09 Jun, 2026 - 15:00

Corciano, clandestino marocchino dormiva in tenda con grosso coltello e 50 grammi di cocaina: arrestato

Corciano, clandestino marocchino dormiva in tenda con grosso coltello e 50 grammi di cocaina: arrestato

Dormiva nascosto tra la fitta vegetazione, con un grosso coltello da cucina stretto in pugno. È finita così la fuga –o forse la latitanza– di un uomo sorpreso all'alba dagli agenti di Polizia nei boschi di Corciano. Il blitz è scattato durante un controllo mirato in un'area già nota alle forze dell'ordine. Gli agenti hanno notato una tenda da campeggio mimetizzata tra le frasche e si sono avvicinati nel massimo silenzio. Quando hanno aperto il telo, si sono trovati davanti l'uomo che impugnava l'arma, pronto a reagire. Una zona, tra l'altro, già controllata dagli inquirenti, perché a febbraio vi era stata smantellata una redditizia centrale dello spaccio.

Un arsenale a difesa del fortino della droga, clandestino marocchino in manette

Un fortino della droga protetto da un vero e proprio arsenale. Come detto in apertura, è quanto hanno scoperto gli agenti di Polizia nei boschi di Corciano, dove un controllo scattato all'alba ha portato all'arresto di un cittadino marocchino di 22 anni, clandestino sul territorio nazionale e già noto alle forze dell'ordine per diversi precedenti penali. Il giovane è stato sorpreso nel sonno all'interno di una tenda da campeggio, mimetizzata tra la fitta vegetazione e circondata da rifiuti. Quando i poliziotti hanno aperto il telo della struttura, si sono trovati davanti a una scena da brividi: l'immigrato dormiva stringendo ancora tra le mani un grosso coltello da cucina, pronto a essere impugnato alla minima minaccia.

Il blitz è scattato in un'area boschiva già tristemente nota agli inquirenti della Questura. Proprio in quella stessa radura, lo scorso febbraio, era stata smantellata una redditizia centrale dello spaccio che aveva portato all'arresto di un altro cittadino nordafricano. Il timore che la piazza potesse essere stata riattivata ha spinto gli agenti a perlustrare la zona a fondo, fino al ritrovamento del nuovo accampamento abusivo.

Una volta immobilizzato il 22enne, l'ispezione della zona circostante ha fatto emergere un inquietante deposito di armi bianche. Nelle immediate vicinanze della tenda, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato altri due coltelli (uno con lama da 6 centimetri e un secondo con una lama micidiale da ben 35 centimetri), un'accetta lunga 38 centimetri e un bastone di mezzo metro con una catena fissata in cima: un campionario di oggetti atti a offendere che, con ogni probabilità, serviva a difendere il perimetro e la merce da eventuali incursioni di bande rivali o acquirenti molesti.

La cocaina tra i rifiuti e il trasferimento al carcere di Capanne

La perquisizione personale e quella estesa all'intera area del bivacco hanno confermato i sospetti degli investigatori. Nascosto tra i cumuli di rifiuti abbandonati nella macchia alberata, è spuntato un involucro contenente cocaina, insieme a due bilancini di precisione perfettamente funzionanti e a diverso materiale plastico utilizzato per il confezionamento delle singole dosi da immettere sul mercato locale.

Accompagnato in Questura sotto stretta vigilanza per le procedure di rito e il fotosegnalamento, il giovane straniero è stato formalmente dichiarato in arresto con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Su disposizione del pubblico ministero di turno, il 22enne è stato trasferito nel carcere di Capanne a Perugia. Nelle ore successive si è tenuta l'udienza di convalida: il Giudice per le indagini preliminari (Gip), valutando la gravità dei fatti, il pericolo di fuga e la sfrontatezza della condotta, ha disposto per lui la misura cautelare della custodia in carcere. Oltre alle pesanti accuse legate alla droga, il pusher clandestino è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica per il possesso ingiustificato di armi e oggetti atti a offendere, nonché per i reati ambientali di abbandono e combustione illecita di rifiuti, avendo deturpato l'area naturale protetta.

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Emanuele Giacometti
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