Il conto alla rovescia per la 58esima edizione della “Corsa all’Anello” è entrato nel vivo, e non solo per i contradaioli o i mastri di campo. Nella sala riunioni della Prefettura di Terni, il Prefetto Antonietta Orlando ha convocato il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica con un ordine del giorno preciso: blindare il cuore medievale di Narni.
Perché se la rievocazione è poesia, la gestione delle folle è matematica. E i numeri, quest’anno, fanno tremare i polsi. Dal 23 aprile al 10 maggio 2026, con il clou fissato per il giorno 10 – quando il Corteo storico e la corsa dei fantini a dorso nudo si intrecceranno in un abbraccio di sudore e velluto –, gli esperti prevedono un afflusso da record. Il tutto mentre, sullo sfondo, una mostra d’arte contemporanea trasforma la cappella di San Francesco in un laboratorio di visioni francescane.“Non ci troviamo di fronte a una semplice festa paesana”, ha spiegato il Prefetto Orlando ai vertici delle Forze dell’ordine, “ma a un vero e proprio evento nazionale. La sicurezza non può essere un dettaglio, deve diventare la scenografia invisibile che regge tutto il resto”.

Nel corso della riunione, durata oltre due ore, il Comitato ha passato al setaccio i dispositivi di sicurezza. Non si tratta di una semplice checklist. Secondo quanto ricostruito, il piano prevede un doppio cordone di controllo lungo le mura di Narni: uno per il filtro degli accessi al centro storico, l’altro per la gestione dinamica dei flussi sulle scalinate e nei loggiati, dove negli anni passati si sono registrati i maggiori colli di bottiglia.
I vertici provinciali delle Forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza) hanno illustrato una mappa della vigilanza capillare sul territorio. Ogni terziere – Mezule, Santa Maria e Fraporta – sarà presidiato da unità miste, con l’aggiunta di due posti di pronto intervento mobili posizionati nei pressi di piazza dei Priori e del ponte di Augusto.
Ma la novità più significativa riguarda l’integrazione con i soccorsi. Il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco ha garantito la copertura delle vie di fuga e la verifica antincendio delle strutture temporanee allestite per il mercato medievale. Il Servizio 118, da parte sua, schiererà un’unità di crisi avanzata con due ambulanze medicalizzate in assetto dinamico, capaci di muoversi a ridosso del corteo.
Uno dei passaggi più significativi della riunione è stato il apprezzamento unanime del Comitato per il lavoro svolto sul campo. A ricevere il riconoscimento sono stati il Comune di Narni e l’associazione “Corsa all’Anello”, con la collaborazione attiva dei Terzieri – Mezule, Santa Maria e Fraporta.
Secondo quanto emerso, l’intesa ha funzionato perfettamente in raccordo con le prescrizioni formulate dalle Forze di polizia, dai Vigili del Fuoco e dal Servizio 118. Il Prefetto Orlando ha definito il modello Narni 2026 “un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale e territoriale”. Tradotto: la sicurezza non è stata subita, ma voluta e costruita dal basso, con i Terzieri in prima linea accanto ai professionisti della prevenzione.
Mentre il Comitato metteva a punto i dispositivi di controllo, nel cuore storico della città prendeva forma un’altra anima della Corsa all’Anello 2026. Nella Cappella di San Giuseppe, all’interno del complesso di San Francesco a Narni, è stata allestita la mostra “Visioni dal Cantico a Narni”, che sarà inaugurata domenica 26 aprile alle ore 17.
L’evento espositivo si inserisce nel programma della 58esima edizione della Corsa all’Anello e rappresenta un incontro straordinario tra arte antica e creazione contemporanea. Al centro della mostra c’è il celeberrimo ‘Laudes Creaturarum’ scritto da Francesco – un testo che, a ottocento anni di distanza, rivela ancora tutta la sua urgenza profetica. La natura, per Francesco, non è solo paesaggio ma estensione del Creatore, e il suo messaggio di fratellanza universale suona oggi come un monito potente e quanto mai attuale.
A dare corpo a questa visione sono dieci artisti contemporanei: Alessandro Arbuatti, Alessandro Svizzeretto, Anna Paola Catalani, Giuseppe Pileri, Igor Borozan, Michele Deturres, Paolo Baiocco, Pietro Passone, Roberta Ubaldi e Stephanie Vasserfallen. Ognuno di loro, partendo da una strofa diversa del Cantico, ha trasformato la parola in immagine, il suono del verso in materia e colore, la visione poetica di Francesco in una visione contemporanea che la prolunga e la reinterpreta con forza e rispetto.
“Il risultato”, spiegano i curatori dell’associazione Progetto Paideia APS, “è un percorso espositivo che è lettura e contemplazione, ma anche un invito urgente a riscoprire quel legame profondo tra l’essere umano e il mondo naturale che Francesco aveva compreso e vissuto fino in fondo”.

La scelta della Cappella di San Giuseppe non è affatto casuale. Il luogo, con i suoi affreschi finalmente visibili dopo un attento restauro, è stato recentemente restituito alla luce e diventa così un interlocutore silenzioso e potente che dialoga con le opere esposte. Nessuna galleria contemporanea potrebbe offrire la dimensione sacra che questo spazio regala alla mostra.
Dietro l’evento artistico c’è la visione dell’associazione Progetto Paideia APS, attiva dal 2005 all’interno della Chiesa di San Francesco di Narni. Da anni, l’associazione accoglie i visitatori, racconta la storia di questo luogo straordinario e raccoglie donazioni per il restauro degli affreschi – un lavoro silenzioso e ostinato, fondato sulla convinzione che prendersi cura della bellezza antica sia un atto civile prima ancora che culturale.

La mostra “Visioni dal Cantico a Narni” non è un evento isolato. Fa parte del più ampio progetto “Una voce dal passato per un futuro possibile”, un programma articolato che nel corso del 2026 attraverserà Narni con conferenze, mostre, concerti, installazioni e visite ai luoghi francescani dell’Umbria, del Lazio e della Toscana. L’obiettivo è costruire un percorso concreto capace di restituire alla comunità narnese la piena consapevolezza di un patrimonio che le appartiene e che merita di essere vissuto, non solo conservato.
E c’è un’intuizione di fondo che lega la mostra alla Corsa all’Anello. Narni, una città che non ha mai smesso di abitare il proprio passato con la stessa intensità con cui abita il presente, accoglie questa mostra non come un evento ospitato ma come qualcosa che le appartiene profondamente. Una comunità consapevole della propria ricchezza, che la abita con orgoglio e intelligenza, dando spazio al dialogo tra arte, bellezza e territorio, oltre il tempo e lo spazio.
La mostra “Visioni dal Cantico a Narni” sarà visitabile presso la Cappella di San Giuseppe, complesso di San Francesco di Narni, in occasione della Corsa all’Anello dal 23 aprile al 10 maggio 2026. L’ingresso è libero. Un’occasione unica per coniugare la passione per la rievocazione storica con la contemplazione dell’arte contemporanea, in uno dei luoghi più suggestivi del centro umbro.
Il 10 maggio resterà il banco di prova per tutte le misure annunciate dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il Corteo storico (con oltre 500 figuranti in abiti trecenteschi) inizierà il suo percorso alle 15:30, mentre la Corsa all’Anello vera e propria – il giro dei tre fantini che devono infilare l’anello sospeso con una lancia di legno – è prevista per le 18:00 in piazza dei Priori.
Il Prefetto Antonietta Orlando e i vertici delle Forze di polizia seguiranno l’evento dal centro di coordinamento allestito in Prefettura, pronti a intervenire in tempo reale. Perché a Narni, da 58 anni, la sicurezza non è mai stata una formalità burocratica. È l’altra faccia, severa e necessaria, della passione di un popolo intero.