03 Apr, 2026 - 14:20

Controlli Nas per Pasqua, topi e cibo scaduto nell’Amerino: chiuso laboratorio gastronomico

Controlli Nas per Pasqua, topi e cibo scaduto nell’Amerino: chiuso laboratorio gastronomico

L’odore di dolci e salati tipici delle feste, nei giorni che precedono la Pasqua, si mescola spesso a un’attesa genuina: quella dei prodotti artigianali, delle ricette tramandate, delle eccellenze locali. Eppure, dentro un piccolo laboratorio gastronomico dell’Amerino, quell’attesa si sarebbe trasformata in un rischio per la salute. I Carabinieri del Nas di Perugia, insieme ai militari del Comando Provinciale di Terni, hanno trovato un quadro tutt’altro che pasquale. Tra scaffali disordinati e frigoriferi colmi, dodici chili di alimenti scaduti o senza tracciabilità erano pronti alla vendita. In un angolo, le tracce inequivocabili di roditori hanno spinto gli ispettori a decretare la chiusura immediata del locale.

Non è una storia di allarmismi, ma di fatti concreti accertati dall’Arma nell’ambito dei controlli straordinari “Prodotti tipici Festività Pasquali”. Il titolare, un cittadino italiano, dovrà ora sanare le irregolarità per poter riaprire. Per lui sono già arrivate sanzioni per duemila euro. I militari ricordano che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni, mirati soprattutto a garantire la sicurezza alimentare in un periodo di intenso consumo di prodotti tipici e preparazioni artigianali.

Tra frigoriferi colmi e confezioni senza data: il laboratorio dei veleni nascosti

L’ispezione non è stata annunciata. Come spesso accade in queste operazioni, i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione di Perugia e i colleghi del Comando Provinciale di Terni si sono presentati all’improvviso, con il supporto tecnico e operativo che contraddistingue i reparti a tutela della salute pubblica. L’obiettivo era chiaro: verificare le condizioni igienico-sanitarie di alcune attività della zona, in un momento dell’anno in cui la domanda di specialità locali cresce esponenzialmente.

Il laboratorio gastronomico, situato in una zona defilata dell’Amerino, è apparso subito sospetto agli occhi degli ispettori. All’ingresso, il disordine regnava sovrano. Scaffali impolveratifrigoriferi colmi senza un ordine apparente, pacchi di alimenti ammassati gli uni sugli altri. E poi il ritrovamento più grave: 12 chilogrammi di prodotti – tra salumi, formaggi, preparati per dolci e conserve – conservati in violazione delle norme più elementari. Una parte era priva di qualsiasi tracciabilità: nessuna origine, nessuna scadenza, nessun documento di accompagnamento. Un’altra, invece, riportava date di scadenza ampiamente superate

Escrementi di roditori e chiusura immediata: la strategia “Prodotti tipici” non si ferma

I prodotti scaduti, infatti, possono sviluppare tossine pericolose o ospitare batteri come la Listeria o il Clostridium botulinum, con conseguenze anche gravi per i consumatori, specialmente anziani, bambini o persone con difese immunitarie fragili. Ma il punto più basso della verifica è arrivato quando i militari hanno spostato alcune pedane di legno vicino alla zona di preparazione degli alimenti. Sul pavimento, incastrati tra le fessure e addossati alle pareti, sono comparsi i segni inequivocabili di una infestazione in corsoescrementi freschi di roditori. Un elemento che, da solo, è bastato a far scattare il provvedimento più severo. La presenza di topi in un ambiente dove si manipolano cibi destinati al pubblico rappresenta una violazione gravissima del cosiddetto “pacchetto igiene” europeo, recepito dalle normative italiane.

A quel punto, per il titolare, cittadino italiano con partita Iva regolare, non c’è stato più tempo per spiegazioni. I carabinieri hanno disposto il blocco sanitario dell’intera partita di alimenti irregolari, con conseguente distruzione obbligatoria dei 12 chili sequestrati. E hanno firmato l’ordinanza di chiusura temporanea dell’attività, valida fino a quando tutte le non conformità non saranno state rimosse: pulizia totale dei locali, derattizzazione certificata, smaltimento dei prodotti scaduti, riorganizzazione delle scorte con etichettatura e tracciabilità a norma.

Il titolare del laboratorio chiuso dovrà ora presentare un piano di risanamento alle autorità sanitarie e attendere una nuova ispezione prima di poter riaccendere i forni e riaprire le porte ai clienti. Le sanzioni amministrative per duemila euro rappresentano solo una prima conseguenza economica: a queste potrebbero aggiungersi ulteriori contestazioni penali, qualora dalle analisi dei campioni prelevati emergessero rischi effettivi per la salute pubblica. Per ora, l’attività rimane con il lucchetto. 

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE