12 Apr, 2026 - 09:25

Ciclovia del Nera, partono i lavori: in due anni Terni sarà unita alla Cascata delle Marmore con un percorso accessibile a tutti

Ciclovia del Nera, partono i lavori: in due anni Terni sarà unita alla Cascata delle Marmore con un percorso accessibile a tutti

Il rumore sordo dell’acqua che scorre accanto alla statale Valnerina è destinato, nel giro di due anni, a fondersi con lo scatto dei cambi delle biciclette e il passo lento dei camminatori. Non è più un’idea su carta o un rendering di progetto: il collegamento ciclopedonale tra il cuore di Terni e la Cascata delle Marmore è entrato ufficialmente nella fase operativa. Venerdì 11 aprile, con un passaggio formale che segna il confine sottile tra la burocrazia e il cantiere, il Consorzio di bonifica Tevere-Nera ha consegnato alla ditta Tecnostrade Srl i lavori del primo lotto della “Ciclovia e trekking del fiume Nera”. Si tratta del segmento che, partendo da piazzale Staino, snodo cruciale della mobilità ternana, correrà per 4,8 chilometri lungo l’asta fluviale fino a raggiungere Ponte del Toro.

L’intervento, dal valore complessivo di circa 6 milioni di euro, è coperto da un finanziamento congiunto di Regione Umbria (4,8 milioni) e Comune di Terni (1,2 milioni). Una volta completata, l’infrastruttura entrerà di diritto nella rete di mobilità ecologica di interesse regionale e la proprietà sarà acquisita dal Comune, mentre l’ente attuatore e la regia tecnica restano saldamente in mano al Consorzio guidato da Massimo Manni.

Un tracciato pensato per tutti tra mensole a sbalzo e passerelle d’acciaio

L’opera non si limita a rispondere a una logica di svago domenicale. I dettagli tecnici forniti dalla direzione lavori delineano un’infrastruttura sofisticata, capace di dialogare con un contesto orografico non certo semplice e con un ecosistema fluviale delicato. Il tracciato avrà una larghezza standard di 2,5 metri e, aspetto non negoziabile in fase di progettazione, una pendenza che non supererà mai il 5 per cento. Una scelta progettuale precisa che rende il percorso pienamente accessibile anche alle persone con disabilità motorie o alle famiglie con passeggini, eliminando di fatto le barriere architettoniche in un ambiente naturalistico di pregio.

Le difficoltà tecniche non sono mancate, soprattutto nel segmento più incassato della Valnerina. Paola Massarelli, Responsabile unico del procedimento per il Consorzio, lo ha spiegato con la precisione dell’ingegnere ma anche con la consapevolezza di chi sta per consegnare un’opera dal forte impatto visivo: “Il progetto si è trasformato finalmente in lavori e in un'opera fatta anche di difficoltà tecniche, che abbiamo superato grazie alla collaborazione di tutti. Cito solo ad esempio gli spazi limitati che caratterizzano il tratto adiacente il fiume Nera fra Papigno e Ponte del Toro, dove questo percorso si caratterizzerà per la presenza di mensole a sbalzo adiacenti il corso d'acqua: elemento certamente di grande fascino per i fruitori e che ha imposto un maggiore impegno progettuale e operativo”.

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In quell’ansa del fiume, dove la parete rocciosa lascia poco respiro alla strada statale, il percorso ciclabile non sarà un semplice sentiero sterrato, ma una passerella sospesa, un balcone sull’acqua. Oltre alle mensole a sbalzo, il progetto prevede un’altra opera iconica: una passerella metallica lunga 55 metri che attraverserà il Nera all’altezza di Cervara, creando un punto di osservazione inedito sul corso d’acqua. Lungo tutto il tratto adiacente alla trafficata arteria della Valnerina, saranno infine installate barriere di sicurezza fisiche (New Jersey) per separare nettamente il flusso veicolare da quello lento di pedoni e ciclisti, garantendo la necessaria protezione in un’area dove la convivenza tra gomma e muscolo è storicamente critica.

La politica detta la roadmap: “Ora il tempo del fare”

Il cantiere che si apre non è solo una questione di calcestruzzo e acciaio, ma rappresenta il primo tassello tangibile di una visione più ampia sulla mobilità alternativa del ternano. Sulle tempistiche, l’orizzonte è definito: circa due anni per completare questo primo lotto e arrivare a Ponte del Toro. Resta poi da finanziare e appaltare il secondo lotto, un breve ma decisivo tratto di 600 metri che condurrà il visitatore fino ai piedi dello spettacolo della Cascata.

Sul punto è intervenuto con chiarezza l’assessore regionale alle Infrastrutture, Francesco De Rebotti, che ha sottolineato la portata sistemica dell’intervento: “Oggi inauguriamo non solo i lavori, ma un segno concreto di sviluppo per tutto il territorio di Terni e della Valnerina. Grazie alla sinergia con il Consorzio di bonifica Tevere-Nera e il Comune di Terni, andiamo a valorizzare un'area che vede prossimi all'avvio altri interventi sul piano della mobilità, per una piena fruizione sia da parte del movimento turistico che dei cittadini residenti. L'auspicio è che le tempistiche indicate in due anni per la conclusione dei lavori vengano rispettate per procedere poi altrettanto celermente alla realizzazione del secondo lotto conclusivo”.

Parole che trovano eco e concretezza amministrativa in quelle dell’assessore comunale ai Lavori Pubblici di TerniSergio Anibaldi, il quale ha legato questa opera a un più complessivo riassetto della viabilità urbana. L’assessore ha parlato di “momento più bello, quello del ‘fare’”, annunciando che entro il 2026 il Comune è pronto ad avviare i lavori per il primo stralcio della bretella di collegamento Staino-Pentima. Un’opera viaria complementare che, insieme alla revisione urbanistica di piani fermi da quasi vent’anni, punta a creare un corridoio strategico fino all’ospedale di Terni, passando per via Urbinati. “Quando si lavora in sinergia tra enti, anche le criticità vengono superate”, ha rimarcato Anibaldi.

A fare da collante tra le esigenze ambientali e la realizzazione pratica è stata la regia del Consorzio Tevere-Nera. La direttrice Carla Pagliari ha posto l’accento sul valore del metodo collaborativo adottato, ringraziando la struttura tecnica di alto profilo messa in campo. Il presidente Massimo Manni, dal canto suo, ha voluto allargare lo sguardo, non solo ringraziando le associazioni ambientaliste per il “dialogo virtuoso” instaurato per superare le criticità, ma inquadrando l’opera in una strategia di valorizzazione turistica e di sicurezza idraulica ben più ampia. “Mi auguro che i fondi per completare questa infrastruttura fondamentale vengano reperiti in tempi certi e rapidi, per integrare pienamente il nuovo percorso ciclopedonale in quella rete che rappresenta una delle grandi potenzialità di sviluppo turistico, per Terni, la Cascata delle Marmore, la Valnerina, il lago di Piediluco”, ha dichiarato Manni, ricordando il parallelo investimento di 22 milioni di euro che il Consorzio sta portando avanti per la messa in sicurezza idraulica dello stesso fiume Nera.

L’avvio dei lavori segna dunque un punto di non ritorno. Per i prossimi mesi, gli occhi saranno puntati su quel nastro d’asfalto che lentamente avanzerà a fianco del fiume, con l’obiettivo di ricucire una distanza che fino a oggi era percorribile solo in automobile o, per i più temerari, in promiscuità pericolosa con il traffico pesante diretto alla Valnerina.

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Federico Zacaglioni
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