Si è spento a 89 anni Giovanni “Gianni” Zaganelli, volto autorevole dell’avvocatura italiana e figura centrale per la comunità di Città di Castello. Con lui se ne va non solo un giurista di rilievo, ma anche un uomo che ha saputo intrecciare la sua vita professionale con quella civile e culturale della sua città.
La carriera di Giovanni Zaganelli è stata caratterizzata da processi che hanno inciso profondamente sulla storia recente del Paese. Nei tribunali lo si ricordava per la lucidità delle arringhe e per l’abilità nel difendere posizioni complesse, qualità che lo hanno reso tra i penalisti più ascoltati in Italia.
A lui si deve la difesa in uno dei procedimenti più dolorosi per la comunità umbra, quello relativo alla morte della piccola Maria Geusa. Ma la sua firma è comparsa anche in processi di portata nazionale, come quelli contro il racket in Sicilia o i procedimenti su sequestri di persona e terrorismo. Un impegno che lo ha portato a essere considerato un vero “principe del foro”.
Al di fuori delle aule, Giovanni "Gianni" Zaganelli ha sempre mantenuto un legame forte con Città di Castello. Grande appassionato di caccia - come ricorda la nota del Comune del borgo umbro - aveva portato la sua esperienza anche in televisione con il programma “Divieti di caccia”. Non fu solo appassionato, ma anche presidente nazionale e umbro dell’Associazione Libera Caccia, guidando battaglie decisive contro il referendum per l’abolizione della caccia e contro provvedimenti restrittivi a livello nazionale, arrivando anche a presentare ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato.
Non meno intensa fu la sua attività associativa: tra i fondatori del Rotary Club cittadino, partecipò attivamente alla vita delle istituzioni locali come consigliere comunale socialista e poi come rappresentante regionale per il Psdi.
Il legame con la professione era una vera tradizione familiare: figlio di Carlo Zaganelli, anch’egli avvocato, egli stesso ha tramandato la tradizione forense anche ai propri figli Monica ed Eugenio e al nipote Giacomo, oggi impegnati a portare avanti lo studio legale di famiglia. Due anni fa, inoltre, gli venne riconosciuta la Toga d’oro per i 50 anni di carriera forense.
Tra le molte passioni non mancava quella per il volo: a 16 anni, infatti, ottenne il brevetto di pilota, ma la madre lo convinse a seguire la strada del diritto. E la comunità umbra e italiana tutta ringrazia.
Il riconoscimento delle istituzioni non tardò ad arrivare: a soli 39 anni ricevette l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il più giovane a conseguirla allora. Ma il tributo più sentito è quello che oggi arriva dalla sua città. “Profondo cordoglio per la scomparsa dell’avvocato Giovanni ‘Gianni’ Zaganelli, che oggi ci ha lasciati all’età di 89 anni”, ha dichiarato il sindaco Luca Secondi, ricordandone i valori e l’impegno costante. “Ci mancheranno tanto la sua presenza e i suoi insegnamenti. Non lo dimenticheremo”, hanno aggiunto sindaco, giunta e presidente del consiglio comunale Luciano Bacchetta.
Alle parole delle istituzioni locali si è aggiunto anche il ricordo del senatore Walter Verini, che ha definito Zaganelli "un protagonista rilevante dell’avvocatura e della politica umbra" e soprattutto "un amico".
I funerali si terranno sabato 30 agosto alle 14.30 nella cattedrale di Città di Castello. Una cerimonia che si annuncia partecipata, segno di quanto Zaganelli fosse radicato nella memoria e nell’affetto dei suoi concittadini. La sua scomparsa lascia un vuoto difficile da colmare, ma anche un’eredità professionale e umana che continuerà a guidare la comunità e i colleghi del foro.