Controlli serrati, identificazioni mirate e misure di prevenzione a tappeto. È il bilancio dell'operazione ad alto impatto voluta e coordinata dal questore Michele Abenante nella giornata di ieri, 17 marzo. L'obiettivo dichiarato è stato duplice: contrastare l'immigrazione irregolare e restituire decoro al centro storico e alle periferie, colpendo i reati predatori che alimentano l'insicurezza dei cittadini. Il dispositivo, imponente, ha visto mobilitati gli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine "Umbria-Marche", personale della Polizia Scientifica e della Divisione Amministrativa, con il fondamentale concorso dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale.
Il risultato più eclatante dell'operazione è l'allontanamento di un cittadino del Gambia, risultato privo di permesso di soggiorno. L'uomo è stato rintracciato durante le attività di screening nelle aree sensibili e, dopo gli accertamenti del caso, accompagnato con le procedure previste in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) fuori regione. Per lui si aprono ora le porte dell'espulsione immediata. Parallelamente, un altro straniero è stato fermato mentre era alla guida con documenti irregolari: per lui è scattata una sanzione amministrativa e il ritiro immediato della patente.
L'operazione non si è limitata a interventi estemporanei. Le forze dell'ordine hanno passato al setaccio le aree della città storicamente più esposte al degrado: parchi pubblici, immobili dismessi e periferie. I posti di controllo sono stati cinque, posizionati sulle principali arterie di scorrimento per intercettare veicoli sospetti e prevenire furti. Il bilancio finale parla di 127 persone identificate, tutte sottoposte a verifiche approfondite nelle banche dati delle forze di polizia, e 59 veicoli controllati.
Attenzione particolare è stata riservata anche al mondo del commercio. Sono stati due gli esercizi commerciali ispezionati dagli agenti della Divisione Amministrativa, con verifiche volte a stanare eventuali irregolarità, situazioni di lavoro nero o condizioni di sfruttamento. Un'attività che conferma la strategia del questore Abenante: la sicurezza non si gioca solo per strada, ma anche nei luoghi dove si annidano economia illegale e sfruttamento. “Questo tipo di operazioni - aveva spiegato in più occasioni il questore nei briefing operativi -conferma la costante attenzione delle Forze dell'ordine ternane nel presidiare il territorio e nel contrastare con determinazione ogni forma di illegalità, a partire dall'immigrazione irregolare. I servizi ad Alto Impatto proseguiranno con regolarità, in un'ottica di prevenzione strutturata e di controllo capillare”.

Mentre le pattuglie operavano sul campo, nella sede della Divisione Anticrimine della Questura si definiva un'altra partita, altrettanto decisiva per la sicurezza cittadina. Il questore Michele Abenante ha firmato un pacchetto di misure di prevenzione personali che vanno a colpire soggetti già noti alle cronache giudiziarie. Sono tre i provvedimenti di divieto di ritorno, meglio noti come DACUR (Divieto di Accesso ai Centri Urbani), emessi nei confronti di altrettanti cittadini stranieri. I destinatari risultano coinvolti in episodi di spaccio di sostanze stupefacenti e in reati contro il patrimonio; per loro l'accesso a determinate aree del territorio comunale è ora precluso.
A questi si aggiungono due avvisi orali, notificati a soggetti - sia italiani sia stranieri - con un curriculum di precedenti di polizia. L'avviso orale rappresenta il primo gradino delle misure di prevenzione: è un monito formale, un invito a cambiare condotta. Se ignorato, può trasformarsi in misure ben più pesanti come la sorveglianza speciale o il foglio di via obbligatorio. Con questi ultimi provvedimenti, sale a una dozzina il numero di persone allontanate dalla città o sottoposte a stretto monitoraggio nelle ultime settimane per iniziativa della Questura di Terni.
La strategia del questore Abenante si muove dunque su un doppio binario: da un lato la presenza fisica e rassicurante delle pattuglie, dall'altro l'uso mirato degli strumenti normativi per allontanare i soggetti pericolosi. Un metodo che punta a restituire respiro ai quartieri e a rispondere alle sollecitazioni che arrivano dai comitati di residenti, stanchi di convivere con spaccio e degrado. Dai vertici della Questura fanno sapere che “i servizi di controllo del territorio nelle aree della movida cittadina e l'attività di prevenzione della Polizia di Stato proseguiranno anche nelle prossime settimane con l'obiettivo di garantire sicurezza, legalità e tutela delle persone più vulnerabili”.