Aveva detto a un cliente che il suo smartphone era rotto e così l'ha convinto a comprare uno nuovo, con tanto di finanziamento. Peccato che il dispositivo in questione, in realtà, avesse solo la memoria piena. Al centro della vicenda il commesso di un negozio che è stato denunciato per truffa.
L'operazione è partita dalla denuncia di un uomo che si era rivolto al punto vendita per un presunto malfunzionamento del proprio dispositivo. Una richiesta di routine insomma di fronte alla quale il commesso avrebbe rappresentato la necessità di una costosa riparazione, inducendo il cliente a ritenere il telefono gravemente danneggiato e convincendolo così ad acquistarne uno nuovo tramite l’apertura di una pratica di finanziamento.
Gli accertamenti successivi hanno però rivelato che il vecchio dispositivo non presentava alcun guasto tecnico, ma aveva semplicemente la memoria di archiviazione piena. Una cosa che può facilmente capitare a chiunque. A quel punto sono scattate le indagini da parte della Polizia di Stato di Città di Castello. Al termine dell’attività, il dipendente è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per truffa.
Il cliente si era accorto che c'era qualcosa non tornasse e ha avuto la prontezza di rivolgersi alla Polizia. Un passaggio fondamentale sia per attivare le indagini che per rinsaldare il legame di fiducia tra cittadini e forze dell'ordine. La collaborazione dei cittadini e la tempestiva segnalazione di comportamenti irregolari, rappresenta infatti uno strumento essenziale per prevenire e contrastare pratiche ingannevoli a danno della collettività.
Le truffe rappresentano circostanze che con estrema frequenza trovano spazio nelle cronache. Se gli anziani e i fragili sembrano ormai le vittime predilette, potenzialmente chiunque può diventarne vittima ed è bene da un lato imparare a riconoscerle, dall'altro avvisare subito le autorità quando si scorgono i primi segnali.
Ma come si capisce se qualcuno ci sta tendendo un tranello? Nelle truffe ci sono spesso delle dinamiche ricorrenti e anche i truffatori hanno delle caratteristiche ben precise.
L'urgenza e la distrazione delle vittime sono nella maggior parte dei casi i presupposti di una truffa. I malintenzionati non si fanno scrupoli a usare gli affetti del malcapitato, innescando nella vittima un senso di allarme a cui puntualmente segue la richiesta di denaro o anche di dati personali o, ancora, l'offerta di una opportunità straordinaria da cogliere al volo ma troppo bella per essere vera. L'urgenza distrae la vittima che è indotta ad agire commettendo leggerezze, come appunto quella di consegnare immediatamente denaro o fornire dati sensibili.
Di solito il truffatore - ma anche la truffatrice - si presenta come la tipica "brava persona" che per di più arriva in aiuto in un momento di difficoltà. Il classico truffatore difficilmente appare trasandato, al contrario ha un aspetto rassicurante, gentile e disponibile e finge spesso di essere qualcuno che in realtà non è: un poliziotto, un carabiniere, un finanziere, un impiegato del Comune o della banca, un tecnico intervenuto per un guasto, come una fuga di gas o l'interruzione della linea elettrica, ma all'appello non mancano neanche il finto corriere e il finto postino.
Prima di consegnare denaro o affidare a perfetti sconosciuti dati sensibili in circostante poco chiare, meglio prendere tempo e chiamare una persona di fiducia. Se le richieste si fanno particolarmente insistenti o, peggio ancora, si ricevono minacce, va immediatamente chiamato il 112, il Numero Unico di Emergenza a cui rispondono gli operatori delle forze dell'ordine.