare le energie verso la ricerca di soluzioni concrete.

La politica, in fondo, resta l’arte del possibile: anche soluzioni considerate inizialmente “eretiche” possono rivelarsi strumenti utili per garantire stabilità amministrativa.

La sfida: trovare una nuova sintesi per la città

La priorità per Gubbio resta assicurare continuità amministrativa e capacità decisionale, soprattutto in una fase in cui il territorio è chiamato ad affrontare sfide importanti sul piano economico, sociale e infrastrutturale.

Il rimescolamento politico in corso potrebbe quindi trasformarsi in un’occasione per ridefinire priorità e strategie, rafforzando il dialogo tra le diverse componenti istituzionali.

La condizione essenziale è che l’interesse della città rimanga la stella polare dell’azione politica, al di sopra delle logiche di parte.

In questo senso, la crisi aperta dalle dimissioni dell’assessore Rughi potrebbe rappresentare non soltanto un momento di difficoltà, ma anche l’opportunità per costruire un nuovo equilibrio amministrativo più solido e condiviso.

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Mario Farneti
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