28 Feb, 2026 - 08:50

Terni, la macchina del welfare non si ferma: il Comune anticipa i fondi Ue per i bisogni della città

Terni, la macchina del welfare non si ferma: il Comune anticipa i fondi Ue per i bisogni della città

Tre delibere, oltre 600 mila euro di risorse europee e ministeriali che il Comune di Terni sceglie di trasformare subito in servizi, anticipando di cassa pur di non rallentare il welfare cittadino. Al centro delle decisioni approvate giovedì 26 febbraio dalla giunta ci sono il potenziamento dei servizi sociali domiciliari finanziati dal Pnrr, la continuità dei progetti di Vita Indipendente per le persone con disabilità e la piena operatività del nuovo Centro per la Giustizia Riparativa, sostenuto da un finanziamento del ministero della Giustizia pari a 224 mila euro per il 2026.

L'ente anticipa complessivamente circa 400 mila euro tra servizi domiciliari e progetti di autonomia, somme che saranno integralmente reintegrate da Stato e Regione, in un'ottica di gestione finanziaria che privilegia la tempestività delle prestazioni rispetto ai tempi burocratici dei trasferimenti. Una scelta che punta a consolidare il welfare locale come infrastruttura sociale ed economica della città.

“Trasformare i finanziamenti in servizi concreti e tempestivi”

“Con questi provvedimenti - dichiara l'assessore al Welfare Alessandra Salinetti - l'Amministrazione comunale conferma l'impegno a non disperdere risorse europee e ministeriali e a trasformare i finanziamenti disponibili in servizi concreti e tempestivi per i cittadini, rafforzando una rete di welfare inclusiva, attenta ai diritti e capace di rispondere ai bisogni reali della comunità”.

Una dichiarazione che introduce il senso complessivo dell'operazione: usare la leva finanziaria comunale per colmare il gap tra l'arrivo dei fondi e la necessità di erogare prestazioni. Il primo atto riguarda un intervento finanziato nell'ambito della missione 5 del Pnrr, sostenuta dal programma europeo Next Generation EU. Il progetto punta a rafforzare i servizi sociali domiciliari per garantire dimissioni ospedaliere assistite e prevenire ricoveri non necessari, sostenendo le persone fragili direttamente nelle loro abitazioni.

La giunta ha autorizzato un'anticipazione di cassa pari a 97 mila euro per assicurare pagamenti puntuali e rispettare le scadenze previste dalla normativa e dal Pnrr. I servizi domiciliari potranno proseguire senza interruzioni, offrendo supporto ad anziani, persone con disabilità e cittadini in condizioni di fragilità, con l'effetto di ridurre la pressione sulle strutture sanitarie. Le somme anticipate saranno successivamente reintegrate dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, senza costi aggiuntivi per l'Ente.

Vita Indipendente: 55 progetti finanziati e anticipazione di cassa per 300 mila euro

Zona Sociale | Comune di Terni

La seconda delibera approvata autorizza un'anticipazione di cassa per garantire continuità ai progetti di Vita Indipendente promossi dalla Zona Sociale n. 10 nell'ambito della programmazione europea. A seguito dell'avviso pubblico sono state presentate 61 domande, delle quali 55 sono risultate finanziabili. Con l'assegnazione di ulteriori risorse regionali, pari a oltre 300 mila euro, sarà possibile completare lo scorrimento della graduatoria e prolungare i progetti fino a 18 mesi.

Il provvedimento consente al Comune di anticipare temporaneamente le somme necessarie per pagare regolarmente i beneficiari, in attesa che la Regione trasferisca materialmente i fondi già assegnati. Non si tratta di nuove spese né di fondi mancanti, ma di un diverso allineamento dei tempi tra pagamenti e trasferimenti. Una scelta che evita interruzioni nei percorsi individuali già avviati e tutela la stabilità di progetti che permettono alle persone con disabilità di costruire una propria autonomia, scegliere come organizzare la propria vita e partecipare pienamente alla comunità. Le somme anticipate saranno integralmente reintegrate e non alterano gli equilibri del bilancio comunale.

Giustizia Riparativa: 224 mila euro dal Ministero per il nuovo centro di via dell'Aquila

Il terzo provvedimento riguarda il centro per la giustizia riparativa istituito dal Comune in attuazione della riforma Cartabia. Con una precedente deliberazione, l'Amministrazione aveva approvato il protocollo per l'istituzione del centro nel distretto della Corte d'Appello di Perugia e individuato la sede in un immobile comunale di via dell'Aquila. Il Ministero della Giustizia ha assegnato al Comune un finanziamento di 224 mila euro per il 2026, già trasferito nelle casse dell'Ente.

“Il centro per la giustizia riparativa, in particolare, rappresenta uno strumento innovativo e importante per il territorio - aggiunge Salinetti - offre percorsi volontari e mediati tra vittima, autore del reato e comunità, con l'obiettivo di ricomporre il conflitto, favorire la responsabilizzazione e rafforzare la coesione sociale”.

Dal momento che la gestione del Centro avverrà in partenariato con l'associazione IsMeS - Istituto per la Mediazione Sistemica - ETS, si è resa necessaria una variazione di Peg 2026-2028 per riclassificare correttamente le risorse come trasferimenti al soggetto partner. Un adeguamento contabile che consente di rispettare la normativa e, soprattutto, di rendere pienamente operativa la struttura.

La cassa comunale come ponte: così le risorse arrivano prima 

I tre provvedimenti condividono un elemento comune: la decisione di utilizzare la cassa comunale per coprire lo sfasamento temporale tra l'erogazione del servizio e l'arrivo dei fondi dagli enti erogatori. Una scelta che trasforma il Comune da semplice beneficiario di risorse a soggetto attivo nella programmazione e nella gestione dei tempi del welfare.

Nel caso dei servizi domiciliari Pnrr, l'anticipazione di 97 mila euro evita che le scadenze imposte dalla normativa europea si traducano in ritardi nei pagamenti agli operatori. Per i progetti di Vita Indipendente, i 300 mila euro anticipati permettono a 55 beneficiari di vedere riconosciuto il proprio diritto all'autonomia senza soluzione di continuità. Sul fronte della giustizia riparativa, la riclassificazione delle risorse consente di attivare immediatamente una struttura che altrimenti resterebbe sulla carta.

In tutti e tre i casi, l'ente opera nella consapevolezza che il welfare non è una voce di spesa da rimandare, ma un investimento sulla coesione sociale che richiede risposte nei tempi giusti. Le somme anticipate saranno interamente reintegrate, ma l'effetto sui destinatari dei servizi - persone fragili, disabili, vittime e autori di reato in cerca di ricomposizione - è immediato e non differibile.

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Federico Zacaglioni
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