L’ennesimo scossone per la sanità ternana arriva da una graduatoria internazionale. La nuova classifica “World’s Best Hospitals 2026 - Italy” di Newsweek certifica l’ulteriore ascesa dell’ospedale di Perugia, salito al 32° posto nazionale, mentre il “Santa Maria” di Terni scivola fuori dalla top 100 dei migliori ospedali italiani inclusi nel ranking. Un dato che pesa, soprattutto se confrontato con il percorso di crescita costante del capoluogo regionale, ormai stabilmente riconosciuto come polo di eccellenza nel panorama sanitario.
Su questo terreno già sensibile si innesta la reazione politica: il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, affida ai social un nuovo video al vetriolo in cui spara a zero contro la Regione Umbria, accusata di aver lasciato indietro il presidio ternano e di inseguire soltanto l’immagine della sanità perugina. Una linea di attacco che arriva dopo le iniziative di protesta e la presenza continuativa sotto la sede della Regione per difendere il ruolo dell’ospedale pubblico di Terni nel sistema sanitario umbro. Il caso è destinato ad aprire uno scontro frontale tra Palazzo Spada e Palazzo Donini, con la classifica di Newsweek trasformata da fotografia tecnica in miccia politica.
La pubblicazione della graduatoria ha riacceso la protesta del primo cittadino ternano. In un video diffuso nelle scorse ore, Stefano Bandecchi ha attaccato duramente la giunta regionale guidata da Stefania Proietti, attribuendo alla politica la responsabilità del tracollo.“Diamo una bella notizia da Terni. C’è solo un settore dove la città di Terni e dove la provincia di Terni stanno vistosamente perdendo posizioni. Purtroppo siamo arrivati al 108° posto” , esordisce il sindaco nel filmato. “La colpa è, tutta e interamente, della giunta regionale attuale. Perché le indagini nazionali parlano mentre Perugia guadagna posizioni e va al 32° posto con l’ospedale di Perugia, dove gli investimenti sono stati importanti. Qui, dove la giunta di sinistra dopo tanta demagogia e tante chiacchiere ha detto ma non ha fatto, perdiamo nove posizioni in un anno” .
L’accusa del sindaco è chiara: Palazzo Donini avrebbe concentrato risorse e attenzioni sul capoluogo, lasciando Terni in una condizione di progressivo declino. Un tema, quello della realizzazione del nuovo ospedale, che nelle scorse settimane aveva già portato Bandecchi a organizzare un sit-in di dieci giorni davanti alla sede della Regione a Perugia, con striscioni e una delegazione di cittadini al fianco del primo cittadino.
L’attacco del sindaco non si ferma ai numeri della classifica, ma si allarga a un vero e proprio j’accuse contro la governance regionale. In una nuova dichiarazione, Stefano Bandecchi cala l’asso della disparità di trattamento, puntando il dito contro il ruolo dell'Università di Perugia e la distribuzione delle risorse pubbliche.
“È chiaro che c'è una disparità di trattamento da parte della Regione dell'Umbria, l'ente che gestisce la sanità regionale. È chiaro che c'è un ruolo dell'Università di Perugia che investe quasi esclusivamente sulla struttura perugina” , scandisce il primo cittadino. “Si tratta di disparità insopportabili, che indicano una differenza di trattamento abissale, in fatto di risorse, di progetti, di servizi, discriminatoria tra i cittadini umbri” .
Il bersaglio principale diventa la governatrice Stefania Proietti, rea secondo Bandecchi di esultare per il risultato di Perugia ignorando completamente il tracollo di Terni. “Ancora più vergognoso che la governatrice Proietti si lanci in lodi verso l'ospedale di Perugia, batta le mani come se avesse vinto una medaglia d'oro, e non spenda una parola sullo stato di frustrazione della struttura ternana” , attacca il sindaco. “C'è un grave dolo della giunta di sinistra se Terni in un anno ha perso 7 posizioni. È lampante che il nostro ospedale viene totalmente trascurato dalla Regione che va a colpire una città non governata dalla sinistra” .
L’affondo si sposta poi sul tema caldo del nuovo ospedale, una ferita aperta che dura da oltre un anno. “Terni peggiora nella sanità, una competenza regionale, mentre migliora in tutti gli altri indicatori grazie al lavoro della nostra amministrazione. Terni è stanca di essere presa in giro. È oltre un anno che la Regione ci deve fare sapere dove vuole realizzare il nuovo ospedale e con quali risorse intenda finanziare l'opera” , tuona Bandecchi. “È da tempo che la Regione discrimina Terni, che le riserva solo le briciole. Noi combatteremo con tutte le forze contro la logica di un ospedale di serie A e uno di serie B” .
Il sindaco chiude con un richiamo ai diritti dei contribuenti ternani, promettendo battaglia: “I ternani pagano fior di milioni di tasse all'anno alla Regione, hanno pienamente diritto, nell'immediato, a un ospedale efficiente e di prima fascia e per il futuro a una struttura profondamente moderna e all'avanguardia” .

L’edizione 2026 del ranking “World’s Best Hospitals” non lascia spazio a interpretazioni. Secondo la metodologia della testata internazionale, che incrocia i pareri di decine di migliaia di esperti con indicatori di performance e sicurezza, il divario tra i due principali ospedali umbri ha raggiunto il punto più ampio degli ultimi anni.
L’Azienda Ospedaliera di Perugia prosegue la sua marcia: con un punteggio del 71,89% conquista il 32° posto assoluto in Italia, consolidando un trend di crescita iniziato nel post-pandemia e diventato ormai strutturale . Dall’altra parte, il “Santa Maria” di Terni precipita al 108° posto con un punteggio del 67,21%, perdendo in un colpo solo le nove posizioni guadagnate faticosamente nell’edizione precedente e, soprattutto, il biglietto da visita della top 100.
A rendere il confronto ancora più impietoso è la serie storica. Mentre Perugia ha scalato undici posizioni in tre anni (dal 43° posto del 2023 all’attuale 32°), Terni ha vissuto un andamento altalenante e preoccupante: 97° nel 2023, 108° nel 2024, una breve risalita al 99° nel 2025 e il nuovo crollo al 108° di quest’anno. Un andamento a yo-yo che, secondo i revisori dei conti, farebbe il paio con il calo della mobilità attiva, segnale di una fiducia in calo da parte dei pazienti.
Oltre la polemica politica, i dati di Newsweek fotografano un problema reale. La classifica mondiale, giunta alla sua settima edizione, è considerata un termometro affidabile della qualità ospedaliera a livello globale. Esserne esclusi significa perdere posizioni nella competizione tra poli sanitari, con ricadute immediate sulla capacità di attrarre professionisti e pazienti da fuori regione.
I numeri dicono che il “Santa Maria” arretra proprio mentre il sistema sanitario nazionale chiede sempre più specializzazione e volumi di attività elevati. Se da un lato la Regione Umbria, per bocca della presidente Stefania Proietti, esprime soddisfazione per il risultato di Perugia definendolo “una fonte di soddisfazione per la comunità ospedaliera e per il territorio regionale” che “si traduce in uno stimolo potente a procedere con convinzione nella direzione di una assistenza sanitaria sempre più efficiente e su misura per ciascun paziente” , dall’altro lato resta sul tavolo la questione ternana.
Il rischio è che il fossato tra i due presidi si allarghi ulteriormente, alimentando non solo un conflitto tra amministrazioni, ma un vero e proprio dualismo territoriale. Bandecchi, dal canto suo, rilancia: dopo i video al vetriolo e le proteste sotto le finestre di Palazzo Donini, annuncia nuove iniziative per portare il caso all'attenzione dei ministeri. La classifica di Newsweek, in questo scenario, ha semplicemente certificato con numeri internazionali una frattura che la politica, adesso, dovrà gestire.