L’appostamento dura ore, gli occhi dei finanzieri incollati all’ingresso di quel negozio di Terni. Clienti che entrano ed escono, pacchi che passano di mano, nessun bollino dello Stato. Poi, lo scorso 27 aprile, scatta il blitz. Dietro il bancone, in scatoloni anonimi, spuntano 40 chili di tabacco da masticare illegale – mille confezioni pronte per essere vendute al dettaglio. Il titolare, cittadino di origine bengalese, viene denunciato alla Procura di Terni. Il prodotto si chiama “naswar”: polvere verde, niente sigillo del Monopolio di Stato, niente tasse pagate. Un mercato parallelo che vale alcune migliaia di euro, tutto in nero. È la prima operazione di questo genere nell’anno in Umbria.

Non è stata una scoperta casuale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il Gruppo della Guardia di Finanza di Terni ha messo a punto un servizio mirato di osservazione e appostamento nei giorni precedenti il raid. Militari in borghese si sono posizionati nei pressi dell’esercizio commerciale del capoluogo, annotando orari, movimenti e flussi di merce. “L’obiettivo era identificare eventuali traffici non tracciati”, spiega una nota delle Fiamme Gialle.
Il lavoro certosino ha portato i finanzieri a individuare il momento giusto per entrare. Una volta varcata la soglia, la perquisizione ha rivelato l’ingente quantitativo di tabacco da masticare, importato illecitamente da un Paese dell’Unione europea – senza documentazione doganale e, soprattutto, senza il bollino del Monopolio di Stato. I controlli hanno evidenziato che il materiale era già suddiviso in confezioni singole, pronte per la vendita al dettaglio. In totale, mille pacchetti perfettamente incellofanati, del peso complessivo di 40 chilogrammi.
L’operazione si è conclusa con il sequestro penale dell’intera partita di tabacco e con la denuncia del titolare alla Procura della Repubblica di Terni. Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 84 del decreto legislativo n. 141 del 2024 (contrabbando di tabacchi lavorati esteri). Per gli inquirenti, si tratta di una classica condotta di evasione fiscale, aggravata dal fatto che il prodotto non rispetta gli standard sanitari nazionali.

Secondo una prima stima delle Fiamme Gialle, la merce sequestrata avrebbe fruttato al commerciante “alcune migliaia di euro” in totale evasione d’imposta. Ogni confezione di naswar – un tabacco umido da masticare molto diffuso in Asia meridionale – viene venduta tra i 5 e i 10 euro al dettaglio. Moltiplicato per mille scatole, il giro d’affari potenziale supera i cinquemila euro, senza che un solo centesimo finisca nelle casse dello Stato.
C’è però un aspetto ancora più preoccupante, sottolineato dagli stessi militari: la salute dei consumatori. Il naswar contiene nicotina e sostanze cancerogene in concentrazioni spesso più elevate rispetto ai tabacchi da fumo regolamentati. E poiché arriva da canali illeciti, nessuno può garantire l’assenza di metalli pesanti, microrganismi o additivi proibiti. “Contrastare questi traffici significa anche difendere i cittadini da un rischio sanitario silenzioso”, si legge in una nota interna della Guardia di Finanza di Terni.
L’operazione dimostra che l’illegalità economica, anche quando mascherata da piccolo commercio etnico, non sfugge al controllo delle Fiamme Gialle. Per il titolare del negozio, ora scatta la presunzione di innocenza: la sua responsabilità sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna. Intanto la merce sequestrata è stata trasferita in un deposito custodito, in attesa della distruzione su ordine dell’autorità giudiziaria.
Terni torna così al centro dell’attenzione per un’operazione che mette in luce una nicchia poco conosciuta del contrabbando: il tabacco da masticare. Un fenomeno in crescita nei centri urbani con presenza di comunità provenienti da Bangladesh, India e Pakistan. Ma i finanzieri avvertono: “Il controllo è costante, anche nei piccoli esercizi. Nessuno è invisibile”.