27 Jan, 2026 - 11:45

Confagricoltura Umbria a Gubbio, Fiorucci: “L’agricoltura è identità, lavoro e futuro delle nostre comunità”

Confagricoltura Umbria a Gubbio, Fiorucci: “L’agricoltura è identità, lavoro e futuro delle nostre comunità”

Si è svolta lunedì 26 gennaio, al Teatro Comunale Luca Ronconi, l’assemblea generale di Confagricoltura Umbria, appuntamento centrale per il mondo agricolo regionale e momento di passaggio dopo circa otto anni di presidenza di Fabio Rossi, giunto al termine del mandato.

Nel corso della parte privata dei lavori è stato rinnovato il Consiglio dell’associazione, che nei prossimi giorni sarà chiamato a eleggere la nuova Giunta e il presidente. Un passaggio istituzionale importante, che ha fatto da cornice a un confronto pubblico molto partecipato sui temi strategici dell’agricoltura umbra.

Il confronto pubblico: agricoltura e informazione

Nel pomeriggio l’assemblea si è aperta alla città con l’incontro dal titolo “L’agricoltura come asset strategico dell’economia: proteggere da false informazioni”, dedicato al valore economico, sociale e culturale del settore primario.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore allo sviluppo economico Micaela Parlagreco, due tavole rotonde hanno affrontato i nodi centrali del comparto: competitività, sostenibilità, filiere produttive e contrasto alla disinformazione che, sempre più spesso, influenza negativamente il dibattito pubblico sull’agricoltura.

Il saluto del sindaco Fiorucci: una visione politica chiara

Tra gli interventi istituzionali, quello del sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’assemblea.

Nel portare il saluto della città, il sindaco ha ringraziato Confagricoltura per aver scelto Gubbio come sede dell’evento, sottolineando come “non si tratti di una scelta casuale”, ma del riconoscimento di una vocazione storica e territoriale profonda.

“Parlare di agricoltura significa parlare di identità, lavoro e futuro delle nostre comunità”, ha affermato, chiarendo fin dall’inizio il valore politico del tema affrontato.

I numeri del territorio e le potenzialità inespresse

Fiorucci ha quindi offerto una lettura realistica del territorio eugubino, basata sui dati.

Oltre 21 mila ettari di seminativi, terreni fertili mai sfruttati in modo intensivo e una disponibilità idrica agronomicamente preziosa costituiscono una base importante. Tuttavia, secondo il sindaco, questa potenzialità non è stata ancora pienamente trasformata in sviluppo.

“Produciamo ancora troppo spesso basso valore aggiunto, mentre il mercato chiede qualità, trasformazione, filiera e identità”, ha spiegato, ricordando come un territorio che non cresce finisca inevitabilmente per arretrare.

Un’analisi che ha toccato anche il tema occupazionale: l’agricoltura ha tenuto, ma senza compiere quel salto di qualità necessario a garantire stabilità e prospettive.

Transizioni e squilibri del sistema

Uno dei passaggi più netti dell’intervento ha riguardato le transizioni ecologica e digitale.

Fiorucci ne ha riconosciuto la necessità, ma ha posto l’accento sul loro impatto economico.

“Le transizioni hanno un costo, e oggi quel costo ricade quasi interamente sui piccoli e medi produttori, ha osservato, indicando nello squilibrio contrattuale uno dei principali fattori di fragilità del settore.

Secondo il sindaco, il sistema agricolo si trova stretto tra due modelli in crisi: quello tradizionale, non più sostenibile economicamente, e quello industriale, spesso incompatibile con l’ambiente.

“Se non cresciamo, moriamo. Se cresciamo male, inquiniamo”, ha sintetizzato.

La direzione da seguire: filiera e aggregazione

Nel delineare la prospettiva futura, Fiorucci ha indicato con chiarezza la strada da intraprendere.

Aggregazione tra imprese, costruzione di una catena del valore territoriale, rilancio delle colture ad alto valore aggiunto e utilizzo dei dati come strumenti di conoscenza.

“I big data agricoli sono il moderno Barbanera”, ha detto, evocando la necessità di strumenti previsionali capaci di guidare scelte pubbliche e private.

Al centro deve tornare il prodotto, con qualità, origine e sostenibilità reale, lontana da approcci ideologici.

Il ruolo delle istituzioni

Nel suo intervento conclusivo, il sindaco ha chiarito quale debba essere il compito delle istituzioni.

“Non fare retorica sull’agricoltura, ma creare le condizioni perché chi lavora la terra possa vivere del proprio lavoro”, liberandolo da burocrazia e da narrazioni distorte.

Difendere l’agricoltura, ha sottolineato, significa difendere il territorio, la manutenzione naturale, l’occupazione e il turismo.

“Gubbio c’è. L’Umbria c’è. Ora serve fare sistema”, ha concluso tra gli applausi.

Un’assemblea che lascia un segno politico

L’assemblea generale di Confagricoltura Umbria ha rappresentato un momento di confronto autentico sul futuro del settore primario.

A Gubbio è emersa con forza una visione: l’agricoltura non è solo produzione, ma infrastruttura sociale ed economica. E senza una strategia condivisa tra imprese e istituzioni, il rischio è perdere un’occasione decisiva per il futuro dei territori.

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Mario Farneti
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