17 Jun, 2026 - 15:00

Città di Castello, viola il divieto di avvicinamento all’ex moglie: arrestato dai Carabinieri un 44enne

Città di Castello, viola il divieto di avvicinamento all’ex moglie: arrestato dai Carabinieri un 44enne

Ancora un episodio che richiama l'attenzione sul delicato tema della violenza domestica e sull'importanza degli strumenti predisposti dall'Autorità Giudiziaria per proteggere le vittime. A Città di Castello un uomo di 44 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l'accusa di aver violato la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall'ex moglie.

L'intervento dei militari è avvenuto nell'ambito delle attività di controllo finalizzate a verificare il rispetto delle prescrizioni imposte nei procedimenti per maltrattamenti in famiglia. Proprio grazie all'azione tempestiva dell'Arma è stato possibile accertare una presunta inosservanza delle disposizioni stabilite dall'Autorità Giudiziaria.

La vicenda assume particolare rilevanza perché coinvolge una situazione già monitorata attraverso l'utilizzo del braccialetto elettronico, strumento introdotto per garantire una maggiore tutela alle persone offese e consentire alle forze dell'ordine di intervenire rapidamente in caso di comportamenti incompatibili con le misure cautelari disposte dal giudice. L'arresto rappresenta un ulteriore segnale dell'attenzione istituzionale verso i reati riconducibili alla violenza di genere e domestica, ambiti nei quali il rispetto delle prescrizioni imposte agli indagati assume un ruolo fondamentale per prevenire possibili escalation e garantire la sicurezza delle vittime.

Dal presunto allarme sul braccialetto elettronico all'arresto: la ricostruzione dei fatti

L'episodio che ha portato all'arresto del quarantquattrenne ha avuto origine da una circostanza apparentemente ordinaria ma che, alla luce degli accertamenti successivi, si è trasformata in un elemento decisivo per l'intervento delle forze dell'ordine.

L'uomo era già sottoposto alla misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare e al controllo mediante braccialetto elettronico nell'ambito di un procedimento riguardante presunti reiterati maltrattamenti ai danni dell'ex moglie. Una situazione, dunque, già considerata particolarmente delicata dagli investigatori e dall'Autorità Giudiziaria.

Secondo quanto ricostruito, il 44enne avrebbe contattato direttamente i Carabinieri segnalando un presunto malfunzionamento del dispositivo elettronico utilizzato per monitorare il rispetto delle prescrizioni imposte dal giudice. Una comunicazione che ha immediatamente attivato le procedure di verifica previste in questi casi.

I militari dell'Arma, ben consapevoli della sensibilità delle vicende riconducibili alla violenza domestica e della necessità di assicurare una protezione costante alle persone offese, hanno deciso di procedere con un controllo immediato. L'obiettivo era verificare che tutte le disposizioni previste dalla misura cautelare fossero state effettivamente rispettate.

La verifica sul territorio è stata affidata a una pattuglia dell'Aliquota Radiomobile che si è recata presso l'abitazione dell'ex coniuge dell'uomo, donna e madre di due figli minori. Proprio durante il controllo è emerso l'elemento che ha determinato l'intervento repressivo.

I Carabinieri hanno infatti rintracciato il quarantquattrenne nei pressi dell'abitazione della persona offesa, situazione incompatibile con il divieto di avvicinamento disposto nei suoi confronti. La presenza dell'uomo nel luogo frequentato dall'ex moglie è stata ritenuta sufficiente per configurare la violazione della misura cautelare. A quel punto è scattato l'arresto in flagranza di reato. L'indagato è stato immediatamente condotto a disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Perugia per le valutazioni del caso.

La vicenda è successivamente approdata davanti al Tribunale competente. Nel corso del rito direttissimo, il giudice ha esaminato gli elementi raccolti dagli investigatori e ha convalidato l'arresto eseguito dai Carabinieri. Contestualmente è stata disposta la prosecuzione della misura cautelare già applicata nei confronti dell'uomo.


Violazione del divieto di avvicinamento: cosa prevede la legge e quali sono le conseguenze

La violazione del divieto di avvicinamento configura una precisa fattispecie di reato ex articolo 387-bis del codice penale, introdotta per garantire l'effettività delle tutele a salvaguardia delle vittime di condotte persecutorie o violenze domestiche.

La norma punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque eluda le prescrizioni disposte dal giudice. La rilevanza di tale illecito si manifesta anzitutto sul piano procedurale: l'ordinamento prevede infatti l'arresto obbligatorio in flagranza, esteso anche alla forma differita entro quarantotto ore qualora la trasgressione sia documentata in modo univoco da supporti video, fotografici o dai tracciati del braccialetto elettronico.

Parallelamente all'avvio del nuovo procedimento penale, che procede d'ufficio, la violazione determina l'immediato aggravamento della misura cautelare originaria ai sensi dell'articolo 276 del codice di procedura penale. Il giudice, preso atto del superamento dei limiti di distanza o dei divieti di comunicazione prescritti, dispone generalmente la sostituzione della misura con la custodia cautelare in carcere o con gli arresti domiciliari. Tale automatismo risponde alla necessità di interrompere tempestivamente la progressione criminosa, neutralizzando il pericolo per l'incolumità della persona offesa e assicurando una risposta giudiziaria rigorosa e immediata di fronte al disprezzo dei provvedimenti dell'autorità.

 

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Lorenzo Farneti
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