24 Jun, 2026 - 16:30

Città di Castello, prelievi con carte rubate dopo il furto del borsellino: scattano tre denunce

Città di Castello, prelievi con carte rubate dopo il furto del borsellino: scattano tre denunce

Un momento di distrazione, pochi istanti appena, sufficienti però per consentire a un gruppo organizzato di entrare in azione. È da qui che prende avvio l’indagine condotta dalla Polizia di Stato che ha portato all’identificazione e alla denuncia di tre persone ritenute coinvolte nel furto di un borsellino e nel successivo utilizzo illecito delle carte di pagamento contenute al suo interno.

La vicenda, avvenuta nel territorio di Città di Castello, ha avuto come vittima una donna che, dopo essersi accorta della scomparsa del portafoglio custodito nella propria borsa, ha scoperto che qualcuno aveva già iniziato a utilizzare le carte bancarie prima ancora che fosse possibile procedere al blocco degli strumenti di pagamento.

L’attività investigativa avviata dagli agenti ha consentito di ricostruire con precisione quanto accaduto e di individuare quelli che vengono considerati i presunti responsabili: un uomo e due donne di nazionalità straniera, denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati ipotizzati di furto e indebito utilizzo di carte di pagamento.

Le indagini della Polizia e la ricostruzione dei movimenti dei sospettati

L’inchiesta è partita dalla denuncia della vittima e dall’analisi degli elementi raccolti nelle ore immediatamente successive alla scoperta del furto. Gli investigatori si sono concentrati soprattutto sulla verifica delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area commerciale dove sarebbe avvenuta la sottrazione del borsellino e nelle zone dove, poco dopo, sarebbero stati effettuati alcuni prelievi di denaro utilizzando le carte rubate.

È stato proprio il lavoro di analisi dei filmati a permettere agli agenti di sviluppare una ricostruzione dettagliata dei movimenti compiuti dai tre sospettati. Le telecamere, infatti, avrebbero immortalato diverse fasi della loro presenza nell’area interessata, consentendo agli investigatori di seguire i loro spostamenti e di collegare una serie di comportamenti ritenuti significativi ai fini dell’indagine. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il gruppo avrebbe agito seguendo un piano ben preciso. Gli indagati avrebbero operato in maniera coordinata, dividendosi i compiti e sfruttando la confusione tipica delle aree commerciali particolarmente frequentate.

La donna presa di mira si sarebbe accorta troppo tardi di quanto accaduto. In un momento in cui la sua attenzione era rivolta ad altro, qualcuno sarebbe riuscito a impossessarsi del borsellino custodito all’interno della borsa senza destare sospetti. Un’azione rapida, eseguita con modalità tali da non permettere alla vittima di rendersi immediatamente conto della sottrazione.

Una volta ottenuta la disponibilità delle carte di pagamento, il gruppo avrebbe accelerato le operazioni. Gli investigatori ritengono infatti che i tre si siano mossi velocemente proprio per sfruttare il tempo necessario alla proprietaria per accorgersi del furto e richiedere il blocco delle carte. Le verifiche effettuate presso gli sportelli automatici dove sono stati registrati i movimenti bancari hanno rappresentato un passaggio fondamentale dell’indagine. Le immagini acquisite hanno consentito di raccogliere ulteriori elementi utili all’identificazione dei soggetti coinvolti. Attraverso l’incrocio dei filmati provenienti da diversi impianti di videosorveglianza e grazie agli approfondimenti investigativi svolti successivamente, la Polizia di Stato è riuscita a delineare il percorso seguito dai tre presunti responsabili e ad attribuire loro le condotte contestate.

L’attività si è conclusa con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di un uomo e due donne, ritenuti dagli investigatori coinvolti sia nella sottrazione del borsellino sia nell’utilizzo delle carte di pagamento appartenenti alla vittima.

L’operazione evidenzia ancora una volta quanto il supporto delle tecnologie di videosorveglianza possa risultare determinante nelle indagini relative ai cosiddetti reati predatori. In molte circostanze, infatti, la possibilità di ricostruire percorsi, orari e comportamenti consente agli investigatori di raccogliere elementi preziosi per individuare i responsabili.

Dal punto di vista giuridico, la vicenda coinvolge due distinte fattispecie di reato previste dall'ordinamento italiano. La prima riguarda il furto, disciplinato dall'articolo 624 del Codice Penale, che punisce chi si impossessa di un bene mobile appartenente ad altri con l'obiettivo di trarne profitto per sé o per altri. Nel caso specifico, l'oggetto della sottrazione sarebbe stato il borsellino contenente effetti personali e strumenti di pagamento. Accanto a questa ipotesi si aggiunge quella relativa all'indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento, prevista dall'articolo 493-ter del Codice Penale. La norma sanziona chiunque utilizzi in modo fraudolento carte di credito, bancomat o altri strumenti elettronici di pagamento senza esserne legittimato.

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Lorenzo Farneti
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