Il 31 marzo 2025 resterà una data simbolica per Perugia. Per la prima volta dopo oltre due secoli, il Nobile Collegio della Mercanzia ha ospitato un incontro cruciale tra Confcommercio Perugia e l’amministrazione comunale. Obiettivo: immaginare un futuro condiviso per il centro storico, oggi sempre più segnato da chiusure, spopolamento e disconnessione sociale. L’evento non è stato solo un ritorno in un luogo carico di storia, ma l’avvio formale di un nuovo corso attraverso la firma del "Patto della Mercanzia".
Un patto che, nelle intenzioni dei promotori, non sarà una semplice dichiarazione d’intenti, ma una vera road map operativa per affrontare le criticità e restituire centralità e attrattività all'acropoli perugina. Secondo Michele Biselli, presidente di Confcommercio Perugia, il centro storico non dovrebbe essere più visto come un problema, ma come un'opportunità strategica per l'intera città. La sindaca Vittoria Ferdinandi ha parlato di politiche sinergiche per costruire una nuova identità attrattiva del centro, in cui istituzioni e cittadinanza siano alleati veri.
I numeri parlano chiaro. Secondo l'Osservatorio Città e demografia d'impresa, Perugia ha perso dal 2012 al 2024 circa il 26% delle attività commerciali nel centro storico, scese da 349 a 227. In parallelo, anche fuori dal centro la tendenza resta negativa, con 217 imprese in meno. Una delle cause principali? La pressione fiscale, unita a normative che non premiano la permanenza o l'insediamento di nuove imprese.
Per Andrea Cantarelli, membro del direttivo Confcommercio, servono incentivi reali, non proclami. Dalla riduzione di IMU e TASI sui locali sfitti da mesi, a contributi in conto capitale per chi investe davvero nel centro.
In controtendenza solo il settore dell'ospitalità: bar, ristoranti e alberghi nel centro storico crescono leggermente, segnale che la vocazione turistica può essere leva per il rilancio, se adeguatamente strutturata.
Giuseppe Capaccioni ha posto il problema di fondo: chi dovrebbe abitare il centro storico, oggi spesso lo evita. Colpa di trasporti inadeguati, parcheggi carenti, carico fiscale elevato e difficoltà logistiche. Le proposte non mancano: agevolazioni IMU e TARI per i nuovi residenti, piano parcheggi mirato, contributi per la ristrutturazione di immobili in centro.
L'amministrazione, per voce dell'assessore Andrea Stafisso, ha garantito massimo impegno. "Gli Stati generali dell’economia urbana che ho promosso", afferma, "sono pensati come il luogo per definire un piano strategico integrato, di breve, medio e lungo periodo in cui inserire le singole azioni, rispetto alle quali oggi abbiamo avuto tanti spunti e contenuti utili".
Secondo Paolo Mariotti, altro rappresentante Confcommercio, è indispensabile puntare su un calendario eventi costante e di qualità, in grado di riportare persone nel centro e valorizzare le attività commerciali. Mariotti ha sottolineato la necessità di elevare la qualità dell'offerta culturale e di definire regole chiare per l'utilizzo degli spazi pubblici, affinché bellezza, decoro e sicurezza procedano di pari passo.
Proprio sulla sicurezza e sull'arredo urbano è intervenuto l'assessore Fabrizio Croce, annunciando novità in arrivo: apertura di un nuovo bagno pubblico in via delle Cantine grazie a un accordo con la Curia, un nuovo punto IAT turistico in piazza Matteotti entro fine anno, e l'ingresso di Perugia nei circuiti della Strada della Ceramica e dei Cammini di Francesco.
Sui problemi generati dalla proliferazione di minimarket h24 che vendono alcolici e dalla trasformazione di esercizi commerciali in abitazioni, Croce ha ammesso: "È un fenomeno preoccupante, reso possibile dall’anarchia normativa, rispetto a cui non è facile intervenire. Abbiamo perlomeno resa obbligatoria l’imposta di soggiorno anche per gli affitti brevi".
Il Patto della Mercanzia, nella visione di Confcommercio e della Giunta perugina, vuole essere l'inizio di un metodo. Un'alleanza concreta tra pubblico e privato, fondata sull'ascolto, sulla partecipazione attiva e sull'urgenza di invertire una rotta pericolosa. Non basta una firma. Serve l'impegno quotidiano di tutti gli attori coinvolti.