25 Mar, 2026 - 18:45

Colpo in banca a Ponte San Giovanni, rintracciato il rapinatore: scattano i domiciliari

Colpo in banca a Ponte San Giovanni, rintracciato il rapinatore: scattano i domiciliari

Un’importante operazione di polizia giudiziaria si è conclusa a Perugia con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di un uomo di 47 anni (classe 1978). Il soggetto è ritenuto infatti il presunto responsabile di una violenta rapina aggravata compiuta lo scorso 20 febbraio, ai danni di un istituto di credito situato nella frazione di Ponte San Giovanni. Il provvedimento, emesso dall’Ufficio GIP del Tribunale di Perugia su specifica istanza della locale Procura della Repubblica, rappresenta l'epilogo di un’indagine serrata condotta dagli uomini della squadra mobile.

La dinamica del colpo

I fatti risalgono precisamente al primo pomeriggio del 20 febbraio. L’indagato, agendo con determinazione e volto travisato per evitare il riconoscimento, ha fatto irruzione all'interno della filiale bancaria. Impugnando quella che sembrava a tutti gli effetti un’arma da fuoco -rivelatasi solo successivamente invece una pistola giocattolo priva di tappo rosso- l’uomo ha minacciato direttamente il cassiere, intimandogli di consegnargli tutto il contante disponibile. Sotto la pressione delle minacce, l'impiegato ha quindi ceduto la somma contenuta nella cassa, circa 9.000 euro. Ottenuto il bottino, il rapinatore si è dileguato rapidamente, facendo perdere le proprie tracce tra le vie limitrofe.

Le indagini e le prove

Ovviamente l'allarme è scattato immediatamente, portando sul posto il personale della squadra mobile, delle volanti e gli esperti del Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica. Un primo tassello fondamentale è stato il ritrovamento dell'arma utilizzata: la pistola giocattolo era stata gettata in un cestino dei rifiuti poco lontano dalla banca. Da quel momento, gli investigatori, coordinati dalla Procura, hanno avviato un meticoloso lavoro di analisi. Sono state raccolte le testimonianze dei presenti e, soprattutto, sono stati passati al setaccio i filmati dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona.

L'incrocio dei dati e l'osservazione dei dettagli fisici e dei movimenti del sospettato hanno permesso alla squadra mobile di stringere il cerchio attorno al 47enne. Gli indizi di colpevolezza sono stati ulteriormente consolidati durante la fase esecutiva della misura cautelare: gli agenti, nel corso di una perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto e sequestrato gli indumenti che l’uomo indossava proprio il giorno del colpo.

La misura cautelare: l'uomo agli arresti domiciliari

Data la gravità dell'episodio e la solidità del quadro probatorio, l'autorità giudiziaria ha ritenuto necessaria l'applicazione della misura cautelare. Dopo la notifica del provvedimento e l’espletamento delle formalità di rito, l'indagato è stato trasferito presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, restando a disposizione dei magistrati per il prosieguo del procedimento penale.

Rapina con pistola giocattolo, ecco cosa sapere

Una rapina commessa con una pistola giocattolo, -si legge nel sito PoliziaPenitenziaria.it- è punita quasi quanto quella con un'arma vera se il giocattolo è privo di tappo rosso o appare realistico. La legge la considera una rapina aggravata (art. 628 c.p.) perché la vittima percepisce l'arma come reale, subendo un grave spavento e costrizione. 

Ecco i dettagli fondamentali secondo la giurisprudenza italiana:

-Aggravante sussistente: Se la pistola giocattolo è priva del tappo rosso, o se questo è occultato, la minaccia è considerata "con armi". La giurisprudenza sottolinea che non conta la natura inoffensiva dell'oggetto, ma la sua capacità di incutere timore e far credere alla vittima di essere in pericolo di vita.

-Reato di porto d'armi: Portare in luogo pubblico una pistola giocattolo senza tappo rosso è di per sé un reato (violazione dell'art. 4 della legge 110/75), che comporta arresto da un mese a un anno e un'ammenda.

-Eccezioni: L'aggravante può essere esclusa se l'arma è immediatamente riconoscibile come giocattolo (es. colori vivaci, tappo rosso ben visibile), ma in tal caso rimane il reato di rapina semplice e la denuncia per minacce.

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Emanuele Giacometti
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