01 Apr, 2026 - 18:30

Città di Castello, truffa col finto sms ai danni di una 30enne: due persone a giudizio

Città di Castello, truffa col finto sms ai danni di una 30enne: due persone a giudizio

Un 71enne, nato a Napoli, e un 21enne, nato a Camaiore (Lucca), difesi dagli avvocati Stefano Tentori Montalto, Mariarca Cozzolino e Giuseppe De Lio, sono comparsi davanti al giudice del Tribunale penale di Perugia per rispondere dell’accusa di truffa.

Città di Castello, truffa del finto SMS: due persone a giudizio 

Una modalità di truffa sempre più diffusa quella con la tecnica del "finto SMS". Sono due gli imputati, comparsi davanti al giudice di Perugia, accusati di avere inoltrato a una 30enne tifernate “un messaggio sul suo apparecchio telefonico apparentemente proveniente dall’istituto bancario”. L'accusa è “in concorso tra loro e con altre persone non identificate” e “con artifici e raggiri”. 

Nel finto SMS, i due avrebbero scritto “che alle ore 11.25 dell’8 gennaio 2024 vi era stato un accesso al sito di tale istituto di credito”, al fine di “creare un falso allarme di intrusione a opera di terzi nell’area privata dell’home banking”.

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La trappola del falso sms: sottratti 27.250 euro

Dopo il SMS ci sarebbe stata una telefonata dal numero 0287911. Un uomo, che si è presentato come un operatore della banca, avrebbe riferito che la filiale di Città di Castello sarebbe sotto attacco hacker. Per proteggere i risparmi, spiega il sedicente impiegato, è necessario spostare immediatamente il denaro su dei conti ‘sicuri’.

La Procura di Perugia sostiene che i due imputati avrebbero, quindi, ottenuto 27.250 euro tramite bonifico "con conseguente pari danno per la persona offesa”.

Le aggravanti contestati ai due imputati

La vittima, convinto di parlare col personale del suo istituto di credito, avrebbe effettuato un bonifico istantaneo dell’importo di 14.750 euro in favore del conto acceso presso Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, intestato a uno degli imputati, e un altro bonifico istantaneo dell’importo di 12.500 euro in favore del conto acceso presso Banco Bilbao Vizcaya Argentaria intestato al secondo imputato.

Sarebbe stato contesta ai due, dalla Procura di Perugia, l’aggravante della minorata difesa, per aver approfittato della distanza e della mancanza di contatto diretto, che ha posto i truffatori in una posizione di maggior favore rispetto alla vittima. 

Le difese hanno avanzato eccezione di incompetenza territoriale in favore del Tribunale di Napoli dove si sarebbe realizzato il presunto profitto. Il giudice ha rigettato tale eccezione, disponendo la prosecuzione del giudizio.

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Emanuele Landi
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