Seduta interrotta e lavori rinviati. Il consiglio comunale riunitosi ieri mattina a Palazzo Pretorio si è concluso anticipatamente dopo il venir meno del numero legale, determinato dall’uscita dall’aula di diversi consiglieri sia della maggioranza sia dell’opposizione.
La situazione si è verificata nel corso della discussione politica successiva alle dimissioni dell’assessora Lucia Rughi, tema che ha acceso il confronto tra i gruppi consiliari e ha fatto emergere tensioni già presenti all’interno della coalizione di governo.
La seduta ha subito una brusca interruzione quando alcuni consiglieri hanno lasciato l’aula consiliare.
Tra i primi ad uscire il presidente del Consiglio comunale Mattia Martinelli, che si è fatto sostituire dal vicepresidente Riccardo Ciliegi. Poco dopo hanno abbandonato l’aula anche il consigliere Francesco Pascolini e il capogruppo di Gubbio Civica Robert Satiri.

Satiri ha motivato la decisione con parole che hanno segnato il clima politico della giornata: «Non per fame, ma per dignità politica».
Il riferimento era alla posizione annunciata nei giorni precedenti dallo stesso gruppo consiliare: Gubbio Civica non intende più votare automaticamente tutti gli atti della maggioranza, ma soltanto quelli ritenuti coerenti con il programma elettorale.
A ruota hanno lasciato l’aula anche altri consiglieri: Rocco Girlanda (La Città che meritiamo), Luigi Girlanda (Rinascimento Eugubino), Diego Guerrini (Gubbio Democratica), Simona Minelli ed Erika Fiorucci (Liberi e Democratici), Leonardo Nafissi e Jacopo Cicci (Gubbio Città Futura) e Marco Cardile (Partito Democratico).
L’uscita di questi consiglieri, unita ad alcune assenze per motivi personali o di lavoro, ha fatto venire meno il numero legale necessario per proseguire i lavori deliberativi.
Il consiglio è stato quindi sospeso e sarà riconvocato alla prima data utile.

Quanto accaduto in aula non arriva del tutto inatteso. Da tempo infatti nella maggioranza si registrano malumori e frizioni politiche.
Uno degli episodi più significativi è stato la fuoriuscita, lo scorso 7 gennaio, di quattro consiglieri da Gubbio Civica, che hanno dato vita al gruppo Progetto Città.
Una scissione che ha ridotto da sette a tre i consiglieri dell’associazione civica che era stata la lista più votata alle ultime elezioni amministrative e che aveva avuto un ruolo decisivo nell’elezione del sindaco Vittorio Fiorucci.
Quella separazione, secondo molti osservatori politici locali, non è mai stata completamente assorbita all’interno della coalizione.
Le tensioni sono emerse già nelle prime fasi della seduta consiliare durante la discussione sulle dimissioni dell’assessore Lucia Rughi, che aveva la delega alle politiche sociali.
Nel suo intervento il sindaco Vittorio Fiorucci ha ringraziato l’assessora uscente per il lavoro svolto in un settore definito particolarmente delicato.
Allo stesso tempo ha ribadito la volontà di garantire la continuità dell’azione amministrativa.
«Proseguiranno senza interruzioni tutte le attività legate al sostegno alle famiglie, alla presa in carico delle fragilità, alle politiche per la non autosufficienza e all’integrazione sociosanitaria», ha dichiarato.

Il primo intervento critico è arrivato dal consigliere Rocco Girlanda, che ha parlato di una gestione della vicenda poco rispettosa delle istituzioni.
«È mancato il rispetto delle procedure istituzionali», ha affermato.
Particolarmente significativo è stato l’intervento del capogruppo di Gubbio Civica Robert Satiri, che ha posto una serie di domande al sindaco citando il comunicato con cui erano state annunciate le dimissioni dell’assessora.
«Nel comunicato si parla di valutazioni diverse sulle modalità di portare avanti l’azione di governo. Quali sono queste condizioni venute meno? Quando sono venute meno e come hanno inciso sulle recenti decisioni dell’amministrazione?», ha chiesto Satiri.
Il capogruppo ha sottolineato come il suo gruppo avrebbe voluto un confronto con tutte le forze della giunta prima di arrivare a una decisione così rilevante.
«Non abbiamo ancora avuto risposta alle nostre domande e vogliamo capire se queste diverse valutazioni restano coerenti con le posizioni di Gubbio Civica», ha aggiunto.
Dai banchi dell’opposizione è intervenuto anche Leonardo Nafissi, che ha colto nelle parole di Satiri un segnale della crisi politica in corso.
«Un discorso come quello del consigliere Satiri me lo sarei aspettato dai banchi della minoranza», ha dichiarato.
E ha aggiunto:
«Le sue parole confermano che ci troviamo di fronte a una maggioranza che non è più una maggioranza. Sarebbe più dignitoso ridare la parola ai cittadini».
Dopo la sospensione della seduta è stato effettuato un nuovo appello per verificare la presenza dei consiglieri, ma anche in quel caso il numero legale non è stato raggiunto.
Nonostante questo, i consiglieri del gruppo Progetto Città, rimasti sempre in aula, hanno chiesto di proseguire almeno con la discussione degli atti non deliberativi, che non richiedono la presenza del numero minimo di consiglieri.
Tra questi l’interrogazione presentata da Sandro Manca sugli eventi pasquali.
Dal gruppo è arrivata anche una precisazione politica: «Si tratta di un ulteriore atto di responsabilità nei confronti della città e degli operatori turistici».
La seduta interrotta di ieri rappresenta quindi un nuovo passaggio nelle dinamiche interne alla politica cittadina.
La maggioranza guidata dal sindaco Fiorucci resta formalmente in carica, ma il confronto emerso in aula conferma l’esistenza di tensioni e interrogativi sul futuro degli equilibri politici.
Il prossimo consiglio comunale sarà dunque un banco di prova importante per capire se la coalizione riuscirà a ritrovare una sintesi politica oppure se le divisioni continueranno a incidere sull’attività amministrativa della città.