Un gesto che dura pochi secondi, due colpi esplosi verso il cielo e uno smartphone puntato a riprendere la scena. Tanto basta, nella notte di Capodanno, per far scattare l’allarme e accendere i riflettori dei Carabinieri di Todi. Un video comparso sui social ha documentato l’episodio davanti a un esercizio commerciale della zona. Nelle immagini si vede un uomo sparare in aria, mentre un altro filma tutto. Nel giro di poche ore, l’Arma è risalita ai protagonisti del filmato: un 53enne italiano e un 39enne cinese, entrambi residenti nel territorio comunale. Per loro è scattata la denuncia in stato di libertà.
L’intervento dei militari della Stazione dei Carabinieri di Todi è stato rapido e mirato. Il filmato, pubblicato da uno dei due uomini, ha destato particolare preoccupazione per il contesto e per la modalità dell’azione, avvenuta in una notte già carica di tensioni e festeggiamenti, quando la soglia di attenzione collettiva è spesso più bassa e il rischio di emulazione più alto.

Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Secondo quanto emerso, l’uomo che riprendeva la scena era anche il proprietario dell’arma utilizzata per gli spari. Un dettaglio tutt’altro che marginale, perché chiarisce la responsabilità condivisa nell’episodio: chi preme il grilletto e chi decide di trasformare quel gesto in un contenuto da pubblicare online.
La perquisizione domiciliare eseguita dai Carabinieri ha portato al rinvenimento di una pistola scacciacani in metallo, priva del tappo rosso, replica di una Beretta FS calibro 9 millimetri, insieme a 36 cartucce a salve. L’assenza del tappo rosso, elemento obbligatorio per distinguere le armi giocattolo o a salve da quelle vere, è uno degli aspetti che ha inciso maggiormente sulla valutazione dell’episodio.
L’arma e il munizionamento sono stati posti sotto sequestro, mentre l’intera vicenda è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Spoleto, che dovrà valutare le ipotesi di reato e le eventuali responsabilità penali dei due uomini.

Sparare in aria con una scacciacani non è un gioco, soprattutto quando l’arma è priva dei segni distintivi previsti dalla legge. In contesti urbani e in orari notturni, un’azione del genere può generare panico, allertare i residenti e innescare interventi di emergenza, con conseguenze imprevedibili. È anche per questo che l’Arma ha trattato il caso con la massima attenzione, senza lasciarsi ingannare dalla natura “a salve” dei colpi.
Dal comunicato emerge una linea chiara: nessuna tolleranza per comportamenti che possano mettere a rischio la sicurezza pubblica o alimentare allarme sociale. La diffusione del video sui social ha avuto un ruolo centrale, non solo come elemento di prova, ma anche come fattore aggravante sul piano della percezione collettiva. Rendere pubblico un gesto del genere significa amplificarne l’impatto, trasformando un atto irresponsabile in un messaggio potenzialmente pericoloso.
Nel corso delle verifiche, i Carabinieri hanno inoltre accertato che l’episodio si è svolto davanti a un esercizio commerciale, un luogo che, anche nelle ore notturne, resta simbolicamente esposto e frequentato. Un dettaglio che contribuisce a spiegare perché il video abbia destato “particolare allarme” e perché l’intervento sia stato così tempestivo.
In attesa delle determinazioni della Procura di Spoleto, resta il dato di fatto: due persone identificate, un’arma sequestrata e un messaggio netto alle comunità locali. I social non sono una zona franca e la notte di Capodanno non giustifica comportamenti che escono dai confini della legge. A Todi, in poche ore, un video pensato forse per stupire o divertire si è trasformato in un fascicolo giudiziario. E il confine tra bravata e reato, ancora una volta, si è rivelato sottile ma invalicabile.