24 May, 2026 - 12:50

Controlli interforze a Terni, un arresto e un tentativo di fuga nella movida: colpiti minimarket e pregiudicati

Controlli interforze a Terni, un arresto e un tentativo di fuga nella movida: colpiti minimarket e pregiudicati

 Un cittadino egiziano che prova a svignarsela a piedi in piazza Solferino, bloccato dopo pochi metri. E un altro uomo, italiano, che dalla pattuglia della Squadra Mobile si sente notificare un ordine di carcerazione finendo direttamente ai domiciliari. È il riassunto dell’operazione “Alto Impatto - Movida sicura”, andata in scena nella serata del 23 maggio, ma soprattutto è la fotografia di un cambio di strategia voluto dal questore Abenante: i controlli non sono più generici e indifferenziati, ma vanno a colpire obiettivi e persone precise. Perché nel mirino, questa volta, non c’era soltanto la movida, ma anche alcuni minimarket finiti nel mirino delle segnalazioni, e soprattutto i frequentatori con precedenti di polizia. Il risultato? Un arresto, un tentativo di fuga sventato, un provvedimento di prevenzione notificato e decine di identificazioni che hanno riacceso i riflettori sulla sicurezza del centro.

“Alto Impatto” nel vivo: dai minimarket alla caccia ai pregiudicati

L’operazione, che ha mobilitato Polizia di StatoCarabinieriGuardia di Finanza e Polizia Locale, non è stata una semplice passerella in divisa. Le pattuglie hanno battuto le aree più calde del centro cittadino, quelle dove la movida si mescola alla movida notturna e alla piccola criminalità. Ma l’elemento più innovativo riguarda i minimarket: esercizi commerciali che nelle scorse settimane erano già stati oggetto di segnalazioni per presunti episodi di degrado o irregolarità. Gli agenti vi hanno effettuato accessi mirati, identificando numerosi avventori, molti dei quali - come sottolineato dal report delle forze dell’ordine - “gravati da precedenti di polizia”. Un dato che non è passato inosservato, perché trasforma il controllo di routine in un’azione preventiva a tutti gli effetti.

Contestualmente, i militari dell’Arma e i finanzieri hanno presidiato le principali piazze della movida con posti di blocco dinamici e servizi di vigilanza in abiti misti. L’obiettivo dichiarato era duplice: da un lato prevenire risse o episodi di microcriminalità tra i giovani, dall’altro intercettare chi, avendo già avuto problemi con la giustizia, frequenta abitualmente quelle zone. E proprio in questo quadro si inserisce il colpo messo a segno dalla Squadra Mobile. Gli investigatori, nel corso del dispositivo, hanno rintracciato e tratto in arresto un cittadino italiano destinatario di un ordine di carcerazione emesso dall’Autorità Giudiziaria per reati contro il patrimonio. L’uomo è stato immediatamente sottoposto agli arresti domiciliari, togliendo così dalla circolazione - almeno per il momento - un soggetto già condannato.

La fuga in piazza Solferino e il foglio di via per l’egiziano

Ma la serata ha riservato un’altra scena che vale più di mille parole. In piazza Solferino, cuore pulsante della movida ternana, una pattuglia mista di poliziotti e carabinieri ha incrociato un cittadino egiziano. Gli operatori sapevano già chi avevano davanti: l’uomo era già destinatario di un foglio di via obbligatorio dal Comune di Terni, emesso a seguito di precedenti specifici in materia di stupefacenti. Un provvedimento che gli impone di non tornare nel capoluogo umbro. E invece lui era lì. Accortosi del controllo, il trentenne ha tentato il tutto per tutto dandosi a una fuga a piedi tra i tavolini dei locali e i passanti. Un tentativo durato pochi secondi: i poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato senza difficoltà.

A quel punto, gli agenti non si sono limitati a identificarlo. Nei suoi confronti è scattata la notifica di un nuovo provvedimento di prevenzione emesso dal questore Michele Abenante, che di fatto rafforza le misure restrittive nei suoi confronti. Un messaggio chiaro: chi ha già ricevuto un foglio di via e viene sorpreso a violarlo, rischia di vedersi applicare sanzioni più pesanti. Nel frattempo, altri cittadini stranieri presenti nella stessa area sono stati accompagnati in Questura per accertamenti amministrativi più approfonditi. Tra questi, una persona è finita nel registro delle segnalazioni per uso personale di stupefacenti ai sensi dell’articolo 75 del Dpr 309/1990. Un quadro che restituisce l’idea di un presidio non episodico, ma sistematico.

Va infine segnalata un’altra vicenda, meno eclatante ma altrettanto significativa per la macchina dei controlli: gli operatori hanno infatti rintracciato un cittadino albanese recentemente destinatario del rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno. L’uomo è stato invitato a presentarsi presso l’Ufficio Immigrazione per gli adempimenti di competenza, un passaggio che potrebbe preludere a un’eventuale espulsione. Nessun clamore, nessun inseguimento, ma un’azione amministrativa che rientra a pieno titolo nella filosofia dell’operazione: mettere ordine, identificare, e dove serve, allontanare.

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Federico Zacaglioni
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