20 Jan, 2026 - 17:13

Città di Castello, vandalizzata la targa della Resistenza: scritte ingiuriose sui nomi dei martiri

Città di Castello, vandalizzata la targa della Resistenza: scritte ingiuriose sui nomi dei martiri

Un grave atto di vandalismo ha colpito uno dei luoghi simbolo della memoria civile di Città di Castello. La targa dedicata alla Resistenza, nota come “Pietra della memoria”, collocata nei giardini del Cassero e dedicata al sacrificio di 34 militari tifernati, è stata oltraggiata con scritte ingiuriose apposte accanto ai nomi dei martiri.

L’episodio, attribuito a ignoti, è stato scoperto nelle prime ore della giornata e ha immediatamente suscitato sdegno e preoccupazione, tanto nelle istituzioni quanto nella cittadinanza. La targa rappresenta infatti un punto di riferimento centrale per le commemorazioni ufficiali e per il ricordo della Resistenza locale, incarnando valori condivisi di libertà, democrazia e partecipazione civile.

La condanna del sindaco

Immediata e netta la presa di posizione del sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, che ha condannato senza esitazioni l’atto vandalico. "Un atto vile, oltraggioso che offende la memoria e i simboli indelebili della democrazia, libertà e resistenza", ha dichiarato il primo cittadino, riferendosi alle scritte comparse sulla targa.

In una nota ufficiale diffusa dal Comune, Secondi ha ulteriormente sottolineato: "Un gesto da condannare - ha aggiunto il sindaco - che offende la comunità tifernate tutta perché rappresenta un oltraggio alla Resistenza, ai valori universali che sono alla base della nostra Costituzione, della libertà e democrazia delle istituzioni. Non è solo un episodio di vandalismo ma un'offesa, uno sfregio alla memoria, ai valori democratici che saranno sempre alla base del nostro agire quotidiano come cittadini e amministratori pubblici".

Gli interventi annunciati dal Comune

Il sindaco ha annunciato l’immediata attivazione delle squadre operative comunali per la rimozione delle scritte e la messa in sicurezza del manufatto. Parallelamente, gli uffici competenti stanno valutando l’eventuale ripristino integrale della targa o, qualora le condizioni lo rendessero necessario, la sostituzione con una nuova lapide commemorativa. L’Amministrazione ha inoltre provveduto a informare le forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti per individuare i responsabili del gesto.

Memoria e responsabilità civica

L’episodio assume un significato particolarmente delicato alla luce del calendario delle prossime settimane, tradizionalmente dedicate al ricordo e alla memoria storica. Proprio su questo aspetto si è soffermato il sindaco Secondi, richiamando il ruolo delle istituzioni e del mondo associativo nel mantenere viva la coscienza civile.

"Siamo in prossimità delle giornate dedicate alla memoria e al ricordo che ci vedranno impegnati come istituzioni, assieme all'Istituto di storia politica e sociale, 'Venanzio Gabriotti', all'Anpi e alle associazioni combattentistiche, nel ribadire quei valori di democrazia, tolleranza e rispetto delle idee altrui ed in particolare alla resistenza, punto di riferimento imprescindibile", ha affermato il primo cittadino di Città di Castello.

Il valore della conoscenza storica

Nel suo intervento, Secondi ha ribadito il ruolo centrale della conoscenza e della consapevolezza storica come strumenti di prevenzione contro episodi di intolleranza e ignoranza. "Siamo sicuri che la conoscenza della storia e la consapevolezza dei valori e simboli del passato siano il miglior antidoto contro l'ignoranza", ha concluso il sindaco, sottolineando come la memoria sia un fondamento essenziale della vita democratica.

Le prossime iniziative

Nei prossimi giorni il Comune, in collaborazione con l’Anpi, l’Istituto “Venanzio Gabriotti” e le associazioni combattentistiche, definirà un programma di iniziative pubbliche volte a riaffermare i valori della Resistenza e a restituire dignità al luogo della memoria colpito dall’atto vandalico. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’episodio in un’occasione di riflessione collettiva e di rafforzamento del senso civico, riaffermando il rispetto dovuto ai simboli e alle storie che hanno contribuito alla costruzione della democrazia repubblicana.

Un messaggio alla comunità

La condanna dell’accaduto è stata unanime da parte delle istituzioni locali, che hanno invitato la cittadinanza a vigilare e a farsi parte attiva nella tutela dei beni comuni e della memoria storica. La “Pietra della memoria”, come ricordato dall’Amministrazione, non rappresenta solo un monumento, ma un patrimonio collettivo che appartiene all’intera comunità tifernate e alle generazioni future.

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Francesco Mastrodicasa
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