24 Jan, 2026 - 10:09

Crisi industriale a Terni, la Cgil lancia l’allarme: “Senza politiche industriali il declino rischia di diventare irreversibile”

Crisi industriale a Terni, la Cgil lancia l’allarme: “Senza politiche industriali il declino rischia di diventare irreversibile”

La crisi economica e industriale del territorio ternano approda al centro del confronto politico. La Cgil di Terni ha chiamato a raccolta i parlamentari umbri per un incontro dedicato allo stato dell’economia locale, alle difficoltà del sistema produttivo e alle ricadute sociali che, secondo il sindacato, rischiano di aggravarsi in assenza di interventi strutturali. Il confronto si è svolto venerdì 23 gennaio nella sede della Camera del Lavoro di Terni.

Hanno partecipato il senatore Walter Verini (Pd), le deputate Emma Pavanelli (M5s) ed Elisabetta Piccolotti (Avs) e, in collegamento, la deputata Anna Ascani (Pd). Per la Cgil erano presenti la segretaria confederale regionale Maria Rita Paggio, il segretario generale di Terni Claudio Cipolla, i componenti della segreteria provinciale e i rappresentanti delle categorie.

La Cgil di Terni: “Serve una vertenza territoriale, non singole soluzioni”

Al centro dell’iniziativa, l’appello alla politica affinché la crisi del territorio ternano venga assunta come una vera e propria “vertenza territoriale”, da affrontare con una strategia organica e di lungo periodo, capace di superare la logica emergenziale e la gestione frammentata delle singole crisi aziendali. Una sollecitazione che nasce dalla constatazione di un progressivo indebolimento del sistema industriale e manifatturiero locale, accompagnato dall’acuirsi delle fragilità sociali e occupazionali.

Il segretario generale Claudio Cipolla ha delineato un quadro definito allarmante, richiamando l’attenzione su una crisi strutturale che non nasce oggi ma che si è progressivamente aggravata nel tempo. “Lo stato di crisi non è di oggi, viene da lontano: il rischio è che lo stato di recessione si trasformi in una situazione irreversibile. Servono politiche che sappiano rispondere ai fenomeni che si stanno determinando e necessitano di risposte per invertire questa triste deriva. I problemi del lavoro, delle persone fragili, dei giovani iniziano a essere diffusi e chiedono una responsabilità collettiva per rispondere alle crisi che si stanno determinando e provare a dare una prospettiva di sviluppo a chi intende continuare a vivere e lavorare in questo territorio”.

L’appello alla Regione e al Governo

Secondo la Cgil, il rischio è che Terni perda definitivamente la propria centralità economica e produttiva all’interno dell’Umbria. Da qui la richiesta di un ruolo più incisivo anche alla Regione, chiamata a farsi promotrice di un confronto di merito sul futuro del sistema industriale regionale.

La segretaria confederale umbra Maria Rita Paggio ha sottolineato come il tema dello sviluppo industriale non possa essere affrontato senza un coinvolgimento diretto dei livelli istituzionali nazionali: “Abbiamo condiviso e sostenuto la necessità di un coinvolgimento più largo dei parlamentari perché, soprattutto sul versante dello sviluppo, in particolare delle politiche industriali, denunciamo come organizzazione sindacale un arretramento profondo del sistema industriale e manifatturiero in assenza di politiche industriali nazionali in grado di affrontare anche la fase internazionale di crisi che è in corso”.

Paggio ha inoltre ricordato come il sindacato abbia già avanzato alla Regione Umbria una proposta di confronto strutturato: “Da tempo stiamo avanzando la stessa richiesta alla Regione Umbria alla quale abbiamo fatto una proposta concreta di confronto di merito che sappia guardare al futuro della regione andando oltre la gestione delle singole crisi e che disegni una prospettiva che produca lavoro di qualità, salari adeguati e trattenga il capitale umano che questa regione produce”.

Le posizioni dei parlamentari: industria, Europa e piccole imprese

Dal fronte parlamentare è arrivata la disponibilità a portare le istanze del territorio a livello nazionale. Il senatore Walter Verini ha rimarcato la necessità di politiche industriali mirate e di una visione più ampia: “Occorrono politiche industriali per questo territorio – ha commentato Verini –, non solo sulla siderurgia e sostenendo il Piano industriale delle Acciaierie di Terni, ma anche per il rilancio del Polo chimico”.

Verini ha poi richiamato il ruolo dell’Europa e del Governo nazionale: “C’è bisogno poi di dare una risposta alla piccola e media impresa che non ce la fa a competere sul mercato anche per difficoltà a innovare e a fare fronte alla competitività. Ci vorrebbe un’Europa che faccia il suo dovere in un momento di guerra, di dazi, non è facile ma l’Europa è il nostro futuro anche dell’economia locale e umbra. C’è bisogno di un governo che faccia un minimo di politica industriale, di sostegno alle forze più fragili. Terni non è una questione locale, è una grande questione umbra e dell’Italia di mezzo e del Paese”.

I dati nazionali e l’impatto sull’Umbria

Sui riflessi del quadro nazionale è intervenuta Emma Pavanelli (M5s), che ha evidenziato la difficoltà delle imprese umbre all’interno di una fase prolungata di contrazione industriale: “In questo momento - ha aggiunto Pavanelli - possiamo soltanto richiamare il governo centrale affinché si faccia di più per le nostre imprese, non solo in Umbria ma anche nel resto d’Italia. I dati sull’industria sono veramente tragici: 34 mesi su 39 di governo di calo industriale al livello nazionale ci fanno capire che ovviamente, purtroppo, la nostra regione ne paga le conseguenze”.

Giovani e sviluppo, la leva per il rilancio

Per Elisabetta Piccolotti (Avs), il nodo principale resta l’assenza di una strategia complessiva di sviluppo: “Abbiamo bisogno - ha concluso Piccolotti - di mettere a fuoco una strategia per la rinascita del Ternano e più in generale dell’Umbria. Ci sono molti problemi, a partire dal calo della produzione industriale, che impattano negativamente sui nostri territori”.

La deputata ha sottolineato i limiti delle risorse disponibili, indicando però una priorità chiara: “Le risorse sono limitate perché purtroppo il bilancio della Regione non ha grande capienza e non ci sono ampi margini però dobbiamo investire in particolare sulle giovani generazioni e sulla possibilità che nascano nuove imprese”.

Le prospettive: verso un impegno politico condiviso

In collegamento, Anna Ascani ha ribadito l’impegno a sostenere in Parlamento le richieste emerse dall’incontro. La Cgil, dal canto suo, punta ora a trasformare il confronto in un percorso stabile di interlocuzione, chiedendo l’apertura di tavoli permanenti su industria, lavoro e politiche sociali. Il messaggio lanciato da Terni è chiaro: senza un cambio di passo nelle politiche industriali e di sviluppo, il rischio è che la crisi economica del territorio si consolidi in una condizione strutturale.

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Francesco Mastrodicasa
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