Un cittadino egiziano che prova a svignarsela a piedi in piazza Solferino, bloccato dopo pochi metri. E un altro uomo, italiano, che dalla pattuglia della Squadra Mobile si sente notificare un ordine di carcerazione finendo direttamente ai domiciliari. È il riassunto dell’operazione “Alto Impatto - Movida sicura”, andata in scena nella serata del 23 maggio, ma soprattutto è la fotografia di un cambio di strategia voluto dal questore Abenante: i controlli non sono più generici e indifferenziati, ma vanno a colpire obiettivi e persone precise. Perché nel mirino, questa volta, non c’era soltanto la movida, ma anche alcuni minimarket finiti nel mirino delle segnalazioni, e soprattutto i frequentatori con precedenti di polizia. Il risultato? Un arresto, un tentativo di fuga sventato, un provvedimento di prevenzione notificato e decine di identificazioni che hanno riacceso i riflettori sulla sicurezza del centro.
L’operazione, che ha mobilitato Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, non è stata una semplice passerella in divisa. Le pattuglie hanno battuto le aree più calde del centro cittadino, quelle dove la movida si mescola alla movida notturna e alla piccola criminalità. Ma l’elemento più innovativo riguarda i minimarket: esercizi commerciali che nelle scorse settimane erano già stati oggetto di segnalazioni per presunti episodi di degrado o irregolarità. Gli agenti vi hanno effettuato accessi mirati, identificando numerosi avventori, molti dei quali - come sottolineato dal report delle forze dell’ordine - “gravati da precedenti di polizia”. Un dato che non è passato inosservato, perché trasforma il controllo di routine in un’azione preventiva a tutti gli effetti.
Contestualmente, i militari dell’Arma e i finanzieri hanno presidiato le principali piazze della movida con posti di blocco dinamici e servizi di vigilanza in abiti misti. L’obiettivo dichiarato era duplice: da un lato prevenire risse o episodi di microcriminalità tra i giovani, dall’altro intercettare chi, avendo già avuto problemi con la giustizia, frequenta abitualmente quelle zone. E proprio in questo quadro si inserisce il colpo messo a segno dalla Squadra Mobile. Gli investigatori, nel corso del dispositivo, hanno rintracciato e tratto in arresto un cittadino italiano destinatario di un ordine di carcerazione emesso dall’Autorità Giudiziaria per reati contro il patrimonio. L’uomo è stato immediatamente sottoposto agli arresti domiciliari, togliendo così dalla circolazione - almeno per il momento - un soggetto già condannato.
Ma la serata ha riservato un’altra scena che vale più di mille parole. In piazza Solferino, cuore pulsante della movida ternana, una pattuglia mista di poliziotti e carabinieri ha incrociato un cittadino egiziano. Gli operatori sapevano già chi avevano davanti: l’uomo era già destinatario di un foglio di via obbligatorio dal Comune di Terni, emesso a seguito di precedenti specifici in materia di stupefacenti. Un provvedimento che gli impone di non tornare nel capoluogo umbro. E invece lui era lì. Accortosi del controllo, il trentenne ha tentato il tutto per tutto dandosi a una fuga a piedi tra i tavolini dei locali e i passanti. Un tentativo durato pochi secondi: i poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato senza difficoltà.
A quel punto, gli agenti non si sono limitati a identificarlo. Nei suoi confronti è scattata la notifica di un nuovo provvedimento di prevenzione emesso dal questore Michele Abenante, che di fatto rafforza le misure restrittive nei suoi confronti. Un messaggio chiaro: chi ha già ricevuto un foglio di via e viene sorpreso a violarlo, rischia di vedersi applicare sanzioni più pesanti. Nel frattempo, altri cittadini stranieri presenti nella stessa area sono stati accompagnati in Questura per accertamenti amministrativi più approfonditi. Tra questi, una persona è finita nel registro delle segnalazioni per uso personale di stupefacenti ai sensi dell’articolo 75 del Dpr 309/1990. Un quadro che restituisce l’idea di un presidio non episodico, ma sistematico.
Va infine segnalata un’altra vicenda, meno eclatante ma altrettanto significativa per la macchina dei controlli: gli operatori hanno infatti rintracciato un cittadino albanese recentemente destinatario del rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno. L’uomo è stato invitato a presentarsi presso l’Ufficio Immigrazione per gli adempimenti di competenza, un passaggio che potrebbe preludere a un’eventuale espulsione. Nessun clamore, nessun inseguimento, ma un’azione amministrativa che rientra a pieno titolo nella filosofia dell’operazione: mettere ordine, identificare, e dove serve, allontanare.