Un 35enne di Città di Castello è indagato per prostituzione minorile e adescamento di minori. L'uomo è ritenuto responsabile di aver agganciato cinque giovanissimi, tramite i social network come Instagram, Telegram e Whatsapp, nel periodo compreso tra luglio e agosto 2025.
Nuova vicenda delicata che interessa dei minori. La Procura della Repubblica di Perugia ha sottoposto ad accertamenti un 35enne di Città di Castello, al quale viene contestato di aver ‘agganciato’ su Instagram, WhatsApp e Telegram cinque minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni ai qual, secondo quanto fa sapere la Procura, avrebbe offerto denaro, in quantitativi variabili tra i 500 e i 2000 euro, per compiere atti sessuali, senza riuscire nell’intento per il rifiuto opposto dai minori.
Tentata prostituzione minorile e adescamento di minorenni sono i reati contestati all’uomo, difeso dagli avvocati Francesca Viviani e Stefano Arrighi del foro di Arezzo, ha chiesto e ottenuto lo svolgimento dell’incidente probatorio.
Nella mattinata di ieri, alcune persone offese, assistite dagli avvocati Marco Piazzai ed Eugenio Zaganelli, sono state sentite in aula, in sede di incidente probatorio dal giudice per le indagini preliminari Simona Di Maria.
Gli episodi contestati, avvenuti tramite i social network come Instagram, Telegram e Whatsapp, sono avvenuti a Città di Castello, nel luglio e agosto 2025.
Secondo la ricostruzione del pm, il 35enne avrebbe adescavato i minori "al fine di commettere il reato di prostituzione minorile, chiedendo loro di fare sesso a pagamento, carpendone la fiducia mediante lusinghe quali mettere ‘emoticon’ ai post pubblicati dai minori sui social network, in segno di approvazione e compiacimento".
Un altro caso di pornografia minorile è salito alla ribalta nei giorni scorsi con un uomo di 37 anni a processo presso il Tribunale di Perugia. L'imputato, originario di Napoli e residente in Veneto, è alla sbarra per il reato di pornografia minorile.
Secondo le accuse - per cui è competente la Dda di Perugia - l’imputato avrebbe costretto quattro tra bambine e ragazzine di 8, 11, 13 e 14 anni a inviargli foto e video di parti intime dopo averle adescate su Snapchat.
I fatti risalirebbero al 2024. Il processo si tiene a Perugia perché in Umbria vive la più piccola delle 4 vittime, di appena 8 anni all'epoca dei fatti che sono stati denunciati dalla mamma della ragazzina nel maggio 2025.